Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

9 gennaio 2013

MI FACCIO VIVO IO



Di solito quando finisco di leggere un libro mi piace scriverne subito, le impressioni sono ben presenti e le idee che vuoi comunicare agli altri sono meglio definite, in questo caso però ho aspettato due mesi dal termine della lettura perché non avevo chiaro in mente cosa fosse “Mi faccio vivo io”


Non ho intenzione di fare una sintesi, sarebbe completamente inutile per descrivere questa lettura, mi limiterò a dare giusto qualche breve indicazione per orientare il lettore che mi voglia seguire. L’autore, Andrea Falegnami, che capisci essere il protagonista, ci descrive aspetti della sua personalità e delle sue esperienze dividendosi in tre, ovvero ogni capitolo è condotto da una o due delle sue tre personalità, ognuna delle quali racconta la sua storia, che comunque si incrocia con le altre personalità. Questo fa sì che il lettore, o meglio il “lettore tipo”L.T., si rapporti con tre diversi punti di vita, nessuno lineare, ma decisamente tutti incasinati.

Perciò tu L.T., che per affrontare una simile lettura devi essere sveglio altrimenti la molli a pagina 21 quando trovi il seguente incipit “Ma che libro è? Ma che cazzo ne so”, accendi il tuo pc e cerchi su google cose tipo Tic Edizioni e Andrea Falegnami per vedere se la tua lampadina si illumina o per constatare di esserti rimbambito del tutto. Realizzi così che l’autore è davvero un ingegnere, ha fatto davvero il grafico, è davvero uno dei fondatori di Tic Edizioni e che ha davvero scritto questo libro per guadagnare qualcosa. Allora capisci che Falegnami non ti sta prendendo in giro e che in questo libro non ci sono solo le parole di uno scrittore annoiato, ma che qualcosa di intelligente deve effettivamente esserci scritta. 

Proseguo e trovo un’interessante teoria sui memi e la trasmissione culturale  attraverso questi con il susseguirsi delle generazioni, e persino qualcosa che ha a che fare con il mio personale vissuto (e qui Andrea acquisti tanti punti, anche se sono palesemente di parte), la teoria dei segnali, che spiega come avviene il passaggio di informazioni da una fonte ad un ricevente, abbinata al secondo principio della termodinamica, che conduce alla morte o alla pazzia di un sistema se resta isolato, che detto in altri termini: “Se metti un bicchiere di vino in un barile di monnezza, ottieni monnezza. Se metti un bicchiere di monnezza in un barile di vino, ottieni monnezza”. Si arriva quindi nel libro al concetto di entropia, e nella mia testa alla rivalutazione di Falegnami, che non è poi così scemo come avevo pensato a pagina 21.

Passo poi alla data stellare 13.12.03 e alla sua formazione letteraria avvenuta all’edicola di nonno Giulio, che gli ha permesso di mischiare qualsiasi genere, imparando a leggere qualunque cosa “senza filtri, senza paura, senza reverenza e senza preconcetti, con un solo parametro di giudizio”, che condivido in pieno. Volete sapere qual è? E no, troppo facile, leggetevi il libro e scopritelo da soli.

Siete quindi avvertiti, non si tratta di un libro usuale e, a mio parere, con alcune parti da rileggere tra un po’ di tempo e poi, se non vi ricordate la ricetta delle cozze ripiene, ci sono sempre le pag.127-132 ad aiutarvi nelle vostre prodezze culinarie.

A cura di Cristina Monteleone



Mi faccio vivo io di Andrea Falegnami, ed.Tic, 160 pagg, 10 euro

Voto 7/10


Il libro ci é stato inviato dell'ufficio stampa della casa editrice.


0 commenti:

Posta un commento

Lascia un commento!