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8 ottobre 2012

LA RIVALITA' TRA LETTERATURA E MATEMATICA



Da sempre esiste una sorta di rivalità tra amanti delle lettere ed estimatori della ferree logiche matematiche. In casa mia questa «guerra» vede da sempre schierati sugli opposti fronti i miei genitori, ma sono rimasta stupita quando mi sono resa conto di aver inconsciamente trovato un compromesso scegliendo architettura: la rappresentazione grafica è la più antica forma di scrittura e di comunicazione.


Purtroppo a queste deduzioni non arrivo mai per prima. Infatti, lo scrittore greco Apostolo Doxiadis ha dato alle stampe nel marzo di quest'anno un libro intitolato «Circles Disturbed» in cui prende in esame le interconnessioni tra matematica e letteratura. 

Il titolo richiama la presunta frase pronunciata da Archimede prima di essere ucciso da un soldato romano: «Noli turbare circulos meos», dove i circulos secondo alcuni sarebbero le figure geometriche che stava tracciando sulla sabbia, anche se personalmente sposo l'interpretazione del significato latino figurato: «non rompere». 

Il libro, a meno di non conoscere il greco, è attualmente disponibile solo in lingua inglese, ma nell'attesa gli amanti della matematica che non disdegnano la letteratura possono fare la conoscenza dell'autore leggendo il suo precedente romanzo «Zio Petros e la congettura di Goldbach». La congettura tra l'altro è sempre disponibile, ossia ancora in attesa di dimostrazione.

Avrei dovuto subito intuire la mia scarsa propensione per le scienze matematiche a favore delle scienze umane osservando che l'eventuale dimostrazione all'affermazione che «ogni numero pari maggiore di due è la somma di due numeri primi» mi lascia indifferente, mentre capire perchè dal 1742 menti altrimenti geniali sprechino ore di vita cercando di dimostrarla, è un mistero affascinante.

Che i matematici siano materia di studio interessante è ampiamente dimostrato dai personaggi famosi che compaiono nel romanzo. La resa, nonchè la rovina di Zio Petros, è causata dalle teorie di due contemporanei: Goedel e Turing. Il primo dichiara che qualsiasi teoria comprende per forza delle proposizioni indimostrabili, mentre il secondo rincara la dose affermando che a priori non si può stabilire quali problemi siano dimostrabili e quali non lo siano. 

Si trattava di due personaggi di grosso calibro e capisco che Zio Petros si sia lasciato influenzare dalle loro affermazioni, ma il fatto che uno si lascerà morire d'inedia per ipocondria e l'altro si suiciderà  mangiando una mela avvelenata (per la qual cosa Apple ancora ringrazia) non depone a favore della loro sanità mentale.

Assennatamente il nipote di Zio Petros rinuncerà  a perseverare nella follia riuscendo quasi a «guarire» anche lo zio, ma l'attrazione fatale esercitata dai numeri supera le capacità umane.

A cura di Claudia Peduzzi


Zio Petros e la congettura di Goldbach di Apostolof Doxiadis, Bompiani, 144 pagg, 8.00 euro

Voto: 7,5/10




2 commenti:

Diego Rosato ha detto...

Per quanto riguarda Godel, penso sia abbastanza difficile affermarne la sanità mentale, ma i motivi del suicidio di Turing e del mezzo scelto sono ben lontani dalla follia.
E stiamo comunque parlando di due menti geniali!

Claudia Peduzzi ha detto...

Genio e follia vanno quasi sempre a braccetto. Tanto ci pensa la teoria della relatività ad aggiustare tutto!

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