Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

17 luglio 2012

IL SAPORE DELL TERRA


Michela Murgia intinge la sua penna d’oca nel vivo della sua terra, quella misteriosa e ancora sconosciuta che è la Sardegna. Dagli atlanti, ai libri di storia, fino ad arrivare ai manuali di linguistica la Sardegna è stata sempre considerata a parte.


Un universo, un satellite sconosciuto che la scrittrice tenta di farci conoscere nel suo primo, grande, libro di successo.

Una storia che attinge nel mitico serbatoio delle tradizioni popolari, quelle che fino a qualche decennio fa costellavano il mondo dei nostri nonni. Michela Murgia le riporta a galla, forse favorita da un contatto più vicino al passato della sua terra o forse per la sua innata passione per l’indagine e la descrizione.

Perché il racconto di Accabadora illumina come flash il buio riconsegnandoci, intatto, un mondo che a tutti i costi vogliono farci dimenticare. Un mondo fatto di consuetudini, di leggi non scritte di cui abbiamo perso il significato.

Se fossimo stati attenti ai racconti dei nostri nonni o solo più curiosi avremmo scoperto che essi erano ricchi di Accabadore e fill e'anima. Ogni regione e dialetto ha dato ad entrambi le figure un nome e una connotazione e l’autrice ha avuto l’immenso merito di farcele scoprire.

Così la storia di Maria e Tzia Bonaria è accumulabile a quella di centinaia di altre donne vittime della solitudine che tingeva le gonne, e i copricapo di un’aurea magica.

Di questa strana atmosfera sono impegnate le pagine di un racconto che vi farà restare invischiati in una sorta di liquido primordiale appiccicoso e delizioso allo stesso tempo. Il dialetto o i termini in lingua (perché di un vero e proprio idioma dobbiamo parlare) non precludono la lettura, anzi, la arricchiscono sempre di più.

Solo attenzione per il passato e per una dimensione atemporale? Assolutamente no! 

Se si parla di recupero non si può non considerare il prolungamento e soprattutto i germi del presente che già covano nel passato. Tzia Bonaria è una femminista ante litteram così legata alla tradizione ma già in grado di capire che la salvezza di Maria risieda nella scuola e nella sua emancipazione.

Una donna la cui storia intreccerà temi così attuali come l’eutanasia. Un giallo che riscrive tutto quello che di questo genere avete letto o lo riporta ai suoi antichi valori fondanti: il fatto di essere popolare e quello di svelare il vero volto di un crimine.

Se di vero crimine si tratta (ancora qui sentiamo il peso di chi ci ha detto cosa fosse) lo scoprirete solo leggendo questo piccolo capolavoro.

Per tutti quelli che hanno voglia di riscoprire i racconti che legavano le persone intorno alle storie e alle voci di chi li narrava.

A cura di Clara Raimondi



Accabadora di Michela Murgia, Einaudi, 164 pagg, 13.00 euro


Voto 9/10


0 commenti:

Posta un commento

Lascia un commento!