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20 settembre 2012

LE ARANCE DI DUBAI



Ho trovato questo bel romanzo grazie al sito "La banda del book", che con la rubrica «Correvoce» consente di scaricare gratuitamente libri non ancora o appena pubblicati chiedendo in cambio di recensirli entro 30 giorni su Anobii o altri siti analoghi. 

Solo dopo ogni recensione e’possibile richiedere un nuovo libro. La prima esperienza e’ stata pessima, ma "Le arance di Dubai" meritano davvero una nota di merito, se non altro per l’idea originale.

Siamo nel 2048 - data che sembra più lontana di quanto non sia in realtà - e sono passati 32 anni da quando l'Italia, per far fronte alla crisi economica, ha venduto all'asta la Sicilia, acquistata dagli arabi. Non tutti i siciliani accettarono di buon grado il passaggio di proprietà e tra essi vi fu anche la famiglia del protagonista, il cardiochirurgo pediatrico Paolo Manfredi, all'epoca 18enne neo diplomato. 

Seguendo il suo percorso di studi tutta la famiglia si trasferì prima a Torino e poi a Boston, per stabilirsi infine a Parigi, dove il dottore ora 50enne esercita la sua professione, dove sono nati e cresciuti i suoi figli, dove sono sepolti i suoi genitori. Proprio in occasione del 50esimo compleanno la moglie, con la complicità dei figli adolescenti, regala al marito, a dire il vero piuttosto riottoso, questo viaggio nostalgico per ritrovare gli amici d'infanzia e vedere le conseguenze "dell’occupazione straniera".

Partito decisamente prevenuto il dott. Manfredi resta non solo colpito dalle piacevoli trasformazioni occorse all’ambiente (pulizia, ordine, valorizzazione del patrimonio storico-artistico), ma anche e soprattutto dalla pacifica e sorprendente integrazione avvenuta tra le due etnie. Ma la sua mente analitica trova subito la risposta «Era nel nostro destino, credo, tornare agli arabi, che un tempo ci hanno conquistato con la forza e, a distanza di secoli, legittimamente acquistati senza spargimenti di sangue»

Vorrei far leggere questa citazione alla mia professoressa d’italiano delle medie, che per aver espresso analogo pensiero in un tema mi "gratifico’" con un inclassificabile, convoco’ i miei genitori e disse a mia madre che al massimo nella vita avrei potuto fare la parrucchiera .....per altro la rimprovero sempre di non aver seguito il consiglio. Di certo ora sarei proprietaria di una catena di negozi da far impallidire Jean Louis David.

Tornando al nostro protagonista il viaggio diventa un mezzo per rivedere il passato e soprattutto per prendere coscienza «degli atti mancati del dott. Manfredi» co-protagonisti una volta la moglie, un’altra i figli, i genitori, i colleghi di lavoro, i pazienti.....L’ambientazione nel futuro a questo punto diventa irrilevante.

Quando si parla di rapporti umani e sentimenti il tempo e’ del tutto relativo. Francamente se devo fare un appunto all’autrice e’ proprio sulla cronologia. Se da un lato la collocazione nel futuro serve a giustificare il passaggio di proprietà dell’isola, dall’altro e’ ridicolo pensare che tra più di 30 anni si dirà ancora «lo sai che sono su facebook» e l’i-pad spero sarà stato sostituito da qualche cosa di più performante.   

Nel complesso una lettura interessante. 

A cura di Claudia Peduzzi

Voto 7,5/10


Le arance di Dubai di Cristina Costa potete leggerlo gratuitamente se aderite all'iniziativa di Correvoce o acquistarlo on line al prezzo di 14.50 euro, per 176 pagg.


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