Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

19 aprile 2013

NUOVI TALENTI FANTASY DALL'EST EUROPA


Sergej Luk'janenko 
Basta poco per capirlo: nell'Europa dell'est c'è fermento. Da quelle parti gli autori di fantasy non scherzano affatto. Peccato che sia così fin dai primi anni '90 e che solo recentemente gli editori occidentali si siano resi conto della possibilità di buttarsi su questo nuovo (si fa per dire) mercato ricco di talenti. 



No so, sarà stata la Cortina di Ferro, sarà che Tolkien è sempre stato indicato come autore di destra, fatto sta che l'influenza de Il Signore degli Anelli si sente di meno tra questi scrittori. Ciò ha favorito lo sviluppo di trame e ambientazioni diverse, basate sulla mitologia slava, magari non sempre superiori alla controparte occidentale, ma sicuramente originali e, in un certo senso, esotiche e affascinanti. 

Maria Semyonova 
Se nell'urban fantasy dominano senz'altro il russo Sergej Luk'janenko e la sua tetralogia dei Nochnoj Dozor (arrivato in Italia solo nel 2007, dopo quasi dieci anni di gestazione), tra i classici spiccano invece Maria Semyonova e Andrzej Sapkowski, creatori di mondi fantastici in cui i miti e le fiabe dell'est si fondono alla perfezione con l'heroic fantasy dei maestri Howard, Gemmel e Moorcock. 

Andrzej Sapkowski
E se la russa Semyonova è praticamente sconosciuta qui da noi (oltre che totalmente inedita: se non sapete leggere il cirillico mettetevi l'animo in pace), il polacco Sapkowski, anche se con vent'anni di ritardo, si sta pian piano affermando anche in occidente come uno dei migliori scrittori dell'ultima generazione. 

I racconti e i romanzi della saga di The Witcher sono ormai dei cult del genere. Sospinte dall'onda del videogioco omonimo e tradotte in dieci lingue, pluripremiate in tutta Europa, le opere di Sapkowski ci portano nei Regni del Nord in compagnia di Geralt di Rivia, uno strigo, un mutante cacciatore di mostri a pagamento. 

L'ambientazione è la classica medievale; i mostri sono quelli di mille mitologie e giochi di ruolo fusi insieme; la magia è ovunque. Niente di nuovo, direte voi. E avete ragione: sono della stessa idea. È però il modo in cui l'autore riesce a dar vita al tutto che rende straordinaria la sua creazione. Le descrizioni sono fantastiche e mai noiose, perfette per calare il lettore nella giusta atmosfera, al momento giusto; i personaggi sono pieni di vita, le loro relazioni realistiche e piene di umanità; perfino le banalità dell'ambientazione cedono il passo ai colpi di genio dell'autore. 

Ogni racconto nasconde una morale, una riflessione su temi come il destino, la guerra, l'amore o la morte. Anche le tipiche creature del post-Tolkien (nani, elfi, gnomi e mezzuomini non mancano) sono utilizzate al meglio in un contesto di odio tra le razze che permette di sviluppare un costante discorso sulla tolleranza e sulla paura del “diverso”. Lo stile poi è perfetto, senza sbavature, la scrittura scorrevole: insomma, va giù che è un piacere. 

È da poco sugli scaffali delle nostre librerie Il Tempo della Guerra (é del 1995!!!), seguito de Il Sangue degli Elfi, primo romanzo della saga pubblicata in Italia dall'Editrice Nord. Ma non perdetevi nemmeno le raccolte di racconti Il Guardiano degli Innocenti La Spada del Destino, introduzione necessaria alle avventure dello strigo Geralt.  

Sono storie scritte bene, avvincenti ed emozionanti, esempio perfetto di una letteratura che solo a fatica sta arrivando qui da noi e che non può fare che bene ai giovani scrittori nostrani in cerca di nuovi maestri a cui ispirarsi e nuovi modelli da seguire.    



A cura di Giuseppe Recchia


Visitate la sezione Fantasy su Reader's Bench

I libri dell'articolo:



Il tempo della guerra  di Andrzej Sapkowski, Nord, 433 pagg, 18 euro



Il Sangue degli Elfi (Narrativa Nord) di Andrzej Sapkowski, Nord, 393 pagg, 18 euro

    

Potrebbero interessarti:







0 commenti:

Posta un commento

Lascia un commento!