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28 giugno 2012

APERITIVO (Parte 1)



Non ho potuto farci niente; in fondo non ho voluto dire di no. Vincere l'indolenza, questo conta. Uscire, anche da se stessi; e dimenticarsi, di sé, di tutto. Il principio è quello del chiodo scaccia chiodo: fai una cosa per occupare i tuoi circuiti mentali e dimenticarne un'altra. Un tempo pensavo che il brevetto appartenesse a mio padre, ma poi mi sono reso conto che la formula era parecchio diffusa, anche se con alterni successi. Tutto questo per dire che ho accettato di andare a prendere un aperitivo con Pierluigi, l'impiegato del piano di sopra. Mi ha promesso divertimento, donne a volontà, gente interessante. “Sempre meglio di Kelly.” Ha detto Pier ridacchiando. 

E' alto come me, ma come tutti quelli alti come me sembra più alto di me. Lo so, suona strano detto così, ma pazienza. Gran millantatore di seduzioni di massa, grande amatore a parole, fine esperto di peli pubici, di ginecologie d'accatto, Pier finora si è distinto ai miei occhi più che altro per le labbra sempre screpolate, il fiato al caffè anche alle due del mattino, e certi pantaloni bianchi tipo gelataio che l'eleganza faticano anche a simularla. 

Stacco alle sei. Se non c'è traffico riesco ad arrivare a casa per le sette, a farmi una doccia e ad essere pronto per le sette e mezza, tutto compreso. Andiamo al Machete, un locale nuovo nuovo, vicino alle piscine, dove Pier è convinto di trovare fauna femminile in abbondanza e occasioni di divertimento. Perché nella vita bisogna divertirsi. Fuori dall'orario di lavoro, divertirsi diventa un obbligo. Se dovessi mai scrivere un trattato sulla schiavitù contemporanea, un capitolo andrebbe speso nel divertimento a tassametro, quello che ci si autoimpone quando si spengono i computer e ci si toglie di dosso la camicia sudacchiata del giorno lavorativo. 

Dopo la doccia ho un calo di tensione. Sonno. Mi lascerei andare sul divano molto volentieri, ma mi impongo di raggiungere Pier. Abbiamo appuntamento di fronte al locale, che so dov'è perché so dove si trovano le piscine. E' una bella serata di inizio estate. Fa caldo, ma nella brezza del tramonto trova posto qualche soffio più fresco. 

La tentazione di andarmene c'è, inutile mentire. Gli mando un sms, gli dico che è venuto a trovarmi qualcuno, o che mi sento poco bene, inverto la marcia e me ne vado da qualche altra parte. Ma è solo un attimo, in fondo gli ho promesso che ci sarei andato. 

La piscina si trova in un budello a fondo cieco, con due ampi spiazzi per parcheggiare. Le auto sono parecchie, e continuano ad affluire. Serata di moda. Ragazzini, quarantenni in tenuta da libera uscita. Giovani donne in equilibrio sui tacchi; giovani uomini vestiti tutti uguali. Nessuno mi sembra nei propri panni, meno che mai io, che sono fuori da tutto e non so come comportarmi. A me non piacciono questi ritrovi in massa; che idea accettare, spero di liquidare alla svelta la faccenda. Potrei fare finta che qualcuno mi chiami, dire che c'è un emergenza e scappare. Sì, scappare. Non c'è niente di più onorevole di una fuga onorevole.

Di Pier non c'è traccia. Avevamo appuntamento per le otto meno un quarto. Allora aspetto. Mi siedo su un paracarro, a pochi metri dall'ingresso del Machete, dove due buttafuori smistano l'afflusso. 
Passa un quarto d'ora. Non so se chiamarlo, non vorrei passare per un provinciale. Passano venti, venticinque minuti, mezz'ora. Sto per andarmene, mi alzo dal paracarro con il fondoschiena a forma di imbuto. “Ciao, eccomi qua.” Eccolo qui. Amabile in camicia a righe svolazzante. Non fa accenni al ritardo, sguscia tra la folla per accedere al Machete. Lo seguo: due biglietti per la consumazione, svariati euro per un impiastro annacquato. 

Il Machete è un soppalco abusivo a ridosso della piscina comunale; una piattaforma ai quattro venti tenuta insieme da cavi d'acciaio e basamenti di cemento. Musica incomprensibile a volume incongruo, un bancone dove servono da bere, un po' di divanetti sparsi. Non so dire quanta gente ci sia. Tanta comunque. Troppa. Non c'è spazio vitale. Siamo tutti ammassati; oddio; panico. Ma soffro di qualche genere di fobia? Claustro? Agora? Spintoniamo per farci versare i nostri infami aperitivi, poi una corsa al tavolo degli spuntini, tra focacce bisunte e spaghetti freddi toccati da cento mani. 

“Che bella l'estate” mi fa Pier “Adesso sì che comincio a divertirmi.” E io non so se mi stia prendendo in giro o se stia prendendo in giro se stesso.

La serata ad ogni modo non decolla; Pier lancia occhiate, ridolini, ma niente da fare. Io mi sento meno di un fesso, ma questo dovrebbe essere ormai chiaro. Anche Pier non è da meno comunque. 

La pista centrale è a ferro di cavallo, delimitata da alcuni paletti posticci. La gente ci gira intorno, urtandosi e spingendosi. C'è una specie di contrasto decisivo tra lo sfavillio dei vestiti delle ragazze e quella calca indecente. 

Temo che Pier intenda ficcarcisi dentro. Per non dire di aver tentato il tutto per tutto. Per non dire di non essersi divertito. Intanto io sono in piedi vicino a lui. Il bicchiere gelido in una mano, il piattino di carta stracolmo di focaccine e spaghetti. La tragedia è dietro l'angolo: colpo d'anca di una sgallettata e focaccine per terra; patetico tentativo di ramazzare il pavimento con conseguente oscillazione del bicchiere, che sparge il rossore ghiacciato dell'aperitivo sul parquet disastrato del Machete. Pier, troppo attratto dal gorgo a ferro di cavallo, non si è accorto di nulla. 

A cura di Ariberto Terragni, leggi anche gli altri racconti di Colpi di Pistola

Come ci si difende dalle religioni



Viviamo in tempi difficili, in cui il fondamentalismo religioso, così come l'integralismo, sembra prendere sempre più piede. Quante religioni esistono? E quali sono? Come arginarne gli effetti devastanti e più in generale come evitarle? I blogger di Spinoza.it  e Vauro Senesi si sono riuniti per creare il primo manuale illustrato di autodifesa dalle religioni... in senso molto esteso. 

27 giugno 2012

INCUBO BIANCO



Come quasi tutti ho scoperto i thriller svedesi grazie a Stieg Larsson. Non so se sia stato lui ad avviare il filone o se abbia solo contribuito a far uscire un genere preesistente dai confini nazionali, fatto sta che da allora siamo invasi da autori “in testa alle classifiche svedesi”. Probabilmente, visto il clima, sono un popolo che passa molto tempo in casa a leggere...

CARTOLINE DAL KYUSHU



L'isola di Kyushu è l'ultima grande isola dell'arcipelago, ancora molto giovane dal punto di vista geologico e ricca di vulcani attivi come il Sakura-jima, il monte dei fiori di ciliegio, ma non la sciatevi ingannare dal suo romantico nome, è sempre pronto ad eruttare.

22 giugno 2012

READER'S BENCH, LA RIVISTA!



Puntuale, come ogni tre mesi, arriva la nostra rivista. Un numero da non perdere, più di 100 pagine con recensioni, articoli e tanti, tantissimi articoli! Sfogliatelo, scaricatelo e non dimenticate che all'interno c'è un regalo tutto per voi! Buona lettura!

20 giugno 2012

TROVATI I NUOVI READERS


Qualche tempo fa avevamo affisso un cartello: Cercasi Readers e che voi ci crediate o meno abbiamo ricevuto tante candidature. Tra quelle che ci sono giunte abbiamo deciso di accogliere nella redazione più pazza del mondo: Chiara  Silva e Cristina Monteleone che imparerete a conoscere tra le pagina di RB.

CARTOLINE DA HIROSHIMA



Prima di arrivare a Hiroshima ci siamo fermati ad Osaka e nella zona di Izuma che si affaccia sul mare occidentale.

19 giugno 2012

PAZZO PER I SEGNALIBRI



Penso di essere malato...malato di segnalibri. Sono oramai diventati un feticcio cui non posso rinunciare, da tempo sembrano un accessorio di cui non posso fare a meno. 

INTERMITTENZE


IL SENSO DELL'UMORISMO DI SPINOZA



DISCLAIMER: Questa recensione è palesemente copiata!

18 giugno 2012

ARRIVA PATRICK DEWITT



Finalmente qualcosa di nuovo sotto il sole. Niente beghe familiari, problemi esistenziali o legati alla famiglia ma una storia bella cruda come piace a noi. O almeno, come piace a me!

SCRITTORI EMERGENTI CRESCONO



Negli ultimi sei mesi, complice il Kindle, ho attinto a piene mani dall'apparentemente inesauribile fonte degli autori emergenti che, grazie al web, possono autoprodursi e autopromuoversi. Da un'indagine statistica pare infatti che l’Italia - a fronte di una bassissima percentuale di lettori in confronto agli altri paesi occidentali - si distingua per un numero altissimo di aspiranti scrittori. Se per alcuni di essi definizione più appropriata sarebbe “sedicenti scrittori”, il mercato riserva anche piacevoli sorprese.

“Ignorare ciò che è accaduto prima della nascita equivale a restare bambini per tutta la vita”




Un articolo, secondo me, non dovrebbe mai avere un titolo troppo lungo. A me piace il titolo secco, ad effetto, ammiccante. Tuttavia, mentre leggevo Imperium di Robert Harris ho deciso che avrei cominciato questo pezzo con la citazione di Cicerone che avete letto poco fa.

15 giugno 2012

NON TI ADDORMENTARE



Quante volte nella vita ci siamo augurati di poterci svegliare una mattina privi dei ricordi che ci fanno soffrire, come un amore non corrisposto, un tradimento o un lutto?

14 giugno 2012

QUEL ROMANTICONE DI DANNY WALLACE


Mentre La scopa del sistema rientra nella top ten dei libri più venduti e viene presentato come una delle novità più interessanti, arriva in libreria un altro Wallace, completamente diverso dall’autore statunitense e che non ha alcun timore nello svelare il lato più tenero di sé.

UN ASSAGGIO DI OCCHI VIOLA





Fabio Mundadori è nato a Bologna nel 1966 ma vive a Latina. Colpito dal morbo di Asimov in tenera età, scrive di fantascienza, horror e giallo. Nel 2008 vince la seconda edizione del premio “Giallolatino” con “Notti di Luna Iena”. Membro del gruppo letterario pontino “I duri della Palude” cura il web magazine www.duridellapalude.com. Nell’ ottobre 2010 ha esordito con l’antologia “Io Sono Dorian Dum”. A Reader's Bench dona un assaggio della sua ultima fatica. Scaricatela gratuitamente seguendo il link e fateci sapere che cosa ne pensate.

PAROLE DI INDIPENDENZA - IL CONCORSO LETTERARIO DEL CULTURE POP FESTIVAL





Dal 6 all'8 luglio Palazzo Caetani, a Cisterna di Latina, accoglierà la quarta edizione di Culture Pop. Noi, naturalmente, ci saremo con il nostro bellissimo stand, pronti a raccontarvi l'evento e tutti gli incontri che si susseguiranno. Culture Pop ha abbinato a questa edizione anche un concorso letterario: Parole di indipendenza a cui ogni Young Writers, non può sottrarsi.

DEVIAZIONE


Ogni tanto penso di andare da qualche parte, ma non riesco a focalizzare bene il dove e il quando. Qualche volta mi diverto ad osservare il mondo. Il mio laboratorio di analisi sono gli altri. 

13 giugno 2012

CARTOLINE DA KYOTO



Kyoto è il cuore culturale del Giappone, una città ricca di tesori, templi, giardini e soprattutto culla della tradizione e della cultura antica.

UN LIBRO PUO' FARE



L’associazione culturale Progettarte, la stessa che si occupa dell’organizzazione di Buk Modena, il Festival della piccola e media editoria del capoluogo emiliano, partecipa alla raccolta di libri per le biblioteche che si stanno allestendo sotto le tende che ospitano gli sfollati del terremoto. 

READER'S BENCH OFF


Che cosa è successo durante la nostra giornata a Libri da Scoprire?  Guardate il nostro secondo vlog e lo scoprirete! 


Buona visione!

Stem to Root, la cucina degli scarti



Costantemente in bilico tra la Sehnsucht per il passato e la curiosità per le novità in ogni campo, non ho ancora capito se sottovaluto il mio potenziale di anticipatrice di mode o se la mia capacità di adeguarmi ad esse sia così scarsa che i revival mi sorprendono prima che i miei comportamenti ancestrali abbiano avuto il tempo di evolversi.

12 giugno 2012

UNA VITA DA READER


In quel di Turin abbiano realizzato una serie di video che immortalano la vita da Reader. Due vlog che vi porteranno con noi in giro per il capoluogo piemontese e al Salone del libro di Torino. Cominciamo con il primo video:

E ancora oggi la mafia non esiste...


L'acquisto di questo libro nasce da un senso di colpa. Avrei dovuto seguire la presentazione che l'autore doveva tenere alla rassegna “Libri da scoprire”, ma un improvviso acquazzone mi aveva tolto tutto l'entusiasmo e così, per sentirmi meno in colpa, l'ho acquistato. Eppure questo libro l'ho scelto, decidendo di seguirne la presentazione, quindi, ancora una volta, mi sento come se l'ultimo libro di Antonio Roccuzzo mi abbia chiamato e, quando un libro mi chiama, difficilmente sbaglio a leggerlo.

7 giugno 2012

Reader's Bench: Speciale Fumetto





Finalmente è online il nostro speciale dedicato al fumetto. Tanti ospiti e come al solito interviste, speciali, recensioni, news e tante tavole come quella che ha realizzato Danilo Angeletti per la nostra copertina. Fate come la nostra Alice, accomodatevi sulla panchina del lettore ed immergetevi nel mondo dei fumetti! Cliccate sull'immagine o sul link per scaricare la nostra rivista gratuita!

5 giugno 2012

Solo Bud ti darà sorrisi e cazzotti a volontà!



Ho scoperto un buon metodo per riconoscere un idiota: a quanto pare l'idiota medio, se vede una persona qualunque leggere questo libro, si sente in dovere di dire la sua, esclamando frasi come “Già che c'eri, potevi leggere la biografia di Paperino!” e poi magari ti spaccia Moccia come il nuovo Dostoevsky. A prescindere dal fatto che io qualche anno fa ho letto la biografia a fumetti di Paperino, nello speciale pubblicato per i suoi sessant'anni, ricordo a tutti gli intellettualoidi di quart'ordine che non sono obbligati a leggere questo libro e, soprattutto, questa recensione.

A chi come me è cresciuto a forza di film con Bud Spencer e Terence Hill può sembrare strano, ma anche per loro il tempo passa e così, il gigante barbuto di tanti film, giunto al suo ottantesimo compleanno, decide di dare appuntamento al giovane campione di nuoto Carlo Pedersoli e raccontargli cosa lo aspetta. Veniamo così a sapere della sua infanzia relativamente spensierata, della spavalderia giovanile, della maturazione al termine della carriera di nuotatore e dell'impatto col mondo del cinema tanto imprevisto quanto prorompente. La passione per la musica, le donne, il Sud America, l'amicizia/collaborazione con Terence Hill e con altri personaggi più o meno noti fanno da contraltare all'autoanalisi cui l'ex-nuotatore si sottopone, con alcuni sprazzi di ironia, ma mai scivolando nel frivolo.

Il testo è scorrevolissimo e si legge in poche ore. Come tutte le (auto)biografie questo testo ha una debolezza, che però è anche un punto di forza: il piacere di leggerla è direttamente proporzionale all'interesse per il protagonista. Tuttavia mi sento di dire che nel cinema italiano raramente si incontrano personaggi che hanno una vita così variegata da raccontare e che la sanno analizzare con la dovuta lucidità e raccontare in modo scanzonato, ma efficace.
Un must per i tanti fan di Bud e per tutti gli estimatori di Carlo.

Recensione a cura di Diego Rosato

Altrimenti mi arrabbio” di Bud Spencer e Lorenzo De Luca, Aliberti Editore, 208 pagg, 17 euro




Voto 7,5 / 10

Una (mezza) giornata da Reader: incastrato!


La prima buona notizia della giornata è che gli eventi dell'Imaginarium Festival iniziano alle 16:00, quindi per il primo sabato da non ricordo più quanto potrò dormire... E lo faccio!
La seconda buona notizia è che oggi è il 02 Giugno, quindi non si paga il parcheggio: partire alle 15:00, arrivare meno di un'ora dopo e trovare parcheggio a meno di 10 metri dall'Opera Nazionale Combattenti, edificio in cui si svolge la manifestazione, è la seconda goduria della giornata!

Dopo poco che sono lì, arriva l'unico vero motivo per cui ho fatto per l'ennesima volta la Pontina nel fine settimana... No, Davide, non sto parlando di Eleonora, ma di te! Potresti almeno apprezzare, invece di prendertela per qualche battutina innocente su Eleonora!


E infatti i due rompisc... ehm, i miei carissimi amici e colleghi di redazione arrivano poco dopo di me ed insieme ci facciamo un primo giro all'interno per guardare le esposizioni. Il nerd che è in me non può fare a meno di notare alcune piccole chicche, come la riproduzione delle astronavi usate nel telefilm “Spazio 1999” ed avere un piccolo sussulto al cuore!


Neanche il tempo di asciugare una solitaria lacrimuccia che solca la guancia di questo povero nerd romantico, che dobbiamo ritornare giù, perché tutto è pronto per il taglio del nastro... o quasi! Usciamo fuori ed aspettiamo qualche minuto prima che la cerimonia abbia inizio.


Dopodiché si torna tutti dentro: è ora che comincino le presentazioni... E quando cominciano, una domanda riecheggia nella mia mente: ma io che cavolo ci faccio qui? Non fraintendetemi, non sono uno di quelli spocchiosi che nega dignità ad un genere letterario, solo perché non gli piace, però io ed il fantasy proprio non leghiamo! C'è un'incompatibilità insanabile!
Devo ammettere che alla prima presentazione, quella riguardante le pubblicazioni di Moony Witcher, resto positivamente colpito dalla presenza di molti bambini: fa piacere sapere che le nuove generazioni leggono! Solo che ad un certo punto sento parlare di Giulio Cesare ed Annibale bambini ed amici e penso, oltre agli eventuali insanabili contrasti a gli incontestabili tre secoli di età di differenza: alla faccia del conflitto generazionale!


L'evento sembra procedere per fasce d'età o perlomeno questa è la mia impressione quando a sedersi al tavolo sono Francesco Falconi e Luca Azzolini, autori della serie incentrata su Evelyn Starr (sarà parente di Lone Starr? Di Lucky Starr?), personaggio mirato ad un pubblico lievemente più adulto, ma a quanto pare molto apprezzato anche dalle mamme!


Durante la pausa, mi guardo un po' intorno e noto un reperto d'epoca interessante: un cartello che indica il divieto di pascolo, risalente al 1933. E cosa avrà mai di interessante, potreste chiedervi. Il fatto è che ormai da anni Latina mi ospita ed ho avuto modo di entrare in contatto con la Brigata Littoria, gli ultrà del Latina Calcio, e conoscere i loro tipici sfottò da derby con il Frosinone: chissà se quel cartello era utilizzato durante i match contro i ciociari già negli anni Trenta?



Riprendono le attività ed a parlare è ancora Francesco Falconi, questa volta come autore del romanzo fantasy Muses. Davide continua a scrivere, perché tutti gli incontri che si sono succeduti finora sono di sua competenza, Eleonora sembra seguire interessata ed io scatto foto. Confesso che a questo punto il mio grado di attenzione è già un po' calato, ma continuo a notare molto entusiasmo ed interesse da parte del pubblico.


Finalmente, si fa per dire, tocca a me! La prossima presentazione è quella di Fabio Mundadori, uno degli autori dell'antologia “La morte non fa rumore”, di cui vi ho già parlato: sono stato incastrato da Davide con la scusa che il racconto scritto dall'autore emiliano è fantascientifico e non fantasy. Alla fin fine, dato che sono venuto qui a fare le foto, mi posso anche accollare un articolo, che in fondo mi compete... a parte quello che sto scrivendo ora.


Finita la presentazione, scrivo di getto l'articolo, così Davide potrà pubblicarlo già il giorno dopo. A quanto pare, mi farà guadagnare, insieme con le mie foto, qualche nuovo contatto su FB: devo dire che se c'è una cosa che mi piace dei fantasy-addicted, siano autori o fruitori, è la passione che ci mettono e la gran voglia che hanno di stare in contatto tra di loro.

C'è ancora un po' di tempo per la presentazione delle attività di miniaturisti e riviste fantasy che organizzano concorsi, ma ciò che più di tutto attira la mia attenzione, ovviamente, riguarda la saga di Guerre Stellari, nella fattispecie questo quadro!



E così questa giornata di “lavoro” termina come è iniziata: con una solitaria lacrima che solca la mia guancia, prima che Davide ed Eleonora... ah, già, nel frattempo si è aggiunto a noi anche Claudio... mi trascinino a cena fuori contro la mia volontà e che io cerchi di eliminarli, senza successo. Il giorno dopo ci sarà un'altra giornata di eventi, alla quale non parteciperò per via di un'uscita fotografica cui non posso mancare e nella quale ci sarà ben altro fantasy davanti ai miei occhi...


A cura di Diego Rosato






4 giugno 2012

Dulcis in fundo: la strega Lellerith



Arrivati alla fine di questo pomeriggio, una breve e intensa presentazione per una breve e intensa storia. “Lellerith” è infatti il primo episodio di una serie di short stories. L'intento dell'autrice, Filomena Cecere, è infatti quello di proporre pillole di storia. I lettore quindi non avrà davanti a sé il romanzo completo da divorare ma ogni volta un piccolo volume fino ad avere una collezione completa, che è il romanzo stesso.

Generalmente i racconti fantasy sono molto caratterizzati per quanto riguarda l'ambientazione, lo scenario in cui si svolge la storia ma qui è presente anche una forte caratterizzazione psicologica del personaggio. Questa particolarità viene fuori già a partire dalle “Le Streghe della Palude”, che sono effettivamente quattro racconti intimistici. In questo caso la strega è una sola, Lellerith, che vive in un passato antico e in un mondo parallelo, non è solo una strega ma anche un fantasma. La storia si sposterà poi al giorno d'oggi e nelle nostre città nel secondo episodio.
Ancora una volta la protagonista è una donna. In Lellerith c'è inevitabilmente tanto dell'autrice, perchè è impossibile evitare una contaminazione anche se minima.

La storia inizia quasi con un tema classico: Lellerith è una strega cresciuta dagli umani che hanno causato la sua stirpe, ma si innamorerà di un uomo. Inevitabile dire però che non sarà un classico paranormal romance. Si avverte in questo inizio la grande potenza evocativa della donna. Non è un discorso femminista piuttosto un riconoscimento della grande forza di spirito tipica delle donne.

Già con “Le Streghe della Palude”, Filomena si era divertita a scattare e inserire una serie di foto nel romanzo. Gli elementi delle strega e dalla palude sono stati ottenuti, utilizzando una compiacente sorella come modella e come scenario San Felice Circeo. In questo caso la strega è un'altra compiacente sorella, scattando però le foto all'interno in modo da rendere ancor più forte l'idea dell'intimo. L'elemento adesso è solo la strega.

Simona Cecere, seconda modella, vince la sua innata timidezza per partecipare alla presentazione e ci svela i retroscena della realizzazione delle foto sostenuta dagli sguardi e le battute di Sara Cerere. Avere delle sorelle molto belle da fotografare sicuramente può aiutare ma inevitabilmente porta a Filomena anche qualche battutina affettuosa. Il bello di lavorare in famiglia.

Un ultima precisazione deve essere fatta sulla casa editrice. A differenza dei precedenti lavori esce edita direttamente dall'Associazione Chimera. Un nuovo progetto, una sorta di tentativo che però mostra tutta la fiducia verso la qualità del prodotto stesso.

A cura di Eleonora Di Fabio

Consiglio alla lettura:



Lellerith” di Filomena Cecere, Chimera, 56 pagg., 6 euro

E l'ora dei demoni con Stirpe Infernale



Dopo la pubblicazione di “Stirpe Angelica” del 2010 per Edizioni della Sera, il progetto per il seguito dell'antologia, è trasmigrato con i due curatori della serie, Filomena Cecere e Alfonso Zarbo, cui si è aggiunto Roberto Carlo Deri, in GDS edizioni, e vede ora le stampe nella collana Nocturna.

Il progetto nasce con l'intento di unire più autori, anche abituati a generi letterari molto diversi, sotto un unico tema. Nel primo volume la fonte dell'ispirazione era la figura dell'angelo, in questo seguito si è passati alla loro controparte: i demoni.

Alla presentazione sono presenti, in rappresentanza dei quindici autori che hanno partecipato al progetto, Roberto Genovesi, Paolo Di Orazio e Filomena Cecere, nella doppia veste di autrice e curatrice dell'opera.


Genovesi, inizia parlando della sua passione per Lovecraft, uno dei suoi autori preferiti. Spesso nei suoi libri si è trovato a parlare di religione e quindi angeli e demoni fanno parte del suo bagaglio di autore. Per il suo racconto “Seme di Legione”, ambientato a Roma, ha seguito un consiglio di Gianfranco De Turris: “non fate gli americani”. Ovvero ambientare i propri romanzi nel proprio paese e non in altri paesi, basandosi sulle proprie conoscenze legate all'esperienza della vita.
La bozza del racconto è nata nella baia di Peschici mentre era li per una vacanza. I personaggi sono un pittore, chiamato Monocolo, che sta a trinità dei monti, e due turisti che lo incontreranno, scoprendo le peculiarità di questa figura.


666” il racconto di Paolo Di Orazio, parte dal presupposto che in passato lui, si sia dedicato poco al tema della possessione demoniaca, nonostante la sua passione per l'horror. Secondo l'autore questo tema a parte nel cinema è stato poco usato. Per l'idea del racconto, l'ha legato alla sua “abilità” di smarrire i guanti, creandone un storia originale. Nell'opera, la figura femminile spicca sulle altre, perché la location, il convitto nazionale di Prati, a Roma, ha una struttura massiccia con molti corridoi alla”Shining”, e il personaggio all'interno del racconto, è il ritratto della sua insegnante di matematica dell'epoca, che si divide a metà fra l'essere buona e l'essere cattiva.
Per lui l'horror è la grande metafora della vita quotidiana ed in questa storia, si è adagiato un po' sui cliché del genere, cercando di provare a giocare con la realtà, analizzando bene la dimensione umana.


Filomena Cecere, svela qualche retroscena del progetto. Dopo il successo di “Stirpe Angelica”, si è puntato su altri autori per portare avanti l'idea iniziale di un seguito dedicato ai demoni.
Il suo racconto "Il Tempo delle Concubine" è un Urban Fantasy, la cui protagonista è la figlia di una prostituta. Questa ragazza vive per la strada sin da piccola, imparando a rubare e incontrando alcuni personaggi poco raccomandabili. Crescendo diventerà autonoma, una mercenaria e nel racconto, le viene chiesto di salvare un ragazzo. Questo la porterà a scoprire un luogo molto pericoloso.

A cura di Davide Restelli

Consigli alla lettura:


Stirpe Angelica” di AA.VV., Ed Della Sera, 152 pagg, 10 euro


Stirpe Infernale” di AA.VV., Ed GDS/Nocturna, 266 pagg, 14 euro

Un caldo pomeriggio di Tuoni e Fulmini



Entra subito nel vivo la presentazione di “Thunder + Lightning”, seguito di “436” , con una domanda a bruciapelo. Cosa vuole Anna  come lettrice e come scrittrice da un romanzo?

Nel 2008, anno di uscita di “436”, Anna aveva problemi di lavoro, nessuno stimolo intellettuale proveniva dalla televisione, e poche le soddisfazioni dalla lettura di urban fantasy. La somma di questa fattori l'ha portata a buttare giù il primo capitolo, quasi per gioco ma in 3 mesi è uscita la prima bozza di “436”. La revisione è durata circa 1 anno, inizialmente con piccoli interventi di livellamento e poi con tagli consistenti fino a dare luce al primo capitolo della storia di Redlie .

Anna Giraldo lettrice nasce come una lettrice seriale, ama scoprire gli autori e leggerne tutta l'opera omnia per capire l'evoluzione dello stile e del pensiero. Le letture che hanno accompagnato la sua formazione sono in realtà molto distanti dal fantasy, anche se adesso di definisce una “potteriana” convinta però come si evince dalla lettura di “436”. Da lì ha scoperto un filone di narrativa in cui poteva cimentarsi alla scrittura.

“436” è effettivamente la sua prima prova letteraria in assoluto. Contiene tutte le premesse di un romanzo fantasy classico: la protagonista è una ragazzina 17enne, bistrattata dalla madre, che viene portata a Londra dalla stravagante zia Daisy, sorella di un padre che non ha mai conosciuto. A Londra scopre un mondo nuovo, il senso di famiglia e amici molto particolari. Forse la normalità non fa parte del suo futuro. E lì incontro il suo primo amore, Sean. La base è indubbiamente classica ma gli sviluppi sono molto particolari.

“Thunder +Lightning” è il sequel, scritto di getto come naturale prosecuzione. La storia si dipana però in territorio italiano, in un paesaggio ad Anna molto familiare come le rive del Po. Redlie è legata all'elettricità in qualche modo mentre il suo fidanzato Sean è una figura legata al tuono. Assieme scaricheranno tuoni e fulmini dal cielo: ecco qui il titolo del romanzo.


Una breve lettura di uno stralcio di “436” ci presenta un chiaro quadro della protagonista. L'autrice ha riversato in lei i suoi difetti, anche se ammette di averle dato tanti pregi che anche lei vorrebbe avere. I personaggi sono considerati come figli, per cui chi ha un atteggiamento sprezzante verso di loro si procura subito la sua inimicizia. C'è un affetto forte verso di loro, che hanno una vita parallela accanto a lei. Anna ne è molto orgogliosa, non solo dei protagonisti ma anche di tutti quelli che ha creato.

Un piccolo brano di “Thunder + Lightning” ci mostra invece l'aspetto avventuroso e battagliero del secondo romanzo. La battaglia è rende onore al genere sebbene manchino degli elementi tipici fantasy, ad esempio i “cattivi” sono molto vicini alla realtà. Niente vampiri ma coccodrilli.

E' difficile comunque collocare i duelibri anche se le recensioni sono quasi tutte d'accordo sul genere del paranormal romance. Indubbiamente nel primo episodio spicca la storia d'amore tra i due protagonisti, ma nel secondo l'amore è principalmente rivolto agli amici e il gruppo che si viene a creare.

Presto arriverà un terzo episodio a completare il ciclo. Come nel simbolo celtico triskele, adesso si deve svolgere la terza spirale che porta ad un amore più grande: quello per il mondo. I nostri eroi dovranno cimentarsi in imprese più grandi di loro rivolti ad un bene ancor più grande.

A cura di Eleonora

Consigli alla lettura:


436” di Anna Giraldo, Casini Editore, 14.37 euro


Thunder + Lightning” di Anna Giraldo, Casini Editore, 200 pagg, 13.64 euro