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18 dicembre 2012

UNA GIORNATA DA READER: UN FOTOGRAFO DISARMATO



Disclaimer: questo articolo sarà privo di foto per prigrizia cronica dell'autore.


The dark Reader rises:

Sveglia alle 09:00 di Domenica, una crudeltà, ma necessaria. Ieri sera sono stato castigato sia a Monopoli Star Wars che a Tombola, quindi sono ferito nell'orgoglio, ma soprattutto stanco morto, perché sono andato a dormire alle 03:00 passate, perciò non credo che ce la farò a portare con me l'attrezzatura fotografica e poi c'è Claudio che deve provare la sua nuova D7000 ed io non mi permetterei mai di rubargli la scena.

Arrivo all'associazione con un po' di anticipo, per la mia solita fobia del parcheggio e dopo pochi istanti arriva Claudio: pace finita!

Questa mattina siamo all'associazione Factory10 per un incontro con Claudio Corrivetti della casa editrice Postcart sul mondo dell'editoria fotografica. Dato che è presto, diamo una piccola mano con l'allestimento, prima di svignarcela a prendere un caffè (credetemi, ne avevo bisogno).

Rientriamo in tempo per assistere all'inizio della discussione e devo dire che è veramente molto interessante. A parte che Corrivetti è bravissimo ad alternare nozioni e curiosità ad intermezzi più leggeri, la discussione è subito cordiale e tutti i presenti partecipano ben volentieri, ponendo domande e facendo riflessioni.

Scopriamo così come si impagina un libro fotografico, come si sceglie la carta, il formato, il font, quali temi prediligono i fotografi (che poi vorrei sapere perché sono quasi sempre tragedie...). Tutto procede per il meglio, quando il nostro relatore ha l'improvvida idea di paragonarci ad un'associazione carbonara e Claudio, alla parola carbonara, spalanca gli occhi come in quella scena del film “Piranha” in cui quei due ragazzi si tuffano nella vasca infestata dai voraci pesci.

Dato che è quasi l'ora di pranzo ed il clima è disteso, si parla di editoria, ma con un occhio alla tavola ed in men che non si dica ci spostiamo al tavolo... di esposizione delle opere edite dalla Postcart. Claudio agguanta un libro di Tano D'Amico, ma per i dettagli potete chiedere a lui, ed estorce al malcapitato Corrivetti una promessa di intervista: non sa cosa lo aspetta, poverino!

Anche i Readers mangiano:

Dopo aver salutato i presenti, soprattutto i nostri insegnanti di fotografia che tanto facciamo penare, ci spostiamo alla magione della famiglia Turetta, in cui sono stato invitato per il pranzo. Tra una tripletta della Juve, ed un post di Clara sui tortellini, io spazzolo via la lasagna della mamma di Claudio, ma mai quanta ne riesce a fagocitare il suo instancabile (a tavola) figliolo.

Dopo pranzo si torna all'associazione. Doveva esserci una presentazione, rinviata per impossibilità dell'autore ad essere presente, ma assistiamo comunque alla lettura dei portfolio, gentilmente offerta a chiunque desideri un parere professionale sulle proprie stampe. Non riesco a seguire un intervento di Gaetano Crupi: lo perdo di vista e non so più che fine abbia fatto, ma vedo gli altri fotografi presenti, chi con più brio, chi con più pacatezza, osservare e commentare pazientemente le stampe degli intervenuti e penso che prima o poi dovrei stampare qualche foto anche io, ma forse prima ancora dovrei impegnarmi seriamente a fare qualche bella foto, altrimenti finisce che Paolo Del Frate ha terreno facile nel prendermi in giro e non va bene: se vuole colpire, deve sudare e lavorarmi ben bene ai fianchi! 

Non può piovere per sempre:

Ma la vita di un Reader è in continuo movimento. Anche se le letture portfolio non sono finite, io e Claudio decidiamo di salutare i factoriani e spostarci in quel di Pontinia: Clara ci ha affidato una nuova missione, che consiste nel supportare Claudio Volpe nella presentazione del libro Non passare per il sangue di Edoardo Savarese.

Grazie ai potenti mezzi messi a disposizione dalle nostre... tasche (quattro navigatori in due), riusciamo agilmente a raggiungere la libreria “L'isola che non c'è”, sede della presentazione e, come sempre accade, riusciamo anche a prenderci un cappuccino caldo. Ora io non so se James O'Barr è mai stato a Pontinia, ma credo di no, altrimenti Eric Draven non avrebbe mai detto che non può piovere per sempre... o forse sono solo io che porto sfortuna (e pioggia) alla piccola cittadina laziale.

Entriamo nella libreria e la mia attenzione è catturata da “Sei pezzi facili” di Richard Feynman, uno di quei libri con cui ho da anni una lunga relazione a distanza, una sorta di attrazione latente, ma piena di dubbi. Il fatto di trovarmelo inaspettatamente davanti in una piccola libreria mi sembra un segno del destino (che ultimamente, perlomaneo da Lucca in poi, sta bussando spesso alla mia porta, ma questo è un altro discorso) e, se non altro per incoraggiare la presenza di letture un po' più di nicchia nelle librerie, lo acquisto... sì, esatto, aspettatevi la recensione di un libro di fisica delle particelle! E guai a voi se dite che la fisica è noiosa!

Abbiamo anche l'occasione di scambiare quattro chiacchiere con la padrona di casa sulla letteratura della pianura pontina, soprattutto di quella che racconta il nostro territorio. Parlando con Massimo Carlotto in passato abbiamo già avuto modo di dire che in Italia c'è un gran bel filone letterario in cui il territorio è tanto importante da essere un vero e proprio protagonista, ma la nostra interlocutrice ci offre un ulteriore spunto di riflessione sul tema: bisogna sempre pensare al proprio territorio in un'ottica più ampia di quella locale. Se scrivo un racconto su Sperlonga (il mio paese) per gli sperlongani, quel racconto morirà lì, ma, se riesco a scriverne uno che possa interessare, colpire e catturare un australiano, allora avrò davvero valorizzato il mio territorio.

Neanche il tempo di riflettere un po' su questo tema e mi rendo conto che sono tutti seduti e Claudio & Claudio (di seguito C&C) sono già all'opera, uno con la sua accorata introduzione ai temi del libro, l'altro con l'obiettivo puntato sui soggetti presenti.

La discussione in effetti ruota intorno al libro, gli gira intorno come uno squalo che studia la preda, senza mai azzannarla davvero, però i temi trattati sono comunque interessanti e forse meriterebbero più tempo per essere approfonditi, se mai ci si riuscirebbe. Quali? Beh, chiedetelo ai protagonisti, sempre qui su Reader's Bench: io sono solo uno spettatore!

C&C devono realizzare un'intervista, ma io comincio ad accusare la stanchezza della giornata e delle sei ore scarse di sonno, così mi assicuro che la mia presenza non sia necessaria e mi congedo.

Torno a casa, ceno e, mentre scopro che, grazie a Portanova, la Juve è campione d'inverno con due giornate d'anticipo, scrivo il mio solito articolo “Una giornata da Reader”, buttando un occhio di tanto in tanto ad una vecchia puntata di Scrubs.

Domani comincia un'altra settimana di lavoro: non c'è mai pace per un Reader... 

A cura di Diego Rosato