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25 luglio 2012

RASCHIARE IL FONDO DEL BARILE


Per quanto riguarda la letteratura, sono un romantico... No, non parlo delle trame, ma delle vicende editoriali. A me piacciono quei libri scritti da autori semi-sconosciuti (ma anche affermati), che magari escono un po' in sordina, ma, col passaparola dei lettori e magari una bella recensione su Reader's Bench, si diffondono a macchia d'olio e diventano successi editoriali. 


Più che di romanticismo, si tratta di passione per la lettura, una passione che condivido con voi che mi leggete e per cui preferisco che ad avere successo siano i libri che ci piacciono. Perché noi lettori siamo così: potremmo avere mille difetti, ma tutti amiamo parlare dei nostri libri preferiti, sponsorizzarli, difenderli a spada tratta, magari anche in modo troppo veemente.

Forse per questo sono un po' (diciamo pure molto) restio al marketing nell'editoria. Sono consapevole che un libro sia comunque un prodotto e come tale è trattato dalle case editrici, società a fini di lucro, ma, quando vedo la ricerca del clamore ad ogni costo, mi sento preso in giro e la prendo sul personale.

Secondo quando racconta la Corbaccio in una pagina Facebook dedicata, un agente letterario l'avrebbe contattata per conto di un misterioso Emilio Martini, pseudonimo di uno scrittore che vuole restare anonimo. Il romanzo presentato, “La regina del catrame”, guarda caso, è un giallo e si sa che il protagonista è un certo commissario Bertè, poliziotto e scrittore. Ma ciò di cui più si parla, o almeno si dovrebbe parlare, è il mistero che circonda l'identità dell'autore. 

La casa editrice ha anche lanciato la sfida di scoprire chi egli sia, con tanto di indizi, per incuriosire i potenziali lettori che magari, spinti dallo spirito di competizione che spesso anima i lettori di gialli, leggeranno avidamente il libro per scovarvi ulteriori indizi.

Magari il libro è bello, magari la storia del poliziotto maledetto che ha degli scheletri nell'armadio ed un trasferimento alle spalle per motivi disciplinari non è solo l'ennesimo abuso del cliché, magari il fantomatico Emilio Martini ha una bella scrittura... Magari sì, ma prima di decidere se leggere un giallo, che non è il mio genere preferito, aspetterò di leggere i commenti entusiasti degli appassionati del genere, un caldo suggerimento da un amico fidato o un'ottima recensione.

Io dal canto mio in fondo li sto anche aiutando: sto dando loro più visibilità di quanta sarei normalmente disposto a concedere ad un “caso editoriale” che ha poco a che fare con la bellezza del libro.


A cura di Diego Rosato





La regina del catrame di Emilio Martini, Corbaccio, 132 pagg, 8,90 euro

1 commenti:

Claudia Peduzzi ha detto...

Se me lo regalassero lo leggerei ......dal mio punto di vista la miglior promozione è questa: libro gratis per un periodo limitato di tempo con preghiera di parlarne ad altri (possibilmente nel bene...).

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