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16 maggio 2013

AVETE PRESENTE QUESTA FOTO?


Questa foto è intitolata Il miliziano colpito a morte ed è una delle foto più famose di Robert Capa ed é, insieme a Guernica di Picasso e a Per chi suona la campana di Hemingway, la rappresentazione dell’atrocità della guerra civile spagnola.

Non sono qui per dibattere sulla bellezza o meno della foto, sulla pregevolezza tecnica, sulla qualità del bianco e nero (che comunque garantisce la pellicola) o altro.

Sono anni che si dibatte sull’autenticità o meno della foto e ci si chiede se sia un falso, ovvero se il miliziano stia “recitando” il ferimento mortale. Addirittura qualcuno sostiene se sia stato davvero lo stesso Capa a scattare la foto oppure la sua compagna. Aldilà delle diverse interpretazioni che si sono succedute nel tempo voglio soffermarmi sulla prima affermazione e cioè sul fatto che il soldato abbia simulato di essere stato colpito a morte.

La fotografia è piena di casi del genere in cui si é cercato di simulare quello che si aveva in mente. Su tutti “Il medico di campagna” di William Eugene Smith.


Alcune esperti  si accaniscono contro queste foto per così dire "costruite"altri, invece,  le accettano decantandone le qualità.



La domanda che mi pongo é: é importante saperlo o meno? Questa foto è l’icona che documenta quanto accadeva in quel momento,   parlava di gente che moriva per un ideale. Quella che viene raccontata é storia di un soldato senza divisa che morirà solo senza che nessuno mai possa, un giorno, piangere sulla sua tomba. 

Quello che conta é documentare, descrivere al mondo una realtà lontana dalla quotidianità. Nell’iconografia quotidiana questa foto é rimasta più impressa di altre e descrive sinteticamente  ogni aspetto della guerra più di quanto abbia fatto il libro di Hemingway o il capolavoro di Picasso.

Una foto può narrare esattamente come un libro ed il fotografo, in alcuni momenti, é uno scrittore in grado di romanzare la realtà per far arrivare un messaggio. L’importante è non distorcere la realtà in modo estremo.

Mi rendo conto che anche noi come blogger, siamo veicoli di messaggi da diffondere e siamo a rischio di critiche, anche lesive, sul nostro operato.  Ma quello che facciamo è raccontare   raccogliendo impressioni, sensazioni che diventano nostre e poi vengono rielaborate e pubblicate sul web, seguendo un nostro stile.

Perciò se avete qualcosa da raccontare, fatelo pure. Non importa la forma, importa il messaggio.

A cura di Claudio Turetta

Suggerimento per la lettura:



Robert Capa di Andrèa Holzherr, Mul Edizioni, 141 pagg, 28 euro



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