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31 agosto 2012

LA MIA PALESTRA



La palestra come luogo culto per alcuni fissati, come forca caudina per alcuni pigri iscritti a forza che nel giro di quattro o cinque sedute lasceranno perdere e non ci andranno mai più; ma anche luogo criticato, colpevole di contribuire all'autismo sociale insieme alle cuffie dell'ipod e ai siti d'incontri su internet. 

Io sono entrato in palestra per la prima volta 10 anni fa. Andato in fumo il tennis a causa della scuola, che mi assorbiva il 90% del tempo e il 99% della salute mentale, mi trovavo nella necessità di condensare i miei sforzi in un'attività molto concentrata, flessibile come orari, sganciata da scadenze e obblighi. Perché io senza attività fisica non so stare (e a maggior ragione da adolescente), e la palestra dà la possibilità di allenare ogni muscolo del corpo in qualsiasi stagione, con qualsiasi tempo e con un alto tasso di intensità. 

Ho un modo tutto mio di intendere il fitness, lo so. A me importa prima di tutto stancarmi, in qualche modo bruciarmi, ma questa è un'altra storia. 

Meglio soffermarsi su un altro particolare: in palestra vengono molte idee, i pensieri viaggiano ad alta velocità, e di pari passo si impara a conoscersi meglio. Si controllano meglio i movimenti muscolari, si 'scoprono' molte funzioni del corpo per la prima volta in assoluto. 

E poi si incontrano persone. Non è vero che è un porto franco per gente isolata, tutto dipende da come si interpreta quel tempo e quello spazio. Si può decidere di non salutare nessuno, di infilarsi un paio di cuffie nell'orecchio e chiudersi a riccio, ma si può anche scegliere di scambiare due parole, di osservare, di capire le abitudini. La palestra, in un certo senso, è anche un luogo privilegiato di osservazione. Difficile trovare tanta gente tanto diversa tutta nello stesso luogo, e per di più impegnata in attività inusuali, in pose non sempre plastiche, in movimenti non proprio eleganti. Perché in palestra si è più nudi, in tutti i sensi. Cadono in un certo senso alcune barriere sociali che per la strada sono più alte di una palizzata: quando corri sei uguale a tutti gli altri; quando sei incapace di allenare i tricipiti lo sei nello stesso modo di uno stimato avvocato o di un pizzaiolo. La natura fisica, che poi è un'attitudine mentale, prende il sopravvento su tutto. 

Ecco perché credo che la palestra sia a suo modo un momento di realtà non mediata. Un momento in cui le finzioni tendono a venire meno, e volenti o nolenti siamo costretti a lasciare spazio al corpo in quanto tutt'uno con la nostra mente. 

In tanti anni ho visto gente che è passata e se ne è andata. Ragazzini che hanno avuto esplosioni muscolari sospette, santoni da due lire che predicavano diete a base di alghe di mare e sfiancanti maratone con i mattoni in groppa. Esperti del niente, millantatori, sbruffoni. Ma anche ragazzi e ragazze di rara simpatia, che un po' alla volta hanno condiviso con me passioni e speranze, confessioni e delusioni. Perché ridendo e scherzando in dieci anni ne succedono di cose. E se tutto è cominciato come un ripiego – vista l'impossibilità di continuare a praticare uno sport tradizionale – alla lunga la palestra è diventata una consuetudine non priva di aspetti piacevoli, come le compagnie che si sono consolidate nel tempo o per l'appunto quel girovagare tra pensieri e suggestioni che Pascal si ritagliava al parco e io, fatte le dovute proporzioni, mi prendo tra una serie di panca e una di deltoide. 

Certo a volte sembra strano allenarsi in vista del nulla. Non una finalità precisa, non un impegno ben chiaro. Ma far quadrare i conti con se stessi, almeno nel mio caso, passa anche attraverso ingaggiare una lotta con il corpo, dove il premio non è una coppa o una medaglia, ma sentirsi, capirsi un po' meglio. 

Mi viene da dire che la palestra è quasi una scusa per concentrarsi meglio, e chiudersi al mondo solo per aprirsi poi con maggiore lucidità. Ma qui, forse, sto esagerando. 

A cura di Ariberto Terragni, visitate il suo Quaderno Sepolto


Pensieri di Blaise Pascal, Demetra, 4.50 euro, in formato ebook (perfetto per la palestra) 1.49 euro

2 commenti:

Claudia Peduzzi ha detto...

Sottoscrivo ogni parola. Io sono più vecchia, ci sono entrata 18 anni fa e ormai faccio parte dell'arredo.....

Ariberto Terragni ha detto...

Allora mi puoi capire meglio di tutti quelli che puntualmente, al sentir nominare la palestra, ti dicono: "Ah, ma io preferisco l'attività all'aria aperta!". Bravo, vai a correre in mezzo al ghiaccio di gennaio allora, campione...

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