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12 novembre 2012

Ci sono un anarchico, un comunista ed un socialista...



Dopo la storiografia ed il teatro, ho deciso di provare Patrick Ourednik anche nel romanzo, per stabilire finalmente se sia un autore degno di nota o se con Europeana abbia solo avuto un colpo di fortuna. Così ho letto “Istante propizio, 1855”, il resoconto del sogno di un anarchico.


Nel Marzo del 1902 un ex militante anarchico scrive alla donna che gli ha spezzato il cuore quasi mezzo secolo prima il resoconto della sua esperienza nella fondazione di una colonia libera nel Brasile. Dopo un'introduzione in cui spiega i suoi ideali, le sue convinzioni e le sue disillusioni, lascia spazio al diario che ha tenuto durante quell'esperienza in cui si sono scontrati ideali anarchici, nazionalisti, socialisti e comunisti.

Ormai mi sembra chiaro che Ourednik sia un autore decisamente inusuale, se non nei contenuti, quanto meno nello stile. Questo suo romanzo è diviso in tre tronconi. Nel primo il protagonista racconta le vicende che lo hanno portato a scegliere di fondare una colonia libera in sudamerica, accenna all'esito disastroso dell'esperienza e racconta gli ideali che l'hanno spinto. Nel secondo riporta il diario del viaggio dall'Europa al Sudamerica, riportando i contrasti che già si erano creati ben prima di giungere a destinazione. Nel terzo sono presenti ben tre resoconti alternativi (immagino che l'intenzione dell'autore sia quella di lasciar scegliere al lettore quello che preferisce) di ciò che accadde sei mesi dopo l'arrivo nella nuova colonia.

Va da sé che il libro è scritto interamente secondo uno schema diaristico-epistolare, con un frequente uso del flusso di coscienza ed un ridottissimo ricorso alla punteggiatura, il che rende il testo decisamente poco scorrevole, anche in considerazione delle continue riflessioni politico-filosofiche e del registro linguistico piuttosto elevato: credo che l'unico altro autore che conosco che abbia mai usato il termine “atrabiliare” sia Cesare Lombroso.

Certamente il libro offre degli spunti di riflessione interessanti e ricostruisce bene il clima culturale e politico del Diciannovesimo secolo e l'ironia da finto tonto di Ourednik rende più gradevoli alcuni passi un po' ostici, ma resto dell'idea che ci vuole passione per la filosofia politica e per la scrittura dell'autore per apprezzare a pieno questo libro.

A cura di Diego



Istante propizio 1855 di Patrik Ourednik, Duepunti Edizioni, 144 pagg, 12,00 euro


Voto 7/10





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