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27 novembre 2012

CAM E SANDRO BONVISSUTO A WRITERS



I Blog Letterari, a beneplacito della critica giornalistica più attempata, esistono e si danno da fare e credo siano l’unica, vera, ventata di novità nel panorama letterario del nostro paese. Uno scossone che rischia di far vacillare, come del resto sta facendo il successo del fumetto nostrano, le poche certezze e le idee che le grandi si erano fatte del lettore italiano.

I blogger italiani scrivono, anticipano, partecipano e propongono,  e forse incidono sulle vendite, l’unico aspetto che pare possa interessare le case editrici italiane, preoccupate di non poter più gestire la critica letteraria che é stata sempre dalla loro parte. 

Dalla parte dei lettori e sopratutto a favore di una serie di tematiche sempre attuali, mai banali e originali si é sempre concentrato il lavoro di CAM, ConAltriMezzi, rivista letteraria che leggo da un pò e che ho avuto l’occasione di conoscere meglio grazie a Writers che mi ha permesso di incontrare di persona Antonio Lauriola e Alberto Bullado, parte del gruppo di studenti padovani che sono dietro a questo progetto.

Antonio ed Alberto, erano a Writers per presentare Prigioni, l’ultima iniziativa legata a Write not Die, la loro pubblicazione intereamente dedicata agli autori italiani under 30.

Un topos letterario che prende vita da un semplice riflessione sul mondo delle carceri, dai libri, dalla musica, dai film ad esse ispirati. Dall'ispirazione alla volontà di toccare con mano alcune realtà   come il carcere di Bollate, che ospita detenuti condannati a pene lunghissime e che si vedono costretti a rifondare, ricostruire la propria esistenza all’interno dei muri della struttura penitenziaria.

Muri visibili e invisibili popolano la vita e gli incubi di chi si trova costretto a condividere la sua esistenza con persone che non conosce.  Ed il rimando letterario a Gramsci, Dostoevskij, Genet, Foucault sono solo il punto di partenza per un'analisi che si fa più ampia ed invita tutti i giovani scrittori italiani a domandarsi, a raccontare le loro storie di reclusione.

Vite, luoghi fisici o metaforici attraverso i quali interrogarsi sulla validità del nostro sistema giuridico come forma preventiva al crimine o sulla condizione disumana in cui i detenuti vivono nelle carceri dei paesi civili.

Scrittori che hanno conosciuto l’esperienza del carcere o persone che non avrebbero mai preso in mano un penna se non fosse stato per l’esperienza detentiva che li ha coinvolti. Una penna per uscire dal carcere o per raccontarlo come é successo a Sandro Bonvissuto che, al fiano dei ragazi di Cam, é a Writers per raccontare Dentro, il libro edito Einaudi.

Sandro Bonvissuto con una buona dose di veemenza e la passione che lo animano racconta la sua esperienza nelle carceri italiane.

Lo scrittore non ha peli sulla lingua e non ha nessuna intenzione di andarci piano e di non dire la sua. Le carceri italiane sono infernali gironi danteschi e tutto parte proprio da quel muro. La consistenza perfetta che circonda la vita di ogni individuo che vive in un carcere. 

L’essenza stessa dell’involuzione umana, della condanna, del contenimento della potenza contenuta nell’umanità. Ed una dopo l’altra vengono raccontate le umiliazioni, la scoperta dell’altro con cui si é costretti a vivere, dell’amicizia, della vita e dell'amore e dell’unica via di fuga che sta nei messaggi verso l’esterno.

Un momento d'intenso coinvolgimento nel quale si é potuta constatare tutta la forza delle idee e dei giovani writers italiani che non smettono mai di raccontare il nostro paese.

A cura di Clara Raimondi


Write not die, AA.VV, Cam, 146 pagg, 13 euro

Dentro di Sandro Bonvissuto, Einaudi, 170 pagg, 17.50 euro, in formato e-book a 9.99 euro




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