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22 gennaio 2013

AD LUCEM, IL SECONDO APPUNTAMENTO CON LUCIFERO


Eden, l'esordio letterario di Alessandro Cortese, e Ad Lucem, la seconda parte di quella che diventerà presto una trilogia, sono due opere decisamente diverse. 


Tempo fa vi ho parlato di Eden, un vero e proprio thriller, un giallo che tiene incollati alle pagine per vedere come va a finire; la tormentata vicenda del “tradimento” di Lucifero nei confronti del Padre raccontata con un ritmo serrato e con una ultra-fantasiosa rielaborazione del mito biblico. L'opera, ambientata appunto in Eden, la città di Dio e degli angeli, si concludeva con la cacciata del figlio ribelle dal Paradiso e con la caduta sua e dei suoi complici nell'Abisso. 

Ad Lucem ricomincia esattamente da qui e si capisce fin da subito che qualcosa è cambiato. Non sto parlando solo delle necessarie modifiche a livello di trama e personaggi: naturalmente non ci troviamo più tra i vicoli e i palazzi di Eden, e non abbiamo più a che fare con un angelo idealista e puro affiancato da infiltrati, traditori e compagni dubbiosi. No, nel secondo libro Lucifero diventerà il temuto re delle tenebre, sempre più messia tra la “perduta gente” e sempre più protagonista assoluto, più cinico, spietato, vendicativo... parecchio meno “democratico”. Ma non sono solo questi i cambiamenti. È diversa nel profondo la struttura della narrazione, l'approccio dell'autore con la sua opera. Il genere stesso viene stravolto. 

Abbandonato il giallo, ci avviciniamo molto al fantasy più classico per quanto riguarda il tema del viaggio, della “cerca” alla maniera bretone. Il viaggio di Lucifero attraverso l'Abisso per carpirne i segreti, ma anche il viaggio iniziatico dell'uomo verso la divinità, simboleggiato dal serpente che tanta importanza avrà in tutto il romanzo. Il tutto sembra ricalcare passo per passo lo Schema di Propp, la scaletta sulla quale si strutturano le fiabe: chi è Lucifero se non il protagonista allontanato, bandito, che cerca di raggiungere nuovamente l'equilibrio iniziale dopo un lungo percorso pieno di pericoli? 

L'ascesa dalla bestia alla divinità quindi, e tanto altro misticismo e simbolismo. La cabala, la numerologia dominano sovrane, insieme a una miriade di citazioni delle più varie, che spaziano naturalmente dai Vangeli, fino alla Divina Commedia, o addirittura fino a Collodi e alle sue marionette. Tanto teatro poi e anche materia politica, giusto per capire l'enorme preparazione che l'autore ha dovuto affrontare per cimentarsi con il suo secondo libro. Lo si capisce bene leggendo le ultime pagine, dedicate alle appendici necessarie per meglio comprendere la rielaborazione attuata da Alessandro Cortese e i suoi studi sui miti di tutto il mondo, così brillantemente fusi in Ad Lucem.

Tanto lavoro quindi, che va premiato con la lettura di questo seguito e anche del prossimo, terzo capitolo. Eppure devo ammettere che la prima parte, il piccolo e fulminante Eden, rimane insuperata. Ad Lucem risulta a tratti più lento, direi necessariamente visti i temi trattati e il superiore spessore filosofico. Forse in alcuni punti troppo lento, a scapito dell'azione riscontrata nel prequel e a favore di dialoghi, ragionamenti e analisi di non immediata comprensione. 

Ma in fondo non abbiamo davanti propriamente un fantasy. Forse gli appassionati più intransigenti, quelli ormai tristemente abituati al fantasy mainstream degli ultimi anni, avranno inizialmente qualche dubbio. Ma consiglio vivamente di andare avanti fino in fondo, per gustarsi appieno la sorprendente vena fantastica dello scrittore siciliano. 

A cura di Giuseppe Recchia



Ad Lucem di Alesandro Cortese, ARPANet, 402 pagg, 15 euro

Voto 7.5/10


Il libro ci é stato inviato dall'autore.


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