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28 agosto 2012

ZERO DAY



Ci sono libri che fanno addormentare, altri che tengono svegli con l’adrenalina a mille .....questo non vi farà MAI PIU’ dormire come prima.

Zero day e’ il termine informatico per identificare le «anomalie», tecnicamente «bugs», dei programmi, per le quali non e’ stata ancora trovata una soluzione e che nel frattempo gli hacker riescono a sfruttare per introdurre i loro virus nei sistemi operativi.

Mark Russinovich non e’ propriamente uno scrittore, bensì uno dei maggiori esperti mondiali di sistemi operativi sviluppati da Microsoft, compagnia per cui lavora, e le sue applicazioni sono utilizzate non solo da aziende private, ma anche da agenzie governative in tutto il mondo. 

Il suo romanzo e’ stato definito non «fantascienza», ma «science fact». Come ricorda l’autore stesso in un passaggio anche Pearl Harbor e l’attentato dell’9/11 erano ritenuti impossibili ....fin che non sono diventati storia. Il fatto che non si siano ancora verificati attacchi di cyber terrorismo non ne esclude la possibilità. E’ solo questione di tempo. L’autore vuole mettere in guardia non solo dalla ormai inevitabile dipendenza dalla rete, ma soprattutto dalla mancanza di sicurezza della stessa. I pericoli invisibili sono sempre i più subdoli.

Il protagonista e’ un’esperto di sicurezza informatica. Ex agente governativo si e’ messo in proprio dopo che il suo «capo» ha ignorato gli indizi che gli aveva sottoposto e che preannunciavano gli attentati dell’undici settembre. Credo che l’autore abbia deciso di scrivere questo romanzo proprio per bypassare l’ottusità di chi sta ai vertici - insinuando altresì che potrebbero anche avere la loro bella convenienza a tenere gli occhi chiusi - per parlare a noi, massa di profani pericolosissima in quanto con i nostri indifesi computer di casa costituiamo una manna per gli hacker che, a nostra insaputa, ci utilizzano come un’autostrada per raggiungere i propri obiettivi. Non a caso il prossimo romanzo dell’autore, in uscita il sei settembre, s’intitola «Cavallo di Troia».

Russinovich non e’ catastrofista e il suo eroe non assomiglia al Tom Cruise di Mission Impossible. Gli scenari ipotizzati in caso di collasso del sistema operativo sono molteplici, ma l'accento piu’ che sui disastri viene posto sui tanti uomini che, al posto giusto al momento giusto, hanno il coraggio di prendere una decisione «umana», scavalcando in quel momento i vari protocolli stabiliti dalle compagnie. Se tanti errori in passato sono stati imputati al «fattore umano», altrettanti potrebbero accadere in futuro per il «fattore automazione». 

In sostanza il messaggio e’: non confidate troppo nell’automazione, investite nella protezione delle vostre connessioni e fate sempre i backup. 

Il libro, uscito nei primi mesi del 2012, e’ purtroppo disponibile solo in lingua originale. Ritengo che dovrebbe essere tradotto in tutte le lingue per sensibilizzare il maggior numero di persone possibile.

A cura di Claudia Peduzzi


Zero Day di Mark Russinovich, Corsair, lingua inglse, 0.99 euro

Voto 8.5/10





2 commenti:

Claudia Peduzzi ha detto...

La prima cosa che ho fatto questa mattina, rientrata dalle vacanze dove ho letto questo libro, ho upgradato il mio antivirus (free) con uno a pagamento. Proteggete i vostri computer VI PREGO!!! (che Russinovich faccia della pubblicita' occulta?.....meglio non rischiare)

Anonimo ha detto...

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