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29 gennaio 2013

IMMAGINA LA GIOIA| LA FRASE CHE VALE UN LIBRO



Quella raccontata da Vittoria Coppola nel suo nuovo romanzo " Immagina la gioia" è una storia di profondo dolore familiare. Protagonista ne è Eva, giovane donna alla ricerca di se stessa e della propria identità di persona e di scrittrice. 


In un percorso complesso fatto di piccoli passi, difficoltà, invidie familiari inconsapevoli e non desiderate, Eva dovrà rimettere in discussione tutte le sue certezze e comprendere come convivere con un acuto senso di insoddisfazione nonché con un destino, quello riguardante suo fratello Pietro. 
E sarà proprio la scoperta della triste sorte del fratello che, come qualunque dolore umano che ferisce e atterra, spinge Eva a crescere come persona e come sorella, permettendole addirittura di trovare la giusta conclusione al suo romanzo. Tra le varie tematiche trattate dall'autrice vi è anche quella dei silenzi che, spesso eccessivi, impediscono una vera comunicazione interfamiliare causando così incomprensioni, sofferenze gratuite e rimorsi tardivi. Ogni personaggio nel corso della storia, da Eva a Pietro, dalla nonna Annina ai genitori della ragazza cercheranno di scardinare tali silenzi instaurando un dialogo fecondo in grado di far crescere e rasserenare. Il linguaggio di Vittoria coppola, vincitrice del concorso letterario indetto dalla rubrica Billy del tg1 nel 2011, è lineare e morbido, mira alla comunicazione più che al virtuosismo e ricerca una sinuosità musicale che segua l'andamento della narrazione.
"Eva pensava che anche nella vita di certe persone accade qualcosa di simile a quello che succedeva a lei nella scrittura del romanzo: quante volte le era capitato di conoscere persone che solo in apparenza non avevano realizzato nulla di concreto, ma che allo tempo erano felici per aver dato un senso a ogni singolo attimo della loro esistenza."
Questo breve passo tratto dal romanzo, oltre ad evidenziare lo stretto rapporto esistente in "Immagina la gioia" tra il profilo esistenziale dI scrittrice di Eva e quello della persona, descrive bene il senso di libertà e al contempo di paura di chi percepisce di riuscire ad essere felice nonostante tutto e nonostante l'incapacità di costruire la propria vita seguendo quelle che sono le fasi convenzionali previste dalla società. Quasi a voler urlare che la felicità non sottostà a schemi o a definizioni. Quasi a volerci dire che che già immaginare la gioia è un buon modo per raggiungerla.


A cura di Claudio Volpe, seguitelo anche sul suo blog Just Humanity 



Immagina la gioia di Vittoria Coppola, Lupo, 156 pagg, 12 euro



 

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