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13 marzo 2013

READERS ON TOUR: PRESENTAZIONE DI MORTE DI UN MAGNATE AMERICANO, SKIRA



Come spesso mi accade negli ultimi mesi tendo a finire le mie giornate correndo, sono talmente piena di cose da fare che concentrarle in poche ore quando esco dal lavoro diventa un'impresa ardua, ma per fortuna si tratta anche di obiettivi piacevoli (escluderei quindi la dovuta tappa supermercato) così da  giustificare la fretta data dall'unione metropolitana + orologio. 

Arrivo quindi in ritardo al Teatro Franco Parenti a Milano, dove l'incontro con lo scrittore Hans Tuzzi è iniziato da poco per presentare il suo libro “Morte di un magnate americano”. Si trovano sul palco insieme all'autore anche Chiara Beria d’Argentine, Marco Carminati, Flaminio Gualdoni e Francesco Micheli ognuno dei quali dedica la propria riflessione sulla figura di JP Morgan (1837-1913), i cui ultimi giorni di vita sono raccontati nel libro di Tuzzi.

Morgan è una figura decisamente interessante, banchiere, collezionista e bibliofilo, che ha speso molte delle sue ricchezze per diventare il proprietario di oggetti rari grazie anche all'aiuto di Belle da Costa Greene, che girava il mondo per suo conto cercando di estirpare ovunque capolavori senza badare al costo delle opere.

La figura imprenditoriale di Morgan si delinea anche in un momento storico favorevole durante il quale gli Stati Uniti diventano la nazione politica ed economica più potente superando la Gran Bretagna, e si diffonde il mercato delle opere d'arte di alto valore attraverso le aste e la vendita diretta da parte degli artisti stessi.

Il nostro banchiere è però un collezionista atipico, non gli piace acquistare le opere d'arte   considerate di moda nella seconda metà dell'ottocento come, per esempio, le tele impressioniste, tanto da disprezzare l'arte a lui contemporanea, ma preferisce ciò che rappresenta la tradizione americana, le radici della nazione, ritenendo infatti che il valore civile di un oggetto sia superiore al relativo costo economico ed i pezzi della sua collezione come incunaboli, disegni, stampe e manoscritti lo testimoniano.

Oggi la maggior parte degli oggetti della sua collezione sono conservati alla Morgan Library di New York, la cui fruizione è divenuta pubblica per volere del figlio di Morgan nel 1924. Tuzzi si sofferma su questo, sottolineando come l'uso pubblico delle collezioni private sia tipico americano, mentre in Italia i patrimoni artistici privati tendono a restare tali. Ricordo che proprio di recente abbiamo assistito a Napoli alla distruzione della Città della Scienza, un bene pubblico distrutto che, personalmente, mi ha molto addolorato. 

Probabilmente nel nostro paese la cultura non è valorizzata come all'estero, nonostante secoli di storia dovrebbero dimostrare il contrario, un aneddoto su tutti: nella sala del teatro con me c'erano circa 50 persone (non pretendo che la presentazione di un nuovo romanzo sia paragonabile all'affluenza di un concerto di Vasco Rossi) ed io ero sicuramente l'unica persona sotto i trent'anni.
E' un dato che fa riflettere.

A cura di Cristina Monteleone



 Morte di un magnate americano di Hans Tuzzi, ed. Narrativa Skira, 176 pagg, 15 euro





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