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8 aprile 2013

LE STORIE DIETRO LA NASCITA DI UN GRAPHIC NOVEL TUNUE' | ROMICS 2013

Allo stand Tunué, al Romics, é stato presentato Gli altri,
 la trasposizione dell'opera teatrale di Maurizio De Giovanni
(l'immagine si riferisce a Semplice di Stefano Simeone)
Come nasce un graphic novel? E come gestiscono la gestazione di un progetto quelli della Tunué? Sono stata all'incontro al padiglione otto, sabato 6 aprile, al Romics per scoprirlo e per sentire dalla voce di Luigi Ricca, disegnatore fra gli altri de Il tempo materiale, e di Antonio Recupero sceneggiatore di Non c'é trucco, tutti i retroscena di un lavoro che porta alla trasposizione di romanzi, anche di recente successo, e a raccontare la propria storia.

Tutto questo mentre questa estate abbiamo registrato il doping nel fumetto italiano, Paco Roca (in libreria con Il gioco lugubre, sempre per Tunué) é stato insignito del Romics d'oro 2013 e nella classifica dei libri più venduti (almeno fino a qualche giorno fa) c'erano ben due graphic novel nella top ten.

Anche se gli "esperti" si interrogano sulle terminologia da adottare: graphic novel, fumetto, romanzo grafico e chi più ne ha, più ne metta, é indubbio che é un genere che piace e di cui si parla sempre di più.

Siamo lontani, sono d'accordo, dai numeri e dalla diffusione che si registra a casa dei nostri cugini francesi, ma qualcosa sta cambiando. Non c'é crisi che tenga davanti al numero di titoli proposti mensilmente e sull'avvicinamento del graphic novel alla letteratura. Non é un caso che proprio al Romics, la Tunué, abbia presentato anche Gli altri, la trasposizione di un'opera teatrale di Maurizio De Giovanni (di cui sentirete parlare prestissimo sulla vostra panchina).

Letteratura, fumetti, teatro, cinema, perché no! La caratteristica fondamentale dei fumetti é proprio la straordinaria capacità di mutare, adattarsi e rileggere in maniera nuova e sorprendente materiale già esistente. Il romanzo a fumetti sa narrare e raccontare una storia con le parole e con la potenza delle immagini. 

Un genere molto più vicino al cinema di quanto si possa pensare: per la sceneggiatura, la scelta delle inquadrature, il lavoro stesso di trasposizione da un romanzo e non per l'ultimo l'elemento della verosomiglianza. Perché se c'é una cosa che caratterizza il cinema, così come il fumetto é senza dubbio l capacità di raccontare la realtà attraverso il punto di vista del disegnatore e dello sceneggiatore che ci restituiscono (come al cinema) una propria interpretazione del mondo che ci circonda.

Attraverso l'uso del tratto, del colore, nella scelta delle metafore e nel taglio che si vuole dare all'opera stessa, il graphic novel può raccontare la storia del nostro paese ma anche quella degli autori, attraverso personaggi inventati, situazioni al limite e trovare la chiave di lettura in grado di avvicinare la storia all'esperienza di ognuno di noi.


Massimiliano Clemente, Luigi Ricca e Antonio Recupero
Luigi Ricca ha dovuto compiere un'operazione molto simile nel suo Il tempo materiale (il romanzo di Giorgio Vasta, sceneggiatore del graphic novel e autore di uno dei successi targati Mimimum Fax) nel raccontare la storia di un gruppo di ragazzini in un Palermo datata 1978.

Un romanzo esistente che per il disegnatore era linfa da maneggiare con cura, da trattare con il massimo rispetto con l'uso del bianco e nero e con un lavoro che mettesse sullo stesso piano il tratto e la lettera.

Antonio Recupero é pronto a svelare tutti i retroscena del lavoro tra sceneggiatore e disegnatore: mail continue e anche dure prese di posizioni per decidere la struttura di una semplice vignetta e tutto questo per realizzare la perfetta materializzazione di quelli che é il mondo dell'autore della storia (se volete saperne di più cliccate qui).

Il graphic novel può e deve raccontare la realtà (mi viene in mente il graphic journalism di Guy Delisle e del suo Pyongyang), offrire un altro punto di vista su un romanzo o un'opera teatrale e raccontare la storia dell'autore, il tutto nel rispetto del lettore, sempre alla ricerca di prodotti di qualità e non solo semplice burattino nelle mani degli uffici stampa.

I fenomeni a cui abbiamo assistito quest'estate sono sicura che stanno cambiando il modo stesso di relazionarsi ai graphic novel e sono favorevole alla diffusione di questo genere letterario anche tra i più piccoli per creare una sorta di educazione alla lettura con le immagini.

Ne é un esempio la collana Tipitondi, sempre della Tunué (premiata al Lucca Comics), che attraverso il fumetto é sempre pronta a parlare di amicizia, coraggio e di tutti i piccoli, grandi problemi che ogni bambino si trova ad affrontare.

Nell'attesa che qualcosa cambi e nel desiderio che i Tipitondi diventino presto un'uscita mensile, un pò alla stregua di quello che é stato LittleDreamers per la Casini, un sito interattivo e magari un app, vi do appuntamento al Comicon, dove incontreremo quelli della Tunué e tante altre case editrici, pronte a svelarci altri segreti.

A cura di Clara Raimondi


Vuoi saperne di più sul lavoro di una sceneggiatore di fumetti? Clicca qui!

I libri dell'articolo:


Non c'é trucco di Antonio Recupero e Cristian Di Clemente, Tunué, 94 pagg, 10.70 euro


Il tempo materiale di Luigi Ricca a Giorgio Vasta, Tunué, 128 pagg, 14.90 euro


Il gioco lugubre di Paco Roca, Tunué, 77 pagg, 12.50 euro

Lo speciale di Reader's Bench dedicato al fumetto:





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