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28 gennaio 2013

PICASSO: MEGLIO TARDI CHE MAI!

Guernica arriva a Milano, a Palazzo Reale, nel 1953
All'alba del 26 gennaio, con termine previsto per il giorno successivo, sono riuscita ad andare a visitare la mostra temporanea di Picasso a Milano ma, come si dice, meglio tardi che mai. 

Uomo con mandolino
L'esposizione ha riscontrato notevoli apprezzamenti da parte del pubblico tanto che ne è stata prorogata la scadenza con apertura delle sale anche in orari serali, ed io lo testimonio con i 45 minuti di fila che ho aspettato per entrare. Ammetto che la cosa mi ha stupito, è difficile che un evento culturale come una mostra catturi tutta questa attenzione di pubblico, ma sono piacevolmente sorpresa nel vedere che lo stile picassiano abbia stimolato la curiosità della scoperta vincendo lo scoglio della complessità interpretativa.

Non sempre le mostre di Palazzo Reale riscuotono i miei favori, questa invece mi è decisamente piaciuta, di ampio respiro nonostante sia dedicata ad un unico artista, e qui la varietà dell'espressione picassiana gioca la sua carta. Il nome di Picasso è infatti legato al cubismo, così come a scuola ci insegnano, ma in realtà le sue fonti di ispirazione sono molteplici e questo si rispecchia nella realizzazione delle sue opere. Non solo cubismo quindi, ma anche impressionismo, surrealismo, classicismo, fotografia, scultura, arte africana, collages ed altro ancora che gli hanno dato modo di sperimentare e rielaborare secondo le proprie regole.
Ritratto di Dora Maar
Percorrendo i vari periodi e le diverse influenze artistiche ciò che ho costatato osservando le opere esposte, da scarsa conoscitrice di Picasso, è un elemento comune, la smaterializzazione della forma, affrontata però in modi differenti. Si passa da esempi estremi come “Uomo con chitarra” o “Uomo con mandolino” nel pieno periodo cubista, dove rintracciare i segni distintivi delle forme richiede uno sforzo interpretativo elevato da parte dell'osservatore, a dipinti come “Ritratto di Dora Maar” o “Nudo in giardino” nei quali le linee del corpo femminile sono riconoscibili ma lontane dalle dimensioni del reale.


Sorprendenti anche le sculture ed i collages ed i molti materiali utilizzati come legno, lamiere, bronzo, uniti al primitivismo delle influenze africane con forme e volumi liberamente interpretati, come nei bronzi di busti e teste di donne o in “Donna incinta”.

Da gustare in ogni sala e, come al solito, tanti spunti da approfondire a casa con con il fidato gooogle!

A cura di Cristina Monteleone






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