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23 marzo 2013

BUK Modena 2013: Lavoricidi italiani




Miraggi edizione oggi ha presentato il suo libro "Lavoricidi italiani", un romanzo collettivo, scritto da ben venti autori, che parla del mondo del lavoro che non premia il talento, che non valorizza la creatività, ma che appiattisce e butta nel tritacarne dell'appiattimento i lavoratori, privandoli della loro inventiva. Sono presenti due degli autori, Eliselle e Gabriele Sorrentino,lavoratori (una libraia ed un giornalista) prestati al mondo della scrittura e che hanno contribuito alla realizzazione del romanzo con storie mutuate dalla loro esperienza personale. 

L'idea che ho avuto è quella di una serie di venti racconti legati tra loro, più d un romanzo corale, uno scritto armonico (del resto a quaranta mani credo sarebbe impossibile). I due autori presenti infatti leggono per i presenti alcuni passi dei loro racconti e, mentre in quello di Eliselle emerge la difficoltà di rapportarsi con i clienti, spesso latori di richieste assurde (ma in quale campo non accade?), in quello di Sorrentino la storia riguarda il malcostume di utilizzare il giornalismo, ed i giovani giornalisti il cui sogno è emulare le gesta dei protagonisti dello scandalo Watergate, come strumento di diffamazione a fini politici.

Eliselle ci presenta una libraia stanca, delusa, infelice che vorrebbe far comprendere ai suoi clienti che un libraio non è un'assistente personale e che non può rintracciare un libro solo sapendo che forse la copertina è rossa (soprattutto se invece è blu), per quanto l'autrice si dica divertita da questi episodi che le capitano di continuo. Sorrentino difende il mestiere del giornalista, ribadendo che in Italia ci sono dei bravi ed onesti giornalisti, che egli ha presentato il lato peggiore di quello che resta un bel mestiere, che può dare grandi soddisfazioni.

Dopodiché Eliselle legge un altro brano del libro presentato, il cui protagonista è vittima di un mobbing talmente spietato che ogni giorno deve trovare una nuova scrivania, arrivando a lavorare col portatile in bagno.

Insomma, uno spaccato di tutto ciò che non va nel mondo del lavoro, di quelle pratiche che uccidono la voglia di lavorare e la produttività delle persone, in nome di una logica vecchio stile per cui tutti dobbiamo essere ingranaggi e ciò che conta è fare (fesso e) contento il cliente, in barba alle eccellenze mondiali del benessere del lavoratore.

L'idea del libro mi sembra buona come altre di questa casa editrice creata da precari del mondo dell'editoria e che ha molto a cuore il tema, quanto mai attuale in Italia e non solo: penso che molto dipenda da quanto gli autori siano riusciti a realizzare un'opera organica e scorrevole… a patto che ciò che si cerca sia un romanzo: per gli amanti dei racconti, questo aspetto è secondario.


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