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30 settembre 2012

TANTO CALDO DA TOGLIERE IL FIATO



Beh, che io non sia una grande appassionato di giallo, noir, thriller ed horror ormai non dovrebbe essere un mistero per voi. Però Clara ormai un po' mi conosce e così mi ha detto che del libro di Massimo Carlotto me ne sarei occupato io, io che di solito non vado oltre Carlo Lucarelli e che ho letto la trilogia di Fabio Montale quasi per caso. Ed in effetti “Respiro corto”, il romanzo oggetto della presentazione, ha se non altro in comune con le opere di Izzo l'ambientazione Marsigliese, anche se, preciserà l'autore, della Marsiglia dello scrittore italo-francese restano i luoghi, ma le atmosfere, che pure Carlotto aveva apprezzato tanto da caldeggiare la traduzione di Izzo nella nostra lingua, sono cambiate.

La presentazione si apre con un'introduzione di Gian Luca Campagna e dell'assessore Fabio Bianchi sull'importanza degli eventi come Giallo Latino per la promozione di una cultura contestualizzata nel territorio e su questo l'autore si mostra subito d'accordo, ricordando come gli scrittori italiani contemporanei, cosa spesso riconosciuta loro anche all'estero, sono riusciti a sviluppare una letteratura in cui il territorio è un vero e proprio personaggio.

In questa sua ultima opera lo scrittore padovano si distacca tuttavia dal suo territorio preferito, quel nord-est italiano la cui criminalità definisce come una macchina perfetta, per spostarsi nella Marsiglia dei giorni nostri, una città in preda alla più sanguinosa guerriglia tra gang rivali, una faida tra vecchie e nuove bande criminali di cui in Italia si parla pochissimo. A tal proposito l'autore propone agli intervenuti di dare uno sguardo agli articoli presenti sul suo profilo Pinterest.

La ricerca, il fatto di cronaca, il volto, l'intervista: sono questi, infatti, gli stimoli di cui la scrittura di Carlotto si ciba. Così come questo romanzo nasce dall'aver scoperto che i pellet per la sua stufa sono radiattivi perché prodotti a Cernobyl, così la poliziotta B. B. è ispirata ad un volto incontrato durante la ricerca di ispirazione sui personaggi per il suo libro.

Dopo qualche pittoresco exploit di Andrea Pinketts, la notizia che gela i presenti: interrogato in proposito, l'autore annuncia che la prossima avventura del suo personaggio più famoso, l'Alligatore, non verrà alle stampe prima del 2015. Tra i piani futuri dell'autore c'è invece la pubblicazione a gennaio di una piccola antologia in collaborazione con De Cataldo e Carofiglio sulla cocaina e di un romanzo scritto a quattro mani ad Aprile, mentre continua la sua attività di gestione della collana Sabot/Age per la E/O Edizioni.


Parlando dell'Alligatore, personaggio in continuo divenire, il suo creatore racconta due aneddoti. Il primo riguarda l'errata convinzione della stampa spagnola che il suo romanzo “Arrivederci, amore, ciao” fosse ispirato alla sua vita, equivoco che gli è costato non poca ostilità, finché non è stato chiarito, mentre il secondo il fatto che alcuni lettori considerino il personaggio Max La Memoria l'alter ego letterario dell'autore. Entrambi gli episodi sono dovuti alla richiesta dell'intervistatore di quale sia il personaggio di Carlotto che meglio rappresenta Carlotto ed entrambi servono all'autore per rispondere “Nessuno!”

Al termine della presentazione, ci piacerebbe fare due chiacchiere con l'autore padovano, che sarebbe anche così gentile da concederci un'intervista, ma il tempo a disposizione è troppo poco e così rimandiamo, magari a dopo che avrò letto il suo libro...

A cura di Diego


Respiro Corto di Massimo Carlotto, Einaudi, 216 pagg, 17,00 euro



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