Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

14 dicembre 2012

EINAUDI: L'ARTE DI PUBBLICARE



A fine novembre è stata inaugurata a Milano presso Palazzo Reale la mostra dedicata a Giulio Einaudi e alla storia della sua casa editrice.“L’arte di pubblicare” bel titolo, mi sono detta, intrigante, è sicuramente da visitare, poi la Magna Direttrice mi manda l’invito per partecipare all’inaugurazione (i vantaggi di essere Reader!) e colgo l’occasione al volo, esco dall’ufficio e mi dirigo in centro.


Arrivo a Palazzo Reale ed entro alla mostra, mi ritrovo davanti ad una grande stanza con appesi alle pareti decine e decine di edizioni Einaudi che coprono circa vent’anni di attività della casa editrice, a partire dal secondo dopoguerra in poi, quando esce l’innovativa collana I Coralli

Apprendo dalle informazioni esposte in sala che la storia filologica dei Coralli è composta di quattro fasi, ognuna delle quali ha determinato trasformazioni permettendo alla collana di evolversi.

La prima fase è sicuramente la più delicata, comprende i primi tentativi di definizione, le copertine delle pubblicazioni sono tutte bianche con un’immagine quadrata incollata a mano in alto a destra, il nome dell’autore e il titolo del libro sono riportati al di sotto dell’immagine, mentre in basso a destra compare la casa editrice ed il simbolo dello struzzo, rappresentativo di Einaudi, appare sul dorsale in basso. La geometria interna delle pagine è schematica, tutte le pubblicazioni della collana hanno la stessa impaginazione e la stessa dimensione, le scritte sono di colore scuro per risaltare sullo sfondo bianco. Infine la carta usata era molto spessa.

Dopo pochi anni avvengono alcuni cambiamenti e si passa alla seconda fase, che vede come tratti predominanti la scelta di copertine colorate e l’applicazione dell’immagine a stampa e non più a mano. La selezione delle immagini deriva da dipinti, o da scene tratte da dipinti, che avviene rigorosamente e mai per caso perchè indicativa del romanzo in questione, soprattutto grazie all’impegno che a questo fine ha dedicato Elio Vittorini

L’immagine è ora centrale e le sue misure sono più flessibili, rettangolari ma di altezze diverse. Il nome dell’autore è riprodotto sopra l’immagine, il titolo del libro appare invece al di sotto di questa, mentre sotto il titolo è presente la casa editrice. I colori delle scritte possono essere o in positivo o in negativo, in base al colore chiaro o scuro scelto per la copertina. La carta utilizzata è ancora molto spessa, inoltre scompare il simbolo dello struzzo.


Iniziando la terza fase, si assiste al ritorno della copertina bianca con relative scritte scure per contrasto. Lo stile però inizia a diventare più libero e la carta più leggera, anche per ottimizzare il processo di stampa e favorire la distribuzione di un numero maggiore di copie. Sulle copertine sono raffigurati ancora interi dipinti o singole parti, ma le scelte non sono più motivate da una stretta consonanza tra quadro e romanzo, bensì slegate ed indipendenti, anche se qualche scelta rappresentativa ancora persiste, soprattutto quelle mosse da Vittorini e volte, per esempio, ai testi di Calvino. La perdita di tale connubio è dovuta principalmente al minor lavoro che Vittorini ci dedica, essendo impegnato nella direzione di un’altra collana, I Gettoni.

L’ultima fase e senza dubbio la più longeva, dura per quattordici anni ed inizia con gli anni ’60. Lo stile è ora decisamente più libero in tutto, dalla scelta delle immagini alla collocazione di titolo ed autore. Le fonti delle immagini sono molteplici, film, foto, pubblicità, spesso accattivanti e poco inerenti al tema del libro, non hanno inoltre una forma prestabilita, ma possono occupare tutta la pagina o solo una parte, anche con disegni abbozzati. 

La vera novità è la pagina ripiegata della copertina, come ancora oggi si trova, con sfondo bianco, mentre il nome dell’autore ed il titolo dell’opera occupano posizioni varie anche se, appena uscita la quanta fase, il nome dell’autore tendeva ad essere nella parte inferiore della copertina, ma l’esposizione a scalare delle librerie faceva sì che spesso fosse coperto dal libro posto avanti, perciò si è optato per inserirlo sopra l’immagine. Anche la casa editrice con le prime uscite di questa fase non è collocata in modo fisso, per poi scegliere il centro sotto l’immagine. Ricompare infine il simbolo dello struzzo.

La mostra comprende anche altre stanze dedicate ad alcune stampe di disegni di autori come Modigliani e Moranti, che francamente ho trovato poco interessante, a mio parere perché corredate di poche descrizioni e non contestualizzate con il resto dell’esposizione. 

Nel complesso comunque interessante, per che avesse voglia di scoprire qualche retroscena di una delle case editrici fondanti della storia dell’editoria italiana. 

Ingresso gratuito.

A cura di Cristina Monteleone