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11 febbraio 2013

ANCHE OGGI E' IL GIORNO DELLA CIVETTA

Il film, ispirato al capolavoro di Sciascia, uscì nelle sale italiane  nel 1968
Ormai ci siamo, a fine febbraio il popolo italiano sarà chiamato di nuovo alle urne per esprimere la propria preferenza su chi desidera accomodare in palmento per governarci e, come al solito, il gruppo dei cosiddetti indecisi sul proprio giudizio è molto numeroso. 


Di conseguenza i vari partiti fanno a gara per cercare di conquistarsi questa manciata di voti promettendo, durante la campagna elettorale, obiettivi impossibili da realizzare, ed anche in ciò le nostre orecchie si sono purtroppo abituate a sentire cose di ogni genere negli ultimi anni. 

Mi capita poi di imbattermi nella lettura de “Il giorno della civetta” di Leonardo Sciascia, ed il contesto della situazione politica italiana contemporanea si presta inevitabilmente ad un confronto. Premetto, non sono appassionata di politica e non seguo con regolarità le vicende che quotidianamente accadono, ma una riflessione vorrei portarla avanti, così, giusto per farvi capire cosa intendo.

L'opera di Sciascia esce nel 1961 e racconta l'inchiesta relativa all'omicidio di Colasberna, imprenditore edile siciliano, ed alle persone coinvolte intorno alla sua storia come il capitano Bellodi che gestisce il caso, un testimone involontario che sparisce improvvisamente, un informatore scomodo, dei sicari assoldati dalla mafia e dei personaggi politici che, dalle loro sedie parlamentari romane, conducono delle conversazioni di sottofondo allo svolgimento delle indagini.

Oggi è il 2013, e mentre cinquant'anni fa parole del genere erano difficilmente comprensibili perchè non esisteva ancora una coscienza collettiva legata all'esistenza del fenomeno mafioso ed alla corruzione politica, adesso sono invece decisamente più chiare e, nostro malgrado, reali ed attuali.

“ -Questo è il punto- pensò il capitano -su cui bisognerebbe fare leva. E' inutile tentare di incastrare nel penale un uomo come costui: non ci saranno mai prove sufficienti, il silenzio degli onesti e dei disonesti lo proteggerà sempre...Qui bisognerebbe sorprendere la gente nel covo dell'inadempienza fiscale, come in America...Bisognerebbe, di colpo, piombare sulle banche...E tutte quelle volpi, vecchie e nuove, che stanno a sprecare il loro fiuto dietro a idee politiche o le tendenze o gli incontri dei membri più inquieti di quella grande famiglia che è il regime...sarebbe meglio che si mettessero ad annusare intorno alle ville, le automobili fuori serie, le mogli, le amanti di certi funzionari: e confrontare quei segni di ricchezza agli stipendi, e tirarne il giusto senso...In ogni altro paese del mondo un'evasione fiscale come quella che sto costatando sarebbe duramente punita: qui don Mariano se la ride e sa che non gli ci vorrà molto per imbrogliare le carte.”

Non vi sembra di percepire qualcosa di presente in queste parole? 

Uno spezzone del film Signore e signori di Ettore Scola del 1978:





Il giorno della civetta di Leonardo Sciascia, ed. Adelphi, 137 pagg,  € 7,50

A cura di Cristina Monteleone 



2 commenti:

Anonimo ha detto...

Tristemente attuale: strapotere della banche, indifferenza generale e politici che guardano solo ai loro interessi. Che cosa é cambiato dal 1961? (Clara)

Cristina Monteleone ha detto...

O meglio, cosa non è cambiato dal 1961?

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