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25 febbraio 2013

LA PIAZZA DELLE CINQUE VITE



Mi aveva sorpreso l’idea di un romanzo a sfondo rosa scritto da un uomo. Del resto sono una donna assai poco romantica e raramente scelgo di leggere libri che non promettano una sferzata di  adrenalina. Ennesima prova che gli opposti sono irresistibilmente attratti.

Lo sguardo al maschile è comunque evidente: le ragazze sono tutte bellissime, mentre il latin lover della situazione è un nerd allampanato, goffo e sensibile, che nemmeno diciottenne riesce a “conquistare” il cuore di una trentenne. Il complesso di Edipo è storia nota, ma probabilmente ai tempi in cui era diciottenne l’autore - che oggi ha quarant’anni e in cui non è difficile identificare il nerd vista la laurea in ingegneria – le donne più grandi erano veramente irraggiungibili. Oggi, per esperienza personale, posso assicurare che le coppie sbilanciate al contrario, cioè con la donna di una decina d’anni più vecchia, stanno diventando la norma. 

Anche la scelta di risolvere i conflitti interiori con la fuga credo faccia parte dei “sogni di gioventù” dell’autore, che, nel suo profilo biografico, afferma: Vivo in un piccolo paese sulle colline di Bergamo, la mia città da sempre...  Condivido con l’autore generazione di appartenenza e provenienza geografica (anche se spostata leggermente ad ovest) e capisco perfettamente cosa sottintendono quei tre puntini di sospensione.

Tutti i protagonisti decidono che la soluzione per uscire dall’impasse è cambiare vita: nuova città (Londra, il mio sogno da sempre), nuovo lavoro, nuovi amici. Il taglio è così netto, che nessuno ritorna a casa nemmeno per Natale, una simbolica rescissione del cordone ombelicale con la famiglia che tutti i ragazzi italiani sognano, ma che pochissimi riescono a mettere in atto.  

La trama è impostata sul principio dei Sei gradi di separazione. I cinque protagonisti, tre italiani, un inglese e una irlandese, non solo s’incontrano, ma alla fine si scoprono “legati” da un invisibile filo che, fin dall’inizio, ha tracciato il loro percorso come un invisibile burattinaio. È l’eterno dilemma sull’esistenza o meno del caso e del destino. 

È un romanzo con un piede ancora nell’adolescenza, a dispetto dell’età dell’autore che dovrebbe averla superata da un pezzo A sua discolpa bisogna ammettere che tra i maschi della “nostra” generazione è in buona compagnia. Forse per questo le single 30\40 enni che sentono avvicinarsi il conto alla rovescia hanno iniziato ad accoppiarsi con dei ventenni.  Per avere in casa un post adolescente almeno che sia Doc. 

Ultima osservazione sullo stile, che non mi ha entusiasmato. Freddo, poco coinvolgente non riesce a trascinare NELLA storia. Per quanto grammatica e sintassi siano corrette e i termini scelti con proprietà di linguaggio, manca un po’ di vita, di personalità, di verve.

A cura di Claudia Peduzzi


La piazza delle cinque vite di Fabio Parietti, 0111 Edizioni, 248 pagg, 16 euro

La nostra Claudia Peduzzi ha potuto leggere questo libro grazie all'iniziativa Correvoce, scopritela accomodandovi sulla panchina del lettore.

Voto 6/10








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