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8 maggio 2013

IL DEMONE STERMINATORE DI VINCENT SPASARO


Il demone é una figura centrale nella trattazione di genere fantasy

Il fantasy è un genere che per definizione può spaziare all'infinito, andare oltre qualsiasi barriera preimposta e rigenerarsi di continuo. Tutto ciò almeno in teoria. È assurdo quanto invece sia statico questo settore, fermo a pochi modelli da seguire senza mai discostarsene. 


Quando poi viene anche a mancare il talento dello scrittore ci si ritrova a leggere brutte copie di Tolkien. Eppure ci sono altri a cui ispirarsi, tanti sotto-generi da prendere come esempio ma spesso ignorati, mondi da creare che non siano tutti uguali alla Terra di Mezzo. E se dall'Inghilterra, dall'est Europa, o da oltre oceano arrivano ogni tanto delle boccate d'aria fresca, qui in Italia la situazione è davvero critica. 

Ma anche noi abbiamo la nostra rarità, il nostro talento nascosto (troppo nascosto, almeno fino ad adesso). Si chiama Vincent Spasaro, è stato tre volte finalista del Premio Urania e scrive del bel fantasy.

Sabato 4 maggio, libreria La Feltrinelli di Latina. Viene presentato Il Demone Sterminatore – Cronache del fiume senza Rive: non potevo mancare. Assolutamente. Ammetto di aver conosciuto questo romanzo e il suo autore solo quattro giorni prima della presentazione. Ho recuperato subito, con una full immersion all'interno delle 700 pagine del libro, improvvisamente catapultato in una nuova dimensione. Novità è il termine giusto, quello che cerco da anni in un autore nostrano. 

Novità e sorpresa. Si perché, forse per strategie di marketing, forse per la poca attenzione di altri articolisti, Il Demone viene presentato in modo del tutto diverso da ciò che è. Ho fatto due chiacchiere con Vincent Spasaro (non si può proprio parlare di un'intervista) e l'ho trovato perfettamente d'accordo. 

Si parla di epigono di George R. R. Martin quando del realismo storico dello scrittore di Bayonne c'è poco o niente; ho letto qua e là la definizione “thriller” per un romanzo che del thriller possiede solo alcuni spunti. Anche la sinossi sul risvolto della copertina mi aveva ingannato. E forse tutto ciò non è stato un male. 


Stefano Cortelletti, Vincent Spasaro, Claudio Volpe durante la presentazione alla Feltrinelli di Latina
Adoro Martin ma mi ha fatto comunque piacere trovarmi davanti tutta un'altra storia, un altro tipo di ambientazione, che vanno al di là del classico fantasy, contaminate dalla fantascienza di Jack Vance, dall'horror di Lovecraft e da tutto quel filone fantastico anni '60-'70 in cui spiccano i nomi di Moorcock e della Le Guin. Ne esce fuori quella che mi sento di definire “un'esplosione di fantasia”, una fusione tra elementi dark ed epici, tra lirismo poetico e puro splatter, il tutto espresso con immagini sfocate e oniriche che sanno molto di romanzo gotico e di letteratura ossianica. 

È questo il Fiume Senza Rive: un mondo immerso nella nebbia, senza contorni o confini definiti, senza nemmeno un fondo sotto le sue acque torbide, lungo il quale si muovono cacciatori determinati alla ricerca del loro acerrimo nemico, il male assoluto e inconoscibile che prende forma materiale ma resta comunque avvolto tra veli di fitte ombre. 

Ma non c'è solo la grande fantasia. Nel Demone troviamo anche l'incredibile capacità di alternare i toni in base al punto di vista predominante del capitolo: avremo così parti più spiccatamente poetiche, quasi degli spartiti musicali a volte, quando a muoversi sarà Onnau il centauro, bardo e intellettuale, miste ad altre più “gore” lì dove il protagonista sarà il prete-bambino Llauch, rappresentante di un culto cruento e sanguinario. 

Ma tutta questa fantasia, dice lo scrittore, è anche e soprattutto un bel metodo per parlare di attualità. La bugia diventa quindi il tema dominante della vicenda, così come è una caratteristica dominante anche della realtà, mentre per i personaggi possiamo parlare di archetipi antropologici e psicologici che rispecchiano la nostra società, le nostre classi sociali. Vincent Spasaro, che nel suo caso non ama parlare di “scrittura” quanto piuttosto di “narrazione di storie”, vuole quindi raccontare ciò che tutti noi abbiamo attorno, riuscendoci in modo strabiliante attraverso il filtro del fantastico e della bruma del suo fiume.

Siamo davanti ad un fantasy per adulti, che non ha niente a che fare con quello che gli autori italiani sfornano da dieci anni a questa parte, a cui approcciarsi con diverse chiavi di lettura, profondo oltre che avvincente. Forse un po' lento all'inizio, di difficile interpretazione, almeno fin quando non si cominciano a dipanare le fitte trame dell'intreccio. 

Un ottimo acquisto per chi cerca maturità in un genere che ultimamente viene relegato spesso sugli scaffali dei libri per ragazzi; un piccolo azzardo per una casa editrice, le Edizioni Anordest, che ha deciso di puntare finalmente sul nuovo, su quella letteratura di genere che nel nostro paese fatica davvero tanto ad affermarsi e che sempre maggiore successo sta avendo in tutto il mondo.

A cura di Giuseppe Recchia, date un'occhiata alla sua sezione dedicata al Fantasy



Il demone sterminatore. Cronache del fiume senza rive di Vincent Spasaro, Edizioni Anordest, 900 pagg, 15,90 euro

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