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30 aprile 2012

DAI DIAMANTI NASCONO LE CONFESSIONI DI UNA DONNA



Dai diamanti non nasce niente è stato l’esordio letterario di Serena Dandini. Una luce nel panorama difficile di un anno in cui la conduttrice si è vista cancellare, dalla rete ammiraglia, il  suo Parla con me.

I BACI E GLI ABBRACCI DI UN PADRE



Di padri vicini e lontani, di quelli che il viaggio lo fanno sempre al tuo fianco o di quelli che ti lasciano solo ad affrontare il tuo destino è piena la letteratura mondiale. Eppure è sempre lui il grande assente della famiglia contemporanea che spesso si perde i momenti di crescita dei suoi figli e non riesca a destreggiarsi tra lavoro e carriera.

Thriller totali, anzi pandemici


Una bella idea. Una di quelle semplici, nemmeno troppo originali, ma sicuramente stimolanti. E poi, si sa, un'idea può anche essere buona a prescindere, ma non sempre la prendiamo per tale se non abbiamo fiducia in chi la propone. 

27 aprile 2012

LA BALLATA DEI PRECARI, LA PRIMA



Il Teatro Valle Occupato continua ad aprire il proprio spazio alla produzione cinematografica autonoma, offrendo supporto a quei film che non hanno sufficiente visibilità per il grande pubblico e che si contraddistinguono per la qualità linguistica ed espressiva. Contro il monopolio distributivo e produttivo vi invitiamo ad una altra serata del ciclo "Cinema Altro" con l’anteprima nazionale de “LA BALLATA DEI PRECARI”sempre al Teatro Valle, domenica 29 aprile, ore 21.00.

LA MATEMATICA DEL CRIMINE



Ormai è passato un secolo da quando Kurt Godel ci ha dimostrato che la matematica non può risolvere tutti i nostri problemi, eppure a tutt'oggi questa disciplina resta uno strumento fondamentale per districarsi negli ambiti più disparati. In questo saggio di Mariano Tomatis possiamo imparare quanta matematica c'è nelle indagini di polizia.

26 aprile 2012

Il manuale del giovane profiler



Sì, va bene, siamo tutti bravi a guardare una puntata di Criminal Minds e poi sentirci professori di criminologia, ma se vogliamo fare sul serio, se abbiamo veramente intenzione di capirci qualcosa, per interesse personale o professionale, allora dobbiamo trovare dei testi adatti, delle fonti autorevoli e studiarle per bene. Quali sono queste fonti? Beh, per esempio, il Crime Classification Manual, il manuale dell'FBI sulla classificazione e investigazione dei crimini violenti.

24 aprile 2012

NEL LABIRINTO DI EDOARDO PERSICO



Nei labirinti di una vita straordinaria e di una morte misteriosa, all’alba della secondo conflitto mondiale, si inoltra il nostro Camilleri nazionale che, più prolifico di Simenon, decide di stupirci quasi ogni mese.

HORROR PER GENTILUOMINI E SIGNORE



Aggirandomi distrattamente tra gli scaffali dei reparti fantasy e horror ho notato qualcosa di veramente singolare che ha catturato la mia attenzione, costringendomi a dare un'occhiata più approfondita in un reparto da me poco frequentato.

Quando la fantasia diventa perversione, anzi parafilia



Ci sono persone, molte più di quante si creda, che hanno delle particolari fantasie erotiche, talvolta innocenti tentazioni, piccole passioni per il gioco di ruolo a letto o semplici interessi per una parte del corpo del partner. Comunemente sono definite perversioni, ma il termine più corretto è parafilie. Negli esempi suddetti possono essere considerati innocui diversivi per ravvivare la propria vita sessuale, ma cosa accade quando queste pulsioni sono incontrollabili e, per soddisfarle, si è disposti ad usare la forza, arrivando in alcuni casi ad uccidere? In quel caso siamo di fronte ad un sex (o lust) crime.

23 aprile 2012

NEL LABIRINTO DI KAFKA



Kafka scrisse Il castello (Oscar Mondadori, 362 pagg, 9.00 euro) in una fase avanzata del suo percorso letterario, verso la fine, proprio nel periodo in cui sembrava potesse verificarsi un alleggerimento delle contorte tensioni che lo avevano accompagnato per tutta la vita. Come talvolta accade nelle grandi malattie – anche esistenziali e letterarie – il momento prima della stretta finale il cielo sembra schiarirsi, in un ultimo empito di normalità, quasi che i pezzi sparpagliati di un'esistenza intera trovassero, per un interminabile istante, la parvenza di un ordine. 

Anche oggi è la Giornata della Terra



La manifestazione partita negli anni '70, è diventata ormai un movimento globale che vede coinvolte, ogni anno, miliardi di persone. La giornata della Terra si svolge il 22 aprile di ogni anno, ma cosa possiamo fare attivamente per la nostra Terra?

Sono un serial killer?



Sulla nostra panchina ci siamo occupati, più o meno direttamente, già altre volte di criminologia: l'ho fatto io in diverse occasioni (qui, qui, qui...), l'ha fatto Claudio e l'ha fatto Davide, ad esempio. Ma cos'è la criminologia e perché ci interessa?

20 aprile 2012

Reader's Bench: Speciale Weekend

Reader's Bench - Speciale Week End

Oltre al trimestrale, Reader's Bench si dedicherà ad una serie di speciali a tema. Questa volta il numero è interamente dedicato al weekend e al modo in cui trascorriamo il nostro tempo libero. Tanti suggerimenti per la lettura ma anche sport, cucina, cinema, crochet, giardinaggio, benessere. Cliccate sull'immagine o scaricatelo gratuitamente anche QUI

18 aprile 2012

Hai già iniziato a vivere, amico? O sei solo l'ennesimo sonnambulo?



Sonnambuli, persone ipnotizzate, private della volontà, ma, più che altro, della fiducia nel futuro, che si aggirano senza un domani, camminano verso la catastrofe senza poterla fermare, vagano per la loro strada, senza prendere una posizione. Tutti tranne uno, un poliziotto, uno di quelli bravi, che si illude di poter fare qualcosa per fermare l'escalation di follia e violenze che si va diffondendo nella sua Berlino, bella e decadente.

17 aprile 2012

Consigli per gli acquisti sottocoperta



Ormai i festeggiamenti del centenario del Titanic sono partiti da un pezzo e non c'è un blog letterario che non abbia salutato i suoi lettori dal ponte di comando. Noi di RB arriviamo con la nostra barchetta e prima che vi precipitiate in sala per vedere altre venti volte il Titanic di Cameron, vi consigliamo di fare prima un bel giro in libreria.

Fantasy Made in Italy


Sono sempre di più i readers italiani appassionati di fantasy e se a confermarlo non vi bastassero i dati delle vendite c’è sempre lo straordinario risultato raggiunto da Leonardo Patrignani con il suo Multiversum, edito da Mondadori, sancito durante l’ultima edizione della Fiera del Libro per Ragazzi d Bologna.

Dove la metto la coperta di Linus?



Da piccola non mi separavo mai da un vecchissimo cuscino, uno di quelli in gomma piuma, traforati per evitare le apnee notturne e sempre ricoperti da quelle orribili federe con cani o elefanti ubriachi che tentavano, con un pennello arrotolato sulla proboscide, di scrivere il nome del fortunato destinatario. 

16 aprile 2012

IL SENSO DEGLI ALTRI



Nei palazzoni delle grandi città si vive in veri e propri alveari, in appartamenti contigui i cui abitanti nemmeno si conoscono e condividono solo un breve saluto al mattino.

INSEPARABILI PAPPAGALLI



Appena iniziata la settimana e già pensate al weekend ma siete stanchi delle solite pizza e cinema? Per provare qualcosa di veramente nuovo e di tendenza vi conviene avvicinarvi al fantastico mondo dell’ornitologia.

QUANDO IL SEMPLICE DIVENTA CONTORTO



Non sono rari i casi in cui scienziati si addentrano nell'insidioso campo della filosofia, soprattutto nella filosofia della scienza.

13 aprile 2012

QUELLO SFIGATO DI FEDERIGO



Federigo non ha scelto di nascere in una delle famiglie più importanti di Firenze, è stato un caso, fortunato, che si sente in dovere di onorare assecondando le aspettative dell’high society a cui appartiene.

SERIAL KILLER SI NASCE



Una delle figure più interessanti nei thriller e nei gialli degli ultimi anni è sicuramente il serial killer.

RAGAZZE CATTIVE? IMPOSSIBILE NON AMARLE!



Le cattive ragazze ottengono sempre i migliori cocktail, vanno dappertutto, accalappiano gli uomini che vogliono e naturalmente non muoiono mai.

12 aprile 2012

UNA VITA DA PECORANERA



Devis Bonanni ha 23 anni, un piccola casa in montagna, un orto, una bici e una ragazza che vive a Bologna. Questi sono i pochi elementi con i quali riuscirebbe a descriversi ma ne manca uno, fondamentale per la panchina del lettore, il suo Pecoranera, il libro edito da Marsilio nel quale racconta la sua vita fuori dagli schemi.

THE RAVEN



James McTeigue si lancia, dopo due film puramente di azione come “V per Vendetta” e “Ninja Assassin”, in una pellicola che tende la mano al thriller, fregiandosi della presenza di un personaggio d’eccezione: Edgar Allan Poe.

IL DIAVOLO FA LE PENTOLE E I RACCONTI



Camilleri "certamente" deve molto a Montalbano, ma il suo carteggio è molto vasto e il commissario di polizia si può considerare solo la punta di un iceberg che comprende anche libri di racconti, sceneggiature televisive, collaborazioni eccellenti e così via.

11 aprile 2012

SENTIRSI A CASA


La letteratura nordica non smette mai di stupire e così dopo i perfetti incastri polizieschi, i romanzi shock siamo di fronte ad un nuovo caso letterario, questa volta tutto al femminile.

Bookseer.com






Iniziamo con il primo postulato di Claretta:

Il posto migliore dove cercare delle buone letture è Reader's Bench”

UNA LUNGA NOTTE



Il commissario Kate Burkholder è sicuramente un bel personaggio. E' un giovane commissario in una cittadina di provincia, determinata e piena di difetti. Non sempre si comporta da bravo agente di polizia ma ne è consapevole. Alle spalle ha un oscuro passato e un altro difficile caso già risolto.

10 aprile 2012

LE MIE FATICHE PASQUALI



E così, anche quest’anno, le tanto agognate vacanze pasquali si sono concluse. Lunedì sera, un programma qualsiasi in tv e la voglia di scrivere di nuovo, sempre di getto, per la panchina del lettore.  Giornate dense e faticose fatte di pranzi luculliani, parenti e amici, tanto divertimento ma anche tanto tempo libero per leggere. Pulizie rimandate, studio accantonato, shopping posticipato per trascorre del tempo con i mie compagni fedeli.

A VOLTE FINISCONO



Uno dei motivi che allontanano a volte i lettori dal genere fantasy, è certamente la lunghezza di alcune serie. Che siano trilogie o saghe più lunghe, molti non vogliono aspettare anni per vedere la fine della storia.

la serenità nell'osservare la luce del tramonto


È più facile avere una relazione con una persona con il proprio livello culturale, in modo da avere maggiore conversazione, ma dover gestire eventuali scontri su opinioni diverse, oppure con una una persona di livello culturale molto più basso, cui trasmettere le proprie idee? Insomma, meglio essere filosofi o professori? A giudicare da questo libro, l'autore preferisce più la seconda opzione.

4 aprile 2012

Una Pasquetta da Nerd



Già, magari voi pensate che un povero ragazzo, solo perché è un nerd, passi il lunedì di Pasqua a casa, davanti al computer a programmare o a vedere l'ennesima replica di Big Bang Theory. Invece anche noi facciamo la nostra scampagnata, la nostra gita fuori porta o il nostro pic-nic. Certo che però all'aria aperta di questi tempi... tutti quei pollini... ETCIÙ!

3 aprile 2012

RB chiude fino al 9 aprile


In occasioni delle festività pasquali Reader's Bench chiuderà i battenti fino al 9 aprile. Torneremo online il 10 e preparatevi ad essere di nuovo invasi da una marea di articoli e da tante novità. Vi ringraziamo per l'affetto con cui, sempre numerosi, ci seguite ogni giorno e vi auguriamo una serena Pasqua con la vostra famiglia e le persone care.

Ma state sempre all'erta, non solo perché potrebbe essere pubblicato qualche articolo, ma soprattutto perché abbiamo in serbo una sorpresa per voi.

Auguri da tutto lo Staff di Reader's Bench!!

2 aprile 2012

RILEGGENDO JOYCE



Sono tanti, e tutti di degni di nota i motivi di sorpresa che assalgono il lettore una volta ripreso in mano l'Ulisse di Joyce. Si ha in mano un capolavoro, un tentativo astratto, un microcosmo in forma personale e fantastica, ma soprattutto, credo, una passeggiata interiore come non ce ne sono state altre (solo certe pagine di Pessoa forse, ma è solo un'opinione personale). 

L'Ulisse è quella macchina trita linguaggio di cui parlava Carmelo Bene, ma è anche una macchina demolisci critica: è un po' difficile pensare ad un approccio critico giusto ed esauriente dell'opera Joyce; ci hanno provato, ma in nessun caso i risultati prodotti sono equilibrati e definitivi (sempre che in letteratura esista qualcosa di definitivo). 

La sorpresa per il lettore sta proprio in questo: si trova davanti ad un universo di segni che lo travolge e che va ben oltre qualsiasi arzigogolo razionalizzante o a qualsiasi bigino scolastico; il flusso di idee, immagini, costruzioni e demolizioni supera già in partenza ogni monumento al significato (grande chimera della critica del novecento). 

La passeggiata di Bloom si risolve in un avvitamento, in uno scacco esistenziale, e in una feroce rilettura parodica della saga omerica: il rischio, l'ignoto, l'avventura lasciano spazio a qualcosa che non ha più i tratti dell'epos originario, ma che presenta solo le vestigia di una sua rilettura simbolica. L'uomo della contemporaneità (di Joyce, ma anche nostra) è quello che è: un Ulisse disarcionato, che ha acclimatato le proprie tensioni e i propri parametri alla realtà sconsolata di un piccolo ridotto borghese, dove la peregrinazione non è più intorno all'orbe ma intorno alla città, al quartiere, alle figure della quotidianità. 

Quella di Joyce è un'Odissea della complessità: l'uomo non è più solo una componente, ma l'artefice di un mondo altro, interiore e quindi simbolico. Bloom nella sua ricerca tenta di attraversare indenne pericoli nuovi, che non riguardano più solo e soltanto la ricerca di una sopravvivenza fisica ma piuttosto il disegno di una nuova identità: da questo punto di vista l'Ulisse si inscrive a pieno titolo nel suo tempo, un tempo di grandi scrittori: Proust (grande epigono, antipode, altra faccia della medaglia di Joyce), Italo Svevo, Ezra Pound solo per dirne alcuni. Tutti ci dicono che il baricentro dell'uomo si è ormai sposato, che la frammentarietà del pensiero, la sua imprevedibilità, sono la vera frontiera di rinnovamento del nostro io. 

Con Joyce (e Proust e Bergson) l'io e il tempo si intrecciano: la dilatazione dello spazio diventa dilatazione del sé. Così poco importa se la narrazione occupa decenni (Proust) o l'arco di una sola giornata, ciò che assume rilievo è la densità di memoria e di pensiero che siamo in grado di accumulare, che il protagonista/io narrante dispiega di pari passo, o in aperta controtendenza, rispetto al tempo cronologico. 

La sensibilità smisurata di questi protagonisti fa da sismografo in relazione alla realtà. La banalità viene dissezionata e indagata fino a individuarne la centralità. Non si tratta di un'operazione di significazione, tutt'altro: è l'accettazione della vita come vibrazione, come movimento incalcolabile dove gli scenari di senso sono sempre provvisori. 

Per questi motivi l'Ulisse non può essere oggetto di critica in senso strutturale, ma può al massimo essere il punto di partenza per una meditazione. In fondo tutta l'opera può essere letta come un intrico di riflessioni, o per meglio dire di percezioni non mediate; come disse Carmelo Bene in una memorabile lettura, “nell'Ulisse il significato si arrende ai significanti.” Ovverosia la smania di etichettare tutto e tutti cede il passo alla ben più naturale e inevitabile assunzione della cosa in sé come unico orizzonte entro cui è lecito muoversi. La voglia tragica e disperata di Joyce sarebbe quella di inglobare il tutto, sperimentandolo come chiave d'accesso panica alla comprensione del mondo. 

E il suo tentativo resta tutt'ora intatto, insuperato. Come sostiene Franco Cordelli l'Ulisse è anche un luogo archeologico, un insieme di reperti e allo stesso tempo una realtà dinamica che non ha mai smesso di muoversi da quel 16 giugno 1904 di cui parla. La frattura temporale è ricomposta, il tempo si è chiuso in circolo: Joyce ha vinto e ha perso, noi siamo vincitori e falliti. E la letteratura ha segnato il suo ennesimo miracolo, rivelandosi come l'unico instrumentum capace di dialogare con Crònos, e di addomesticarlo. 

A cura di Ariberto Terragni


Il 5 gennaio scorso Newton Compton ha portato alle stampe una nuova edizione

Mostri e Kung Fu nel mondo Svuotato



La fantascienza è usata da anni come parodia della storia umana, basti pensare a quanto il crollo dell'impero galattico di Isaac Asimov ricordi quello dell'impero romano. Da quando poi autori come Douglas Adams hanno cominciato ad utilizzarla per costruire vere e proprie satire si è sviluppato un intero filone del genere. Il mondo dopo la fine del mondo di Nick Harkaway è una delle mie ultime felici scoperte in questo filone.

Un cavaliere senza nome vive nell'ombra del suo fratello adottivo, nonché suo migliore amico, con cui divide tutta la vita, la passione per le arti marziali, l'arruolamento nell'esercito e la guerra, una guerra combattuta con armi non convenzionali che causeranno il crollo della civiltà e la nascita di creature terribili e da incubo (nel vero senso della parola). L'unica speranza dell'umanità sembrerebbe risiedere in una misteriosa azienda ed alla sua ramificatissima infrastruttura di supporto vitale, ma quale sono i veri scopi di quell'azienda? Come fa ad arginare lo Svuotamento? Che rapporti ha con i terribili ninja e soprattutto perché il nostro protagonista non ha un nome? Forse il suo migliore amico sa qualcosa che lui non sa...

Nel parlare di questo libro, mi si pone l'obbligo di precisare che circa metà della narrazione riguarda il mondo prima della fine del mondo. Infatti, oltre alla storia del protagonista e del suo amico raccontata fin dall'infanzia, l'autore si abbandona spesso a lunghe digressioni sulle vite dei protagonisti, come dei personaggi secondari, anche se spesso molti di questi si dimostrano successivamente molto più importanti di quanto il lettore si aspetterebbe. 

Il punto di forza di questo romanzo risiede proprio nell'intreccio narrativo. I personaggi appaiono, si presentano, poi scompaiono e, quando ormai sembravano persi nella narrazione, risaltano fuori e giocano un ruolo chiave per la salvezza dell'umanità o della combriccola di cui fa parte il protagonista. Non mancano colpi di scena, spesso imprevedibili, e cambi di rotta abbastanza repentini da disorientare il lettore, ma non troppo da farlo gridare all'assurdità e chiudere il libro... beh, considerate comunque che di fantascienza si tratta!

Se c'è una cosa che non manca mai nel libro è la satira: prima o poi tutto finisce sotto il rullo dell'ironia dell'autore, dall'opprimente ed inutile educazione religiosa, alle arti marziali “scenografiche” dei film, all'istruzione scolastica troppo lontana dalle esigenze pratiche, alla politica economica e militare delle super-potenze, come degli attivisti politici. Ma ciò che più di tutto, pian piano, si delinea nel romanzo è il contrasto tra individualismo/arrivismo e fratellanza/solidarietà.

Venendo ora allo stile del libro, devo dire che sono un po' indeciso. Da un lato ho gradito molto le trovate dell'autore, il suo senso dell'umorismo (ad esempio, divertitevi a scoprire perché una donna che non rifiuta una bruschetta è una donna da sposare) ed ho apprezzato le citazioni e le nozioni che Nick Harkaway usa per arricchire la sua narrazione, ma dall'altro non posso non notare che alcune delle suddette nozioni sono errate (ad esempio l'autore scrive che barbaro è una parola che deriva dal latino e significa “che porta la barba”, quando è un termine onomatopeico di origine greca) e che i lunghi periodi, come del resto i capitoli, rallentano un po' la lettura. Ultima nota negativa: come spesso accade nella collana Strade Blu, l'impaginazione lascia molto a desiderare.

Tuttavia, stiamo parlando di dettagli, che nel quadro generale dell'opera finiscono per influire poco o niente: il libro risulta gradevole, ben scritto e con una trama solida, fantasiosa ed accattivante.

A cura di Diego Rosato


Il mondo dopo la fine del mondo di Nick Harkaway, Mondadori, 564 pagg, 19,00 euro

Voto 9/10