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26 febbraio 2013

QUANDO IL LIBRO VIENE DOPO



Disclaimer: Le ca... volate mi innervosiscono e, dato che siamo in pieno post elettorale, sono molto, molto, molto nervoso!

Sto pensando alla domanda numero uno nelle discussioni tra appassionati di lettura e di cinema: meglio il film o il libro? Beh, io non credo che esista una risposta netta, definitiva. Quando un regista gira un film basato su un libro, può fare un buon lavoro o meno, quindi può ottenere un buon risultato o no, ma di sicuro farà qualcosa che ogni lettore degno di questo nome fa ogni volta che apre un libro: vi aggiunge qualcosa. 

Pensateci bene: per quanto uno scrittore possa essere prolisso, non riuscirà mai a descrivere ogni singola scena, ogni personaggio, ogni pensiero fin nei minimi dettagli. Ci sarà sempre qualcosa che non ha descritto, per esigenze di spazio, per semplice opportunità, per pigrizia o proprio per lasciare al lettore di costruirsi la sua storia, di adattarla al suo carattere, ai suoi gusti.

Il punto centrale della questione per me non è quanto sia buono quel qualcosa che il regista (gli sceneggiatori, gli attori e tutti gli altri cineasti) ha aggiunto, ma quanto quel qualcosa è vicino alle nostra aspettative. Perché non c'è niente di peggio che vedere Will Smith (con tutto il rispetto per Will) interpretare un personaggio che nel libro è descritto come biondo e di origini svedesi! 

E che dire quando il libro arriva addirittura dopo il film? Quando ero bambino ho letto il libro di “Mamma ho perso l'aereo” e mi è piaciuto, ma penso che oggi non potrei mai leggere un romanzo basato su un film che ho già visto senza sentirmi come se stessi sprecando il mio prezioso e limitatissimo tempo da lettore. 

Ad esempio, pur essendo un grande fan di Star Wars e non addormentandomi mai senza dare la buona notte a Darth Vader... beh, che c'è? Siamo amici e ci confidiamo un sacco di cose! Comunque, dicevo, pur essendo un grande fan di Star Wars non ho mai ceduto alla tentazione di lasciarmi deludere dalle trascrizioni dei sei film di Lucas.

Però...

E va bene, lo ammetto: la notizia che nel 2015 uscirà il primo capitolo di una nuova trilogia ha risvegliato il mio mai sopito desiderio di saperne di più sulla galassia lontana lontana più famosa della... Galassia! Quindi, avendo scartato la possibilità di organizzare una missione in stile Fanboys, sto pensando che forse potrei leggere qualcuno di quei libri Timothy Zahn che fanno da spin-off alla saga cinematografica. Molti sono racconti, un genere letterario che non mi entusiasma, ma non mancano i romanzi, come i tre della Trilogia di Thrawn.

Buona idea o ennesimo tentativo di sopire il dolore dell'abbandono del maestro Lucas buttandosi tra le braccia del primo scrittore che me lo ricorda? Non lo so. Magari vi farò sapere.

A cura di Diego Rosato


“Star Wars - L'erede dell'impero” di Timothy Zahn, Multiplayer.it Edizioni, 280 pagg, 19,90 euro (9,99 in ebook)






3 commenti:

Clara Raimondi ha detto...

L'annosissima questione: Libri e Cinema, alcune volte vado al cinema senza aver letto il libro e mi sento perso e cerco di rimediare immediatamente!

Anonimo ha detto...

Il problema degli spin-off di Star Wars (per lo meno quelli che ho letto io, ambientati dopo la caduta dell'Impero) è che sono scritti con i piedi. Gli spunti per l'ambientazione e l'evoluzione della trama sono eccezionali, peccato che i vari autori non riescano a trasmettere un minimo dell grandiosità originale della saga.

Diego Rosato ha detto...

Il mio timore infatti è che questa sia considerata "letteratura da treno" (se i lettori pendolari mi passano il termine) e che le buone penne la snobbino per dedicarsi ad altro, ignorando il vasto potenziale bacino di utenza e e idee disponibili.

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