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20 novembre 2012

IL GIOCATORE


Credevo di non essere la persona più adatta a parlare di vizi: non bevo, non fumo e, riguardo al gioco d'azzardo, non so nemmeno come si faccia a puntare un numero al Lotto, tuttavia se si considera il problema dal punto di vista della dipendenza ossessivo-compulsiva, ho anch'io i miei scheletri nell'armadio. 

Bene inteso la mia ossessione per l'esercizio fisico “non nuoce gravemente alla salute”, anzi è proprio il contrario, ma, a prescindere dal fatto che a livello economico non è priva di conseguenze (come si fa a resistere ad esempio all'ultimo modello di calze a compressione graduata da oltre 40 €  il paio?), i risvolti psicologici sono esattamente gli stessi. Quindi solo perchè siete  immuni dal virus del gioco d'azzardo non crediate di essere sani.

L'autore scrive come se si trattasse di un'autobiografia, ma poiché nella prefazione specifica che i fatti sono inventati e che ogni riferimento a fatti o persone esistenti è fittizio, spero davvero che la verità sia racchiusa in quelle prime tre righe e non nelle successive pagine del racconto. 

Il protagonista è il classico “fagiolone”, termine con il quale io identifico quelle persone buone, spesso anche mediamente  intelligenti, ma eccessivamente ingenue e credulone, incapaci di difendersi dalla malizia altrui. Basta un minimo di buon senso per intuire che, riuscendo a ignorare l'impulso di giocare e mettendo di volta in volta la cifra corrispondente in un salvadanaio apribile per ipotesi solo dopo un anno, all'apertura dello stesso la somma accantonata supererebbe l'eventuale bilancio perdite-vincite nel periodo corrispondente.

Al protagonista del racconto va riconosciuta una discreta capacità di trasformare la propria debolezza in attività imprenditoriale, probabile retaggio del passato da studente modello. Abbandonati gli studi universitari per inseguire il miraggio del guadagno facile mediante le scommesse (all'inizio si vince sempre quanto basta ad alimentare l'illusione) chiede di essere assunto presso l'internet-point dove in ogni caso trascorre buona parte della giornata. Qui scopre che la rete non serve solo a monitorare l'andamento delle gare sportive su cui puntare, ma che esistono dei veri e propri siti, soprattutto inglesi, grazie ai quali si può scommettere su qualsiasi cosa. 

Lo spirito imprenditoriale che è in lui ne intuisce il potenziale, ma un piccolo guaio con la giustizia per aver accettato “scommesse conto terzi”, lo costringe ad aspettare un paio d'anni, ossia il 2003 quando il Monopolio di Stato accorda le licenze per le scommesse telematiche, prima di poter aprire in società la sua agenzia. 

Oggi queste attività stanno spuntando come funghi anche in una piccola cittadina come la mia e le trovo incredibilmente inquietanti. Con le vetrine oscurate con manifesti in cui i colori predominanti sono il rosso e il nero mi trasmettono l'idea di un ambiente claustrofobico, più simile a un girone dantesco, che a un luogo di svago. 

Ovviamente per un malato del gioco passare la giornata nel paradiso della scommessa non porta nulla di buono. Per sua stessa ammissione “È come pretendere che il fornaio non mangi il pane”.
Applicando il principio del “chiodo scaccia chiodo” prova quindi con le carte, ambito in cui la storia passata concede precedenti più favorevoli: i film western non sono pieni di avventurieri che si mantenevano con il poker texas holdem? Ma il mondo reale e quello virtuale non sono la stessa cosa.

Liberarsi da una dipendenza necessita di una forza che supera la semplice volontà, anche quando si è sufficientemente lucidi da riuscire ad ammettere di avere un problema. Possiamo illuderci che possiamo farcela da soli e in qualsiasi momento, invece persino ricorrendo ad un aiuto esterno non si è mai immuni dalle ricadute.

Nel prologo il Germano Dalcielo protagonista afferma che nel suo caso “la penna è stata catartica”: sarà per questo che sono in tanti a sognare di scrivere?

A cura di Claudia Peduzzi


Il giocatore di Germano Dalcielo, Leucotea edizioni, 100 pagg, 9.90 euro, in formato e-book a 1.99 euro

Voto 7/10




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