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27 novembre 2012

TRE GIORNI DA READERS A WRITERS



La sveglia non mente mai e venerdì 23 novembre, quando mi sono decisa ad aprire gli occhi, erano proprio le 5.20. Non che di solito mi svegli molto più tardi ma quando lo faccio almeno il sole é comparso nel cielo.


Il problema é che devo prendere prima il regionale per raggiungere Termini e poi accomodarmi sulle comode poltrone della classe Premium sul Frecciarossa alle 9.00 in punto e considerando i ritardi medi delle FS, conviene che mi dia una mossa. Solo una super offerta vantaggiosissima ci ha permesso di prenotare un viaggio del genere

Naturalmente il viaggio sul regionale é: affollatissimo, rumorosissimo, caldissimo, fin quando non decidono di aprire un solo finestrino ed in quel momento diventa tutto freddissimo.

Ma non importa tra quaranta, no facciamo cinquanta, no tra più di un’ora sarò in prima classe a sorseggiare una tazza di té bollente sulla mia spaziosissima poltrona. Sul treno che ci porta in paradiso siamo solo io e Franz, Claudio e Diego non saranno con noi in questa avventura e la loro mancanza si sente (in tutti i sensi) ma non siamo poi così abbattuti perché a Milano incontreremo il resto della redazione: Claudia, Ariberto, Mattia e Cristina. Non vedo l’ora e sono già emoziona.


A Roma, finalmente, pochi minuti e sono accomodata nel paradiso dei viaggiatori, niente calca, silenzio assoluto, quotidiani gratis, bevande, biscotti offerti gratuitamente da personale in guanti bianchi. Sogno o son desta?

Non ho nemmeno il tempo di rispondere alla domanda e siamo già arrivati in Centrale. Io ero stata in Città appena 10 anni fa, in gita ed ero arrivata con un torpedone che aveva impiegato SOLO 12 ore e ritrovarmi, ora, in stazione mi riempie di gioia e di bellezza.


Ma come al solito il tempo incalza e dobbiamo subito essere in Piazzale Loreto o giù di lì, insomma da quelle parti per andare a trovare Francesca Leoneschi e quelli di The World Of Dot e scoprire come nascono le copertine dei libri più venduti in Italia e nel mondo.

Ho voluto tentare di fare, per l’ennesima volta, la blogger faiga ed é per questo che indosso stivaletti con tacco, appena acquistati, su un trench rosa cipria. Mamma, come sono fashion!! Peccato che dopo solo dieci passi, le scarpe comincino a farsi sentire così come il peso del vagone (leggi valigia) che mi sono portata dietro. Ho tutto il necessario nel caso in cui si scateni una tempesta tropicale o l’intera città di Milano venga ricoperta da una coltre di neve. Il mantra di mia madre, che poi é diventato il mio, é: Non si sa mai! E con questo me ne vado in giro riportando lesioni permanenti alle mani ma devo essere professionale ed intervistare questi artisti e carpirne tutti i segreti e soprattuto riuscire a portarmi a casa qualche bozzetto ancor segretissimo da rivendere su ebay (muahahahahaha).


Naturalmente non ci riesco e porta a casa solo una fantastica intervista che tra montaggio e revisione danneggerà la mia retina. Davvero un bellissimo incontro e posso dire di averi visto in anteprima la copertina del libro di racconti di Neil Gaiman che uscirà prossimamente e nell’edizione in lingua inglese! (muahahahaha).

N.B. Il tutto si é svolto ad una temperatura che si aggirava intorno ai 50 gradi, nello studio di The World Of Dot, ma anche nel resto di tutti i locali di Milano. Va bene che Milano é una città fredda ma accendere i riscaldamenti al massimo con 15 gradi all’esterno, non é un filin esagerato?

Potrei dirvi che poi il pomeriggio é trascorso correndo da una vetrina all’altra, sorseggiando un aperitivo in centro ma niente di tutto questo, naturalmente, é mai accaduto. Il resto della giornata é stato: una sfacchinata di un numero imprecisato di chilometri sempre con il vagone dietro (leggi valigia) e naturalmente non potevo non sentirmi male. Sono solo riuscita a trascinarmi, verso le otto, presso il giappo più vicino (Sento, ndr) e gustarmi un’ottima cena e poi rinfilarmi nel piumone dell’hotel.


Devo rimettermi in forze, domani mi aspetta una giornata molto impegnativa, le presentazioni di Writers e l’incontro con il resto dello Staff.

Il giorno Uno arriva ed io sono gasatissima, ci aspettano allo spazio WWW con altri blogger: Zeldawasawriter, CAM ConAltriMezzi, i ragazzi di Toilette.Mag e sono tutti organizzatissimi. Quando, infatti, mi hanno detto che avremmo avuto una postazione pensavo ad un tavolaccio sul quale buttare tutta la nostra roba. E invece c’é un’intera postazione per noi tutta da allestire ed io ho solo una manciata di segnalibri (che, peraltro, vanno a ruba). Fa niente! Sarà per la prossima, ma intanto arrivano uno dopo l’atro tutti gli altri Readers: Mattia, Claudia, Cristina ed Ariberto e l’emozione raggiunge picchi mai registrati. 

Il primo incontro ufficiale tra la redazione pontina e quella milanese e per un attimo Writers e gli incontri passano in secondo piano e il nostro spazio diventa il salotto di RB dove potersi, finalmente, guardare negli occhi e parlare di libri ... Che fantasia noi Readers ...

Ma ci sono, gli incontri, le presentazioni, i video da realizzare e in un attimo si fa buio, gli altri Readers ci lasciano ed io e Franz dobbiamo andare alla cena con Michelangelo.


Nel ristorante dei Frigoriferi Milanesi é stata allestita ua cena con un menù mihelangiolesco. Pinzimonio, ravioli di carne, aringhe formaggi e frutta intervallati dalle parole tratte dai documenti originali che riportano la firma dell’artista. Una bellissima atmosfera rovinata da una tavolata forse un pò troppo brilla e capitanata da Maga Magò in persona. 

Sono le 11 ed ero di rincasare, domani sarà l’ultima giornata a Writers e poi di nuovo casa, lavoro e tutti gli articoli da sistemare per RB.

Domenica mattina Milano é ancora più bella, brulica di vita e io mi trovo a trascinare il vagone (leggi valigia) per l’ultima volta verso Writers. Ultimi incontri e la possibilità di scambiare due parole con i ragazzi di ConAltriMezzi e poi di corsa a prendere il treno alle 17 e questa volta non viaggeremo di certo in prima classe.

Una volta a bordo vorrei solo dormire e mangiare qualcosa ma un gruppo di stakanovisti, in preparazione per una convention, non me lo permette. In un primo momento avrei voluto ucciderli ma poi i loro discorsi sulle priorità della vita e sul modo di coniugare i propri interessi ed il lavoro mi hanno rapita. Con un occhio aperto ed un chiuso ho iniziato ad ascoltarli e il mio cuore si é riempito di gioia e di speranze. Magari un giorno riuscirò a trasformare questa mia passione in un lavoro.

Adesso tocca al regionale e poi ci sarà da sistemare le foto, scrivere l’articolo e magari trovare il coraggio di fare il grande salto ... (cit.)

A cura di Clara Raimondi



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