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23 aprile 2013

I PRESERVATIVI DI JANE AUSTEN E LE SCOPERTE LETTERARIE ALLE PICCOLE FIERE



A Piana delle Orme si va spesso per cercare, appunto, delle tracce. Solitamente risalgono alla seconda guerra mondiale, o ad un ideale bucolico di vita ormai passato e che lì ancora si respira. Il 20 e 21 Aprile 2013 l’area ha ospitato anche la prima “Fiera del Libero e dell’editoria”.


Effettivamente delle orme, visitando gli spazi fieristici, le ho trovate e ci parlano più del contenuto stesso dei libri.


Ruffiani. Si sa, Emilio Fede non è certo diventato famoso per i suoi libri. Lascio al lettore l’immaginazione su quali siano le doti (non solo giornalistiche) che abbiano portato al successo l’Emilione nazionale, ma la scelta di collocare accanto alla sua “fatica” questo titolo è frutto di un genio al quale varrebbe la pena stringere la mano. “La samba dei ruffiani” si colloca difatti a pochi centimetri dal titolo interlocutorio: “E vuò sape’ pecché?”. No, preferiremmo non saperlo, please.


Non calpestare laiuola. Diversi i titoli “poetici” presenti in fiera, ma questo forse supera di gran lunga qualsivoglia licenza che faccia passare per buona “Laureola”: sì, tuttaunaparola. Ragazzi, forse c’è crisi e bisogna essere parsimoniosi nell’apostrofare, ma anche in questo caso il libro accanto merita maggiore attenzione: “L’abc”. Esatto, non la bici: ma la strada verso l’italiano è più o meno una pedalata in salita.


I preservativi di Jane Austen. Vi sembrerà una boiata, ma questo titolo è davvero storico. “Orgoglio e prevenzione” non è infatti, al contrario di precedenti esempi, un lurido errore tipografico. No, perché “Pride & Prejudice” fu tradotto per la prima volta in Italia solo nel 1932 (più di cent’anni dopo la sua stesura) proprio con questa bizzarra opera di italianisti col vizietto. Che hanno un nome: Giulio Caprin, che lo traduce e ne scrive l'introduzione, e Giuseppe Antonio Borgese, che dirige la collana "Biblioteca Romantica" presso la casa editrice Arnoldo Mondadori. Che questo libro fu il frutto di una gravidanza indesiderata dell’editore?


Il Messia che verrà. Mentre tutti lo aspettavano in Italia in questi giorni, pronto a calarsi dal ciel per guidare questa “nave sanza nocchiero in gran tempesta”, la domanda rimane la stessa da secoli. Ed è quella che si pone Vittorio Messori in “inchiesta sul cristianesimo” (cronaca bianchissima): “Sei tu il Messia che deve venire?”. Sì, anch’io mi sono guardato attorno per capire se fossi stato il prescelto per una nuova potentissima religione.


Quaderni in fasci. Righelli in legno, squadre con figure geometriche da ricalcare, quadernetti con le righe per la prima elementare. Ma non quelli che si vendono dal tabaccaio di fiducia prima di recarsi a scuola, bensì quelli distribuiti nel corso del regime in Italia agli scolari. Sono una vera chicca, comprese le penne in esposizione e i segnalibri dell’epoca. In copertina niente personaggioni dei fumetti o dei cartoni animati, ma solo gli eroi dell’epoca: militari pronti allo sbarco o alla battaglia.

Vitti na crozza… Uno degli acquisti più soddisfacenti della Fiera è un libricino di Nino De Vita, poeta siciliano tra i più apprezzati anche nel più vasto panorama della poesia italiana contemporanea. “’U spavintapàssari” rappresenta una delle 200 copie fuori commercio destinate agli “amici” per celebrare la Santa Pasqua del 1997. Nella prima pagina c’è anche il suo indirizzo e il numero di telefono. Nino mi perdonerà, ma uno squillo a casa per ringraziarlo della meraviglia dei suoi versi ora deve aspettarselo…

A cura di Simone Di Biasio

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1 commenti:

Anonimo ha detto...

Articolo divertentissimo. Di orrori letterari se ne vedono parecchi in giro e mi fanno sorridere. Complimenti!

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