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11 aprile 2013

IN FRANCESE PASCOLI DIALOGA CON LEOPARDI

Yves Bonnefoy  vive a Parigi dal 1943. È sposato dal 1968 con Lucy Vines, pittrice, e ha avuto nel 1972 una figlia, Mathilde, regista cinematografica

Più che una semplice (seppur sempre impervia) selezione poetica, è un mini trattato di glottologia e traduzione. Se è vero che “poetry is what gets lost in translation” (R. Frost), è anche vero che un buon poeta deve superare i confini nazionali con successo e può farlo solo grazie a delle traduzioni che gli rendano giustizia. 

Il lavoro si fa complesso se il poeta in questione è Giovanni Pascoli, “una cerniera tra Ottocento e Novecento” che era stata ingiustamente dimenticata. Forse anche in virtù del fatto che “occorrerebbe togliere Pascoli ai professori e affidarlo agli scrittori e ai poeti”, come suggerisce François Livi, italianista all’università Paris-Sorbonne. 

Affermazione che Yves Bonnefoy condivide pienamente in qualità di autore di questa selezione per “L’immaginario” dell’editore “Moby Dick”, curata da Chiara Elefante. Più volte candidato al Nobel per la Letteratura e tra i maggiori poeti viventi di Francia, Bonnefoy ha persino prestato la sua stessa voce per la lettura dei versi pascoliani in francese, lingua per la quale la lirica diventa “sospettosa rispetto all’espressione dei sentimenti”: questo è il motivo per il quale si sono selezionati “i componimenti quanto più possibile «cosa mentale»”.

 Il cd allegato al libro è da ascoltare al buio per cogliere appieno le sfumature di senso su cui poggiano le voci appropriatissime di Gabriele Marchesini e Angela Baviera, la quale ci ha lasciati dopo questo lavoro come fosse il suo ultimo testamento.

“Uno degli aspetti che ha sicuramente interessato Bonnefoy – scrive la Elefante - è la capacità pascoliana, spesso non del tutto consapevole, di mettere in discussione un certo linguaggio poetico convenzionale, dato per scontato dalla tradizione, ormai carico di un pesante fardello concettuale”

Emblematica risulta, ad esempio, la scelta di pubblicare “Il lampo” e “Il tuono”, vere e proprie “fotografie”, istantanee in versi. E poi questo “dialogo segreto” tra Leopardi e Pascoli, quest’ultimo inizialmente carico di figure e stilemi del primo, mentre infine distaccatosene per non aderire alla sua visione del mondo. 

Un volume necessario, pubblicato qualche mese fa nel corso di un 2012 che non ha fatto abbastanza per ricordare il centenario dalla morte del poeta. In una versione francese che arricchisce la conoscenza di Pascoli anche in italiano, perché nella traduzione “scegliere la strada dell’arcaismo o di una certa fedeltà alla storia delle lingue significherebbe, per Bonnefoy, estromettere i poeti tradotti «da un presente della poesia in cui ha[nno] il diritto di parlare esattamente come ognuno di noi»”. Ed è una fortuna: Giovanni Pascoli è ancora tra noi.

A cura di Simone Di Biasio


Bonnefoy traduce Pascoli, 2012 L'immaginario, Mobi Dick editore, 72 pagg, 15 euro 





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