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5 ottobre 2012

IL QUATTROCENTO DELLA FORTES



A volte mi chiedo cosa le persone cerchino nei libri. I pessimi giudizi dei lettori, che ho trovato in rete riguardo questo romanzo non rendono giustizia a quella che null’altro vuol essere se non una storia di fantasia. 


Premesso che l’ho letto in spiaggia e che lo classifico tra le «letture da ombrellone» mi ha coinvolto a sufficienza per finirlo in poco più di una giornata lasciandomi discretamente soddisfatta. Può darsi che qualcuno si sia lasciato ingannare dal titolo e l’abbia scambiato per un trattato di storia, in quel caso posso capire la delusione. 

A suo modo la Fortes, che e’ pur sempre una storica «vera», ha fatto delle scelte coraggiose. Innanzitutto ha cercato di sfuggire al dictat in base al quale in un romanzo che si rispetti ci deve essere per forza una storia d’amore. La storia c’e’, ma e’ scomoda e porta a pensare «ma era proprio necessaria?» Francamente non ho risolto il quesito. Il pensiero che avrei preferito non ci fosse instilla in me il sospetto di essere eccessivamente borghese e la parte razionale di me ovviamente rifiuta questa classificazione. Lascio che ognuno decida in base al proprio codice morale.

Dal punto di vista strettamente storico a molti non e’ piaciuto veder messa in dubbio l’onesta’ di Federico da Montefeltro. Ho trovato invece molto intrigante l’idea che il suo classico ritratto di profilo sia emblematico del fatto che oltre alla «faccia buona» ne nascondesse anche una «cattiva». Fatto che del resto, vista l’epoca, e’ del tutto plausibile. 

I noti eventi della primavera del 1478, la congiura dei Pazzi e l’attentato a Lorenzo il Magnifico, si intrecciano a quelli odierni seguendo il filo di un dipinto e di un pittore immaginari. Il fatto che si tratti di pura fantasia e’ enfatizzato dalla scelta di un simbolismo grottesco, come la rucola e il lupo (ovviamente cattivo come quello di Cappuccetto Rosso), che richiama con sottile sense of humor il filone Dan Brown. Probabilmente solo la mia anima British mi ha permesso di vederne il lato umoristico visto che tutti affermano si tratti di scelte ridicole. 

Certo l’autrice spagnola non e’ particolarmente tenera con l’Italia e si diverte a dissacrare i suoi personaggi famosi, non ultimo Leonardo da Vinci che descrive come un ragazzetto un po’ frick, che veste di viola e coltiva strani interessi da nerd. Perche’ offendersi? 

In effetti PRIMA di essere quello che Leonardo rappresenta oggi per noi per i suoi contemporanei sarà senza dubbio stato un adolescente un po’ strano....Uno dei suoi aforismi preferiti, non a caso citato nel romanzo, afferma «Appariranno figure colossali dalle sembianze umane, simili a giganti, ma più ti avvicinerai più la loro enorme statura diminuirà».

A cura di Claudia Peduzzi


Quattrocento di Susana Fortes, TEA, 384 pagg, 10.00 euro, in formato e-book a 6.99 euro

Voto: 6,5/10





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