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23 marzo 2013

BUK Modena 2013: La creatività è SMART!


Buk Modena, come da tradizione, apre i battenti con una conferenza e quella con cui si é aperta questa sesta edizione è stata d’altissimo livello.


Nell’anno della creatività (sarà questo il tema principale della prossima edizione del Salone del Libro di Torino), Buk Modena decide di puntare su Smart Creativity un incontro pensato per intavolare un confronto ed interrogarsi sulle potenzialità, l’impatto sociale della creazione artistica al tempo di internet.

Che valore affidare ad una creazione artistica pensate e creata utilizzando i nuovi devices? Si può chiamare creatività quella che nasce incamerata in programma, precostituito, che restituisce un prodotto già finito ed elaborato?

Potenzialità infinite e nuovi modi di utilizzo che hanno reso gli utenti da semplici fruitori  a veri e propri protagonisti con la possibilità di produrre contenuti musicali, fotografici con estrema facilità.

Si é così diffuso a macchia d’olio il concetto di User Generated Content o più semplicemente di creativo del web. Ognuno di noi può diventare questo e molto altro.

Un creativo, da distinguere con il creatore, é invece colui che oltre a leggere e ad interpretare la realtà é in grado di filtrare e rielaborare facendo una scelta ben precisa.

Scattare una foto e condividerla sui social non rende nessuno di noi un’artista e la possibilità che alcuni prodotti ci offrono non soddisfa alcuna azione creativa se non quella di soddisfare le esigenze di alcune multinazionali, intenzionate a venderci un tipo di prodotto sempre più economico e facile da utilizzare.

Di questo ne sono convinti Fabio Bonetti (fumettista, fotografo, organizzato di Node, Festival internazionale di musica elettronica), Vito Campanelli (docente di teoria e tecniche delle comunicazioni di massa) e Marco Dallari (docente di pedagogia e didattica dell’educazione artistica) intervenuti in Sala Ondina Valla, qui a Buk Modiena.

Ognuno di loro con la propria professionalità ed il proprio bagaglio di studi ed esperienze é stato pronto a dire la sua e se Fabio Bonetti (che speriamo di avere presto come ospite sulla panchina del lettore) si mostra, data l’età, più aperto e possibilista, non si può dire lo stesso per gli altri due intervenuti che si mostrano, decisamente, più scettici.

La quantità e spesso anche la scarsa qualità di quello che si trova su internet ha reso particolarmente critico il professor Campanelli che ci consiglia un libro: Screen City di Simone Arcagni (Bulzoni, 134 ‘agg, 12 euro) che tra le altre cose, si occupa anche dell’impatto sociale ed intellettuale delle nuove risorse offerte da internet.

E’ cambiato il modo di narrare e di raccontare e la comunicazione é continuamente interrotta e viaggia attraverso dei messaggi brevissimi, ammette Marco Dallari, sta a noi preservare l’importanza del pensiero sequenziale e cercare di utilizzare i nuovi strumenti nel modo corretto.

Sconfiggere il pensiero dominante che, dal dopoguerra ai giorni nostri, ha trasformato la creatività in uno slogan è il vero obbiettivo. Riconoscere, apprezzare e questa volta condividere le opere dei veri artisti sarà il passo successivo.

A cura di Clara Raimondi



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