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8 marzo 2013

FERITE A MORTE

Ferite a morte non é solo un libro ma un progetto contro la violenza alle donne,
un sito ed un progetto teatrale.
Abbiamo imparato a conoscere Serena Dandini scrittrice con Grazie per quella volta e Dai diamanti non nasce niente. Adesso é in libreria con Ferite a morte un libro che ha, purtroppo, un sapore completamente differente.

Vi avevamo già parlato dell'inchiesta giornalistica di Riccardo Iacona nel suo Se questi sono gli uomini ed ora l'argomento é nelle mani della conduttrice/autrice che lascia la parole alle vittime. Un libro ma anche un progetto molto più ampio che si arricchisce di un sito ed una serie di iniziative collaterali, come gli spettacoli teatrali (la prossima tappa é Firenze), per sensibilizzare l'opinione pubblica.

Chi sono e soprattutto, se potessero parlare, che cosa racconterebbero le donne vittime di femminicidio? Serena Dandini si é inoltrata nella terra delle dimenticate, per conoscere la loro storia, i dettagli dei loro amori malati.

Coadiuvata da Maura Misiti, che come ricercatrice ha approfondito l'argomento, ha raccolto dei dati inequivocabili e d é arrivata alla conclusione che l'Italia detiene un triste primato tra i paesi in cui il fenomeno é più presente. 

Nell'appartamento vicino al vostro potrebbe nascondersi la storia di una donna vittima di un'indicibile violenza. Nel silenzio assordante del governo che sembra non occuparsene noi non possiamo e non dobbiamo chiudere gli occhi ma anzi tenere gli occhi ben aperti e cercare di informarci e conoscere le vere ragioni di quest'odio che si scaglia contro le donne.

A cura di Clara Raimondi
Ferite a morte


Ferite a morte di Serena Dandini, Rizzoli, 216 pagg, 15 euro


E ricorda sempre che se sei vittima o assisti ad un episodio di violenza contro una donna puoi chiamare il 1522.



2 commenti:

Anonimo ha detto...

MI CAPITA,A VOLTE,DI ESSERE FELICE DEL MIO ESSERE UOMO:SEMPRE PIù RARAMENTE DEL MIO ESSERE MASCHIO.

Clara Raimondi ha detto...

Purtroppo la realtà dei fatti mette a dura prova l'opinione femminile sulla mascolinità di oggi ma il solo fatto che ci siano uomini, come te, che se lo domandano é già un grande passo avanti.

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