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6 febbraio 2013

L'ULTIMO VIAGGIATORE: NICOLAS BOUVIER


Nicolas Bouvier era figlio di un bibliotecario di Ginevra
Uno dei più grandi scrittori di viaggio, anzi come sostiene Beppe Sebaste che ben lo conosceva, uno dei più grandi scrittori del '900, e basta.


La globalizzazione ha distrutto il viaggio, nel suo termine più elevato e poetico, ora siamo tutti turisti, viaggiatori dal divano di casa, che senso ha quindi parlare di letteratura di viaggio? Parliamo di letteratura e basta perché da almeno 80 anni il viaggio non esiste più.

Quello di Bouvier forse è uno degli ultimi, il viaggio di una vita, quello che pochi di noi hanno avuto la possibilità o il desiderio di affrontare. Partire subito dopo la laurea senza mete e senza date da rispettare, senza il desiderio di tornare ma con la passione snaturata di farsi cambiare, invecchiare lungo il cammino.

"Non si viaggia per addobbarsi d'esotismo e di aneddoti come un albero di Natale, ma perché la strada ci spiumi, ci strigli, ci prosciughi", queste le parole del grande scrittore e viaggiatore, capace a fare da guida ai cinesi in Cina, eterno vagabondo senza meta. Questo libro racconta il seguito di quel primo lungo viaggio (raccontato nel libro La polvere del Mondo) che dai Balcani lo porta in India attraverso Turchia e Medio oriente.

L'ultima tappa è lo Sri Lanka dove Nicolas rimane per molti mesi in uno stato catatonico di trans, dovuto a volte alla febbre, al caldo torrido, agli strani giochi degli insetti che dividono con lui la squallida camera della pensione dove abita. Ricordi del passato e della vita per bene che lo aspetta in Svizzera, incontri con fantasmi di preti che lo aiutano a scrivere ed a prendere la decisione fatidica- ritornare a casa.

Té fuoco di Ceylon
Ho letto questo libro in previsione di un viaggio che ho intenzione di fare prossimamente nello Sri Lanka, devo ammettere che nel libro di Bouvier lo Sri Lanka non si sente molto, potrebbe essere stato scritto in qualunque altro luogo proprio perché più si viaggia e più si tende ad interiorizzare il viaggio a renderlo un viaggio delle nostre paure, dei nostri desideri, un viaggio di vita.

Mentre scorrevo velocissima le pagine di questo capolavoro assoluto ho degustato tutta una serie di tè di Ceylon, sono ovviamente tè neri che cambiano aroma e carattere in base alla regione dove crescono. Dal più delicato Nuwara Eliya di altissima montagna dai caratteri moscati simili al Darjeeling, ai fruttati Uva e Kandy ai torbati ed acidi Ruhunu e Sabaragamuwa.

Un tè per ogni capitolo!

A cura di Nicoletta Tul, seguitela anche sulla sua Finestra sul té


Il pesce-scorpione di Nicolas Bouvier, Editori Laterza, 148 pagg, 9 euro

Scoprite il gusto delle recensioni e degli articoli della sezione Il mondo del té.

La nostra Nicoletta Tul ha viaggiato in lungo e in largo per tutto il sud est asiatico, non perdete le cartoline che ci ha inviato:










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