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18 febbraio 2013

AMNESIA di Jean Christophe Grangè


Non c'è nulla da fare, non si diventa autori di best sellers solo perchè la propria casa editrice investe un mucchio di soldi nella campagna promozionale. Senza nulla togliere ai molti autori emergenti che negli ultimi tempi ho recensito – spesso anche positivamente - se Amnesia, del francese J.C. Grangè, si ritrova tra i libri più venduti del 2012 è perchè se lo merita dalla prima all'ultima pagina. E nell'edizione rilegata, con copertina rigida, le pagine sono ben 752. 

Da molto tempo non mi capitava di passare ogni minuto libero con il libro in mano, ansiosa di arrivare alla fine e nello stesso tempo talmente coinvolta da desiderare di rimanere “nella storia” il più a lungo possibile. 

Le fughe psicogene del protagonista trasformano la trama in una scatola cinese, anologa ad una Matrioska parola che ossessiona il protagonista,  in cui si annidano tante storie diverse con un unico comune denominatore. 

Seguendo queste tracce si viaggia attraverso luoghi reali (Bordeaux, Marsiglia, Biarritz e la costa basca, Nizza, Parigi) mentre miti e leggende prendono vita: il volo di Icaro, il labirinto del Minotauro, il mito di Urano, Orfeo ed Euridice. Grangè, spaziando in campi diversissimi, comunica un gran numero di informazioni, senza tuttavia risultare mai noioso o pedante e, soprattutto, senza interferire mai con la narrazione. Le sue non sono digressioni che distraggono, o peggio annoiano, il lettore, al contrario sono sempre pertinenti e interessanti, oltre a fornire molteplici spunti di approfondimento.

Da notare che, per la seconda volta in meno di un mese, ritrovo in un thriller una casa farmaceutica francese  non solo coinvolta in ricerche scientifiche poco ortodosse, ma anche usa a proteggerle ricorrendo a milizie mercenarie alquanto sanguinarie. Considero la coincidenza alquanto preoccupante.  

In quanto donna ho trovato interessante il profilo del capitano di polizia Anaïs Chatelet, che - anche fisicamente - ricorda la mia eroina preferita, la Lisbeth Salander di Stieg Larsson.  Anaïs, più vecchia di Lisbeth, adora la cantante Lily Allen e in particolare la canzone 22 che ripercorre “il destino tragico di una trentenne che non si accorge che la sua giovinezza è finita”. Guardandomi intorno direi che il principio è applicabile non solo anche a molte mie coetanee (che i trent'anni li hanno passati da un pezzo), ma anche ben oltre ...

Tornando al romanzo l'unica nota stonata è stato per me il finale, che ho trovato scontato e che lascia irrisolto il rapporto di Anaïs con il padre. Del resto, analogamente al paradosso di Zenone della freccia che non raggiungerà mai il bersaglio, il meccanismo delle scatole cinesi poteva andare avanti all'infinito.  Il libro purtroppo no.

22 la canzone di Lily Allen che ossessiona Anaïs:


A cura di Claudia Peduzzi



Amnesia di J.C. Grangè, Garzanti, 752 pagg, 19.60 euro


Voto 9/10







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