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14 dicembre 2012

SPUDORATI CONSIGLI PER GLI ACQUISTI NATALIZI



A me piacciono le ambientazioni. Un romanzo fantasy deve avere senz'altro una trama avvincente, possibilmente intricata e piena di colpi di scena; e dei buoni personaggi, di spessore, che rimangano impressi nella mente del lettore. Quello che però conta ancora di più, almeno secondo me, è una bella ambientazione, fondamentale per delle storie che si svolgono in mondi creati dal nulla. Mi baserò su questo punto per dare qualche altro consiglio per gli acquisti natalizi e per scongiurare regali sbagliati.


Quando si crea un mondo ex novo bisogna farlo bene, scendere nei particolari ed essere coerenti, originali e molto, molto attenti. Scrivere un fantasy non significa fare un polpettone di quanto di più strano e fantasioso ci venga in mente. Fantasiosi si, ma con del criterio. L'esempio lampante è Padre Tolkien e il suo sforzo per dare vita a lingue, linee dinastiche, mitologie, cosmogonie degne della Bibbia. Ma non sto qui a pubblicizzare Tolkien: per questo basta il prossimo film in uscita.

Partirei invece con George R. R. Martin. Un genio. Meno dettagliato di Tolkien per quanto riguarda il mito dell'origine e l'ultraterreno, Martin delinea un mondo fatto di politica e nazioni in lotta, città sconvolte da guerre civili e scontri di classe, intrighi di palazzo e congiure. Le descrizioni della sua creatura sono poi perfette, capaci di trasportare chi legge in cupi palazzi sporchi di sangue, città affollate da mille etnie e scenari naturali mozzafiato. Ogni posto ha la sua cultura, la sua storia e le sue tradizioni, tutto perfettamente fuso in un affresco magnifico. 

Cosa importante, non perde mai un colpo sui nomi: il dopo-Tolkien è stato un pianto amaro per i nomi dei luoghi, tutti terribilmente simili e contraddistinti da un uso spropositato di S e di banalità (Arsalon, Ansalon, Athas, Atac, Cotral, ecc.). 

Un bel regalone corposo? Tutte le Cronache del Ghiaccio e del Fuoco, o per lo meno, per non rovinare lo scaffale del collezionista, tutti i libri usciti nella versione economica, uguali in altezza e spessore. Ah, un'altra dritta: se non avete problemi con la lingua, cercate la versione in inglese. In Italia si è pensato bene di dividere 5 libri da 6 dollari ciascuno in 12 da 10 euro. Fate vobis...

Puntate anche sulle opere di Andrzej Sapkowski: La Spada del Destino, Il Guardiano degli Innocenti e Il Sangue degli Elfi. Lo scrittore polacco non brilla in originalità e molte delle situazioni e dei mostri che si incontrano nelle sue storie sono usciti dritti dritti da un manuale di Dungeons & Dragons. Il fatto è che scrive bene e anche le cose più semplici le rende nel migliore dei modi. I villaggi sono squallidi e immersi nel fango? Voi vi ritroverete circondati da catapecchie fatiscenti sporche di fango. La foresta è verde e lussureggiante? Beh, avete capito. E comunque resta l'originalità, almeno per noi occidentali, di un'ambientazione basata sulla Polonia feudale del medioevo, sulle sue divisioni e i suoi conflitti.

Ho già consigliato 15 libri. Anche troppi. Bisogna passare al Lato Oscuro della Forza. Evitate accuratamente Eragon e tutto quello che è uscito dalla penna di Christopher Paolini. Certo, aveva 15 anni quando ha scritto il suo primo romanzo, e questo giustifica la sua mancanza di idee originali. Non rende però più bello il libro. Se Martin è la “pienezza”, la “corposità”, Paolini è la “vacuità”. 

Leggi e ti ritrovi davanti a paesaggi brulli e poco delineati. Per lo meno io non ricordo nemmeno un luogo caratteristico, una città, un regno. Solo una vasta pianura e poi, ad un certo punto, i personaggi sono scesi sotto terra. Dai nani, naturalmente. 

Si salva a metà la mastodontica saga di Shannara di Terry Brooks, accusato all'inizio della sua carriera di aver scopiazzato da Tolkien. Ed è vero: il primo capitolo della prima trilogia è per alcuni tratti identico al Signore degli Anelli. Però in seguito Brooks si è ripreso alla grande e almeno per i successivi 6 libri si è mantenuto su alti livelli. 

Un altro esempio di ambientazione corposa, pregna di descrizioni e ben caratterizzata. Poi però la vena fantasiosa dev'essere cominciata a scarseggiare e allora è stata pubblicata roba davvero brutta. Regalate solo la prima trilogia (sentirete parlare di una prima “tetralogia” ma non vi fidate del quarto libro) e la Tetralogia degli Eredi: andrete sul sicuro.

Per il resto sono davvero tanti gli autori, più o meno esperti, che non riescono a DAR VITA al loro mondo. I loro bei castelli e le loro foreste incantate dai nomi altisonanti rimangono dei puntini sulle mappe geografiche all'inizio del libro. Niente di più. Trame decenti salvano in alcuni casi l'opera, ma non così spesso. Se leggete in copertina i nomi Robin Hobb, Emily Rodda, Jude Fisher e James Barclay, passate oltre lungo lo scaffale; andate più sul sicuro con David Gemmel, Jacqueline Carey e Harry Turtledove, di cui sicuramente parlerò in futuro. 

Ho parlato invece nell'ultimo articolo di Licia Troisi. Mi spiace non tornare sull'argomento ora che sto parlando di ambientazioni ma poi mi accusereste di puro accanimento. Se volete sapere cosa ne penso andate qualche articolo indietro. 

Buona lettura e buon Natale!

A cura di Giuseppe Recchia