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11 marzo 2013

CRONACHE BINARIE



Per me che lo faccio per passione e non per professione è difficile recensire un libro di cui non sono entusiasta. Devo essere onesta se l’avessi trovato “illeggibile” non l’avrei finito, quindi è più appropriato affermare che “non mi ha convinto”.

Le premesse erano più che buone: tre protagonisti con tre nomi di santi - Lorenzo, Basilio e Valentino - tre quartieri di Roma e le relative chiese. Il “binarie” del titolo mi aveva fatto pensare (mea culpa, non bisogna mai avere aspettative) a quando viaggiavo spesso in treno e, per passare il tempo, mi divertivo a sbirciare nelle finestre delle case (il che la dice lunga sulla velocità del mezzo) cercando d’immaginarne l’arredo, gli abitanti e la loro vita. 

In Cronache Binarie un viaggio c’è, ma è generazionale. I protagonisti sono nati a vent’anni di distanza l’uno dall’altro (1949-1969-1979) e, nelle intenzioni dell’autrice, le loro vite dovrebbero fungere da spunto per esaminare la crescita italiana, le modifiche di usi e costumi e soprattutto le questioni politiche. 

Sarà che sono allergica a questo termine, ma più leggevo più avevo l’impressione di essere caduta in un cespuglio di ortiche. Ammetto che la scarsa confidenza con la politica è un mio problema, ma l’impressione fondamentale è che le storie non decollano. I personaggi vengono abbandonati prima di essere riusciti a conoscerli. 

Per me, che quando leggo cerco di stabilire un rapporto di simbiosi con i protagonisti, equivale a bussare ad una porta senza che nessuno venga mai ad aprire. Soprattutto la prima cronaca, ambientata nel quartiere di san Lorenzo, lo stesso del Cimitero del Verano la cui storia è così affascinante, mi è sembrata un’occasione persa, mentre l’ultima, che dal punto di vista psicologico è forse quella più approfondita, mi ha fatto la stessa impressione di quei film in cui improvvisamente compare la scritta The End e tu passi l’ora successiva a lambiccarti il cervello chiedendoti che fine avrà fatto il protagonista.

Esisterà un limbo anche per i personaggi cinematografici e letterari? Comunque prima di esprimere un giudizio ho lasciato sedimentare più di un mese l’esperienza di lettura, ma non mi è rimasto niente più di qualche flash e mi dispiace perché l’autrice, sulla quale mi sono abbondantemente documentata, mi sembra una persona di grande sensibilità e cultura. Capisco anche che aver vissuto in prima persona, a soli 13 anni, la strage dell’Italicus, l’abbia resa più sensibile di me verso certi argomenti piuttosto che altri.

Non me la sento di sconsigliare la lettura di Cronache Binarie solo perché a me non è piaciuto ed anzi sarebbe interessanti sentire altri pareri.

A cura di Claudia Peduzzi



Cronache binarie di Maria Caterina Prezioso, Enzo Delfino Editore, in formato cartaceo a 10 euro, in formato kindle a 5,99 euro



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