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21 agosto 2012

FELICEMENTE ATTACCATA A JANE AUSTEN



«Non c’e’ felicita’ nell’amore tranne che alla fine di un romanzo inglese»


Madeleine, la protagonista femminile di «La trama del matrimonio», ama i romanzi vittoriani, perché i personaggi agiscono in luoghi e situazioni simili al mondo reale e questo le infonde sicurezza. Ma solo le persone «comuni» possono darsi un tono citando nomi conosciuti, i cosiddetti classici. 

In un college americano nei primi anni ’80 una studentessa di lettere che si rispetti deve padroneggiare nomi sconosciuti ai più. Tra i coetanei di Madeleine va per la maggiore Deridda autore di «Della Grammatologia» e strenuo oppositore dell’idea che un libro debba necessariamente parlare di qualche cosa. 

Madeleine s’iscrive quindi ad un corso di teoria semiotica e, benché ritenga che equivalga a correre portando dei pesi, lo segue fiduciosa che la perseveranza sia l’unico modo per superare i momenti in cui gli altri «ti fanno sentire piccola e non amata e ti rubano la fiducia in te stessa». Al corso conosce Leonard, brillante studente di scienze, e subisce il fascino del suo strano carisma. 

Accecata dall’infatuazione non si rende conto che si tratta solo dei sintomi di una psicosi maniaco depressiva, ma del resto anche quando e’ costretta a prenderne atto da classica eroina vittoriana e’ convinta  (ovviamente a torto) che la forza del suo amore possa salvarlo. La relazione tra Leonard e Madeleine e’ catalizzata dalla figura di Mitchell Grammaticus, una specie di alter ego dell’autore, segretamente innamorato di Madeleine fin dal primo anno, ma sempre «al posto sbagliato nel momento sbagliato». 

Sviluppando questo triangolo amoroso Eugenides vuole dimostrare che la letteratura romanzesca non e’ superata e che i soggetti tradizionali, in primo luogo il matrimonio, possono essere rivisti in chiave moderna. Direi che può ritenersi soddisfatto dal risultato, benché per noi la sua «trama» risulti eccessivamente americana. Non abbiamo la stessa organizzazione scolastica, ne’ tanto meno famigliare, ed e’ quindi difficile per noi identificarci o riconoscere delle analogie nella struttura sociale descritta. 

Possiamo invece facilmente condividere e comprendere le «relazioni umane» tra i protagonisti, basate su quel sentimento universale che e’ l’amore e che non conosce ne’ razza, ne’ religione, ne’ status sociale. Non ho fatto fatica a rispecchiarmi in Madeleine, che Eugenides per altro non tratteggia con particolare simpatia, sentimento che riserva chiaramente a Mitchell, che non a caso ho definito il suo «alter ego» (ipotesi che a mio avviso trova conferma nella comune origine greca).

Coerentemente con l’idea di partenza l’happy end in «La Trama del matrimonio» non ricalca quello di un romanzo di Jane Austen, ma ciò non toglie che lo sia. 

A cura di Claudia Peduzzi


La trama del matrimonio di Jeffrey Eugenides, Mondadori, 478 pagg, 20.00 euro, in formato e-book a 9.99 euro

Voto: 8

1 commenti:

Claudia Peduzzi ha detto...

Ho notato che e' stato etichettato come libri al femminile. In realta' no lo definirei come tale, forse il titolo trae in inganno. L'ho comprato perche' era stato consigliato su twitter da Beppe Severgnini. Eugenides non e' uno scrittore per signore. Per capirci e' lo stesso delle Vergini suicide e di Middlesex.

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