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27 aprile 2013

LA RIVISTA SI CHIAMA VIVA MA NON C'E', EPPURE E' APPENA NATA!


Elena Buia Rutt e Claudio Damiani
alla presentazione della rivista Viva

Lo dico subito: l’idea è una figata. Lo so, la poesia meriterebbe termini più appropriati. Ma trattandosi di un progetto estremamente moderno ed innovativo forse lo slang è azzeccato. 

Prendete una rivista di poesia. Anzi, più precisamente non fatelo perché non potreste prenderla proprio tra le mani. Allora ricominciamo: pensatela. Mettete una redazione in carne ed ossa (esperimento di per sé, oggigiorno, proibitivo). Poi ragionate sul nome datole: “Viva”. Ecco, per farla breve, questa rivista non la troverete in nessuna libreria; non cercatela nemmeno nelle edicole o nelle biblioteche. Semplicemente c’è, ma non esiste.

La scoperta è di quelle entusiasmanti e la presentazione ufficiale del numero zero è avvenuta in Via del Corso a Roma presso la Galleria “La Nuova Pesa” (centro per l’arte contemporanea) lo scorso 18 Aprile. Pensate allo stupore di tutti (mi ci metto per primo) quando sulla sedia nessuno dei molti appassionati ha trovato alcun supporto cartaceo che non fosse superiore alle due pagine: una sorta di copertina ed un comunicato stampa. Per il resto la rivista è davvero “Viva” perché si anima nel momento stesso della sua presentazione.

L’editoriale è assolutamente orale e le nuove proposte non sono affidate a recensioni oltre le 4000 battute, ma a veri e propri scambi, dialoghi tra un “redattore” e l’autore presentato, nel caso specifico Elena Buia Rutt, poetessa di “Ti stringo la mano mentre dormi” (Fuorilinea, 2013), e Andrea Di Consoli, scrittore ai vertici delle classifiche con “La collera” (Rizzoli, 2012). 

Poi le letture sul tema, che per questo numero zero è: cieli. Immaginate un’intera stanza colma di persone con in mano delle fotocopie distribuite esattamente come si farebbe nelle scuole per seguire meglio i testi, però dimenticate il tono didascalico/accademico. Infinite pensate a un pezzetto di cielo passato davvero di mano in mano nella stessa stanza, opera dell’artista Elvio Chiricozzi. Una goduria e sguardi incredibilmente bassi per osservare una delle cose più “alte” che ci sia: le nuvole.

Ecco riassunta l’idea straordinariamente geniale di questa redazione che mai scriverà un pezzo per la propria rivista (al massimo, un canovaccio) e che risponde ai nomi di Claudio Damiani (poeta), Nicola Bultrini (poeta e critico), Stas’ Gawronski (critico letterario e autore tv), Giuseppe Salvatori (pittore). Quale modo migliore per presentare nuovi autori e nuovi artisti se non con la loro stessa presenza “Viva”? 

Viva l’originalità di certa buona parte d’Italia, probabilmente una delle migliori.



A cura di Simone Di Biasio



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