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16 aprile 2013

DACCI OGGI IL NOSTRO PANE QUOTIDIANO-INTERVISTA A CATENA FIORELLO

Catena Fiorello é in libreria con Dacci oggi il nostro pane quotidiano, il suo quarto romanzo.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano é l'ultimo libro di Catena Fiorello, edito da Rizzoli. Dopo il successo di Picciridda (2006) e di Casca il mondo, casca la terra, (2012) torna in libreria con una storia che ha il sapore delle antiche ricette di famiglia ma anche quello aspro e pungente dei difficili momenti che stiamo attraversando.


C'é un filo sottilissimo che ci accompagna dalla fine degli anni '60 ad oggi e cha ha permesso che in noi crescesse l'illusione che quel momento difficile che abbiamo vissuto durante l'infanzia non si sarebbe mai più ripresentato.

Ed alla fine non solo non é stato così ma ci ritroviamo più scoraggiati e sfiniti di quando, veramente, avevamo ben poco di cui vivere. Perché facciamo di tutto per dimenticare il nostro passato e non impariamo nulla da esso? 

A questo tenta di rispondere Catena Fiorello con un libro che definire autobiografico, celebrativo e persino familiare sarebbe riduttivo.


La famiglia Fiorello al completo 
L'autrice ha deciso di accomodarsi sulla panchina del lettore e durante una lunga intervista telefonica ci ha voluto raccontare del suo libro, dei suoi ricordi e dei prossimi appuntamenti che la vedranno protagonista.

Catena Fiorello é così come siete abituati a vederla nelle presentazioni o nei programmi televisivi di cui é ospite. Spontanea, sorridente e soprattutto sempre pronta ad ascoltare (dote rarissima). Ci siamo incontrate a Libri Come ed oltre a farmi i complimenti sull'ultimo numero del magazine, in cui é presente nella rubrica Reader's Kitchen (a pag 38, ndr), é stata disponibile, fin da subito, ad un'intervista. 

A lei ho rivolto qualche domanda sul suo ultimo libro nell'attesa che anche sulla panchina arrivi una recensione.

Quando e come nasce Dacci oggi il nostro pane quotidiano? Un titolo profetico, ricco di rimandi, per un libro che non si può definire una semplice summa di ricordi o di ricette di famiglia.

La lettura dell'ennesima notizia di cronaca che riportava il suicidio di un imprenditore (é notizia di ieri la morte di due imprenditori a Pisa), oltre a colpirmi mi ha spinto ad una profonda riflessione sul  periodo che stiamo vivendo. In quel momento é nata in me la volontà di scrivere Dacci oggi il nostro pane quotidiano e di parlare di un tema che, a ben vedere, ricorre spesso nei miei libri: la povertà. La povertà come condizione dell'essere ma non quella, badate bene, che ci spinge a dare il peggio di noi ma quella che invece affina le nostre qualità. Quella in cui la mia famiglia ha vissuto e che é stata condivisa da tanti altri in passato e che coinvolge altrettante persone oggi. Il mio apporto, in un momento così difficile, é tutto nella testimonianza del mio passato che vuole raccontare che da una periodo negativo si può uscire. Il mio é un esperimento letterario che vorrebbe portare conforto e fare esclamare: "Nonostante tutto, ce l'abbiamo fatta!

Parlavamo dei tuoi ricordi che si intrecciano con la vita di ognuno di noi, eppure, la tua famiglia non é una qualsiasi. Come ti confronti con questa realtà? E soprattutto che cosa diresti se accomunassi il tuo ultimo libro con un'altra autrice, Simonetta Agnello Hornby (autrice de Un filo d'olio, Sellerio), che ha intrecciato i ricordi con la cucina di famiglia?

La mia famiglia é davvero come tutte le altre. Le dinamiche interne, i momenti di condivisione sono quelli che tutti noi conosciamo bene. Magari fossi in grado di raccontare, attraverso i miei ricordi, l'Italia, tutta. Non é così, naturalmente, perché il nostro paese é ben più variegato. Ma c'é un elemento comune a tutti: l'unità. Questa sì che é l'unico elemento che davvero rende ogni famiglia italiana simile ad un'altra. Ed é propria questa la forza del nostro paese, il motore che spesso dimentichiamo di avere o di cui non ci prendiamo cura come vorremmo. I libri miei e quelli di Simonetta Agnello Hornby sono diversissimi. I suoi li definirei più concettuali, i miei decisamente più istintivi. Nonostante questo credo che la Hornby sia un punto di riferimento soprattutto per quel modo di raccontare la società che da linfa al filone del romanzo familiare così importante per il nostro paese.

Com'era Catena da bambina?

Inquieta. Viveva avvertendo che qualcosa sarebbe successo. Non sapeva bene cosa ma sentiva che il cambiamento era alle porte. Chiamatelo sesto senso o preveggenza ma non ero mai soddisfatta ed ero sempre alla ricercsa di qualcosa. Vivevo sempre per strada ed ero la preoccupazione di mia madre (e non ero la sola). Nel tempo questa mia ricerca si é placata ma poco, molto poco. Sono convinta che non ci sia differenza mel modo di essere da bambini e da grandi.

A chi consiglieresti il tuo libro?

A parte i ricordi, il confronto che si può fare tra la mia storia e quella degli altri é molto difficile. Devo ammettere che nessuna esperienza umana ha molti punti di contatto con quella di un altro. Il mio libro non vuole dare consigli né insegnamenti ma solo, come dicevo prima, dare un pò di conforto e raccontare una storia. Consiglierei il libro a tutte le persone che stanno passando un brutto momento. Uno di quei momenti che é arrivato così senza che ce ne rendessimo conto e che sta mettendo a dura prova le nostre forze. Prove dure da superare che ci riportano al senso più puro e più vero della vita.

Il rapporto con i lettori com'é e come lo gestisci?

I lettori sono la linfa che dà forza e senso al mio lavoro. Sono loro i miei interlocutori sulla pagina di Facebook che io amo definire il condominio. E' qui che condivido foto, video, pensieri ed é sempre  in questo modo che mi confronto con tantissime persone. Ma sono le presentazioni il vero momento clou. E' in queste occasioni che incontro personalmente i lettori. Ricordo ancora la prima presentazione di di Picciridda: c'erano solo 5 persone che tuttora mi seguono ovunque e sono diventati degli amici. per me ogni incontro rappresenta un'occasione importantissime ed é semrpe la stessa emozione. Sia che ci siano poche persone o che ce ne siano seicento come durante uno degli ultimi incontri a Foggia.

Ringraziamo Catena Fiorello e vi ricordiamo i prossimi incontri della scrittrice che il 19 sarà in provincia di Rimini, precisamente a Coriano e poi a Roma, il 22, presso il Circolo Ricreativo Caracciolo.

La pagina Facebook di Catena Fiorello per restare sempre aggiornati.





A cura di Clara Raimondi

L'ultimo numero di Reader's Bench Magazine:







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