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8 luglio 2012

“Slow food”: viva la porchetta, abbasso il McDonald’s!



Il primo incontro della seconda giornata verte principalmente sulla presentazione del catalogo Slow Food Editore in tutte le sue sfaccettature da parte di Stefano Asaro, consigliere nazionale e Tommaso Iacovacci, coordinatore provinciale. L’avventura editoriale di Slow Food nasce nel 1990 per dare concretezza ad un progetto: nasce “Osterie d’Italia”, sussidiario del mangiar bene!


Negli anni ’90 il panorama gastronomico italiano era orientato alla ricerca dei piatti più esclusivi e moderni. “Osterie d’Italia” evidenzia invece un aspetto totalmente diverso ovvero quello delle ricette tradizionali. Diretta conseguenza la nascita di un progetto orientato non solo alla cucina ma anche alla costruzione di itinerari gastronomici: ecco a voi la collana “Itinerari Slow”.

La “Guida agli Extravergini” nasce invece per valorizzare un’altra importante realtà, quella dell’olio d’oliva doc. Un buon piatto si realizza infatti anche con un olio di alta qualità. In particolare il nostro territorio possiede una varietà locale di alta qualità, la varietà itrana capace di produrre un ottimo olio.

Ma la caratteristica fondamentale che distingue Slow Food Editore da quella serie infinita di libri di cucina estremamente di moda (Benedetta Parodi si senta chiamata in causa), è proprio il movimento di cultura alimentare che c’è alla base. Non c’è competizione, anche perché la Parodi non fa gastronomia, bensì la ricerca di una strada indipendente che porterà in autunno alla realizzazione di un progetto di Suola di Cucina secondo Slow Food. 

Questo ragionamento era stato già fatto 3 anni fa quando si è rotto il sodalizio con Gambero Rosso con la successiva pubblicazione di “Slow Wine” (in ottobre l’edizione 2012). Decisione nata dalla volontà di parlare non solo di vini ma di vignaioli e di vigne. Il vino infatti è una conseguenza del lavoro dell’uomo e delle qualità della sua vigna. E’ importante parlare delle persone, altrimenti si rischia di realizzare un banale elenco di prodotti.

Tra tante belle parole una persona dal pubblico si alza e raggela la situazione ricordandoci la dura legge di mercato: la redditività dei prodotti agricoli. Il consumatore medio compra in base all’aspetto, e la bontà del prodotto è un valore accessorio. In genere a fronte di un prodotto salubre, la produzione è minore ed il costo si alza. E’ necessario quindi ripartire dal basso, rieducando le nuove generazioni all’importanza dell’agricoltura.

Slow Food editore risponde a questa esigenza con la pubblicazione “Il piacere dell’orto” che punta l’attenzione sull’origine degli alimenti che arrivano in tavola. Mangiare è il primo atto agricolo: noi coltiviamo ciò che scegliamo di mangiare. E questo è il motivo per cui Slow Food ha iniziato un progetto nelle scuole materne e elementari, “Orti in Condotta” per far riavvicinare i bimbi alla coltivazione dei campi.

Le idee ci sono. Adesso bisogna solo impegnarsi a realizzarle.
E l’incontro si conclude a tarallucci e vino, anzi a pane e olio!

A cura di Eleonora


Osterie d'Italia di M. Bolasco, E. Signorini, Slow Food, 928 pagg, 22.00 euro


Slow Wine di G. Gariglio, F. Giavedoni, Slow Food Editore, 1216 pagg, 22.00 euro


Guida agli extravergini 2012 di Aa.Vv, Slow Food Editore, 448 pagg, 14.50 euro


Il piacere dell'orto di Alberto Arossa, Paolo Bolzacchini, Ezio Giraudo, A.M Piana, Slow Food Editore, 256 pagg, 16.50 euro

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