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3 luglio 2012

L'ISOLA DELLO SGOMENTO



Finalmente un nuovo thriller svedese all'altezza delle aspettative e non l'ennesima brutta copia  di Mankell.


Tra le righe del romanzo s'intravede la Svezia autentica, quella non immune dai sentimenti xenofobi e dall'estremismo di destra, lo stesso che lo scorso luglio ha armato la mano del norvegese Breivik. 

Fa rabbrividire osservare che il romanzo, tradotto solo ora in italiano, sia stato pubblicato in patria nel 2006 con il titolo originale di Terror

La vicenda è cronologicamente ambientata nel 2004 nei giorni della festa di San Giovanni (25 giugno), che ho scoperto essere festa nazionale svedese con festeggiamenti superiori persino al Natale. E' usanza decorare l'albero in giardino e mangiare le arringhe cucinate in tanti di quei modi, che noi umani non possiamo neanche immaginare. Considerato che la temperatura in quei giorni si aggira attorno ai 14 gradi non è difficile immaginare come mai preferiscano festeggiare il solstizio d'estate rispetto a quello d'inverno. 

L'isola di Gotland (lett. Terra di Dio, da cui il titolo italiano) è una meta turistica molto gettonataed è piena di seconde case dalle quali si può uscire direttamente su splendide spiagge di sabbia bianca...peccato che la descrizione comprenda anche il dato della temperatura dell'acqua:16°. La specifica che nel corso della giornata migliorerà non mi sembra significativo.

Queste brevi osservazioni su costume (non da bagno visto la temperatura) e società potrebbero sembrare irrilevanti e non pertinenti visto che stiamo parlando di un thriller, ma a me piace guardare sempre oltre alle apparenze. E le apparenze ingannano. 

Una giovane coppia di “stranieri” viene brutalmente uccisa nella graziosa casetta sulla spiaggia, che hanno appena preso in affitto, sotto gli occhi atterriti del cugino di lei, che non visto, riesce a fuggire. Ma sono “stranieri” solo all'apparenza. Sono nati in Svezia da famiglie di immigrati egiziani, ma non sono né poveri, né ignoranti. Al contrario sono studenti universitari di buona famiglia, che vestono firmato e girano con un'auto sportiva. Anche il cugino appena arrivato è nato in Svezia. 

Il padre, un docente universitario, è ritornato dopo pochi anni in patria, ma Said vuole frequentare l'università a Stoccolma. A dire il vero il suo viaggio verso la Svezia si è rivelato molto movimentato. La tappa a Theran per salutare un amico d'infanzia si è trasformata in un incubo.  Mohammad si è convertito alla Jihad e vorrebbe convincere anche lui. L'integralismo islamico non è nel DNA di Said, che riparte in fretta alla volta della Svezia, terrorizzato dagli avvertimenti dell'ex-amico, che lo mette in guardia contro i tentacoli dei servizi segreti. Al primo colpo di fucile Said si sente perduto e scappa sentendosi braccato come un animale. In realtà lo sarà ben presto, ma dalla polizia svedese che lo vorrebbe interrogare come unico testimone, nonché sospetto terrorista.

La polizia svedese, nonostante i problemi famigliari tra divorzi, tradimenti, figli a carico e dura vita da single, fa bella figura, gli ospedali sembrano il paradiso terrestre, mentre i politici escono dalla vicenda un po' acciaccati.

Un romanzo piacevole dove si trovano sia suspance, che belle descrizioni dell'ambiente e della società scandinava.

A cura di Claudia Peduzzi



Gotland, l'isola di Dio, Fazi, 380 pagg, 9.90 euro in formato e-book a 4.99 euro

Voto 7/10


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