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10 luglio 2012

GENERAZIONE FOTOGRAFIA



Postcart, la casa editrice romana specializzata in fotografia, arriva a Culture Pop per presentare due autori di punta ma anche la rivista RVM.


La presentazione si apre con Irene Alison che presenta “My Generation”: 10 storie di  fotografi, 10 ragazzi della mia generazione e di tutti quelli nati tra la fine degli anni 70 e gli anni 80. Una generazione che doveva costruire il futuro e ma che deve fare i conti con lo spettro del “precariato”.

Il mestiere del fotografo è un mestiere precario, giorni e giorni a scattare foto che possono diventare delle pietre miliari , oppure possono venire bellamente scartate e buttate nella spazzatura., ma oramai tutte le categorie lavorative sono diventate precarie e per i giovani le prospettive del futuro non sono rosee. Quindi questo libro è anche un modo di raccontare la nostra generazione precaria per dimostrare chi siamo e cosa siamo in grado di fare aldilà delle scelte fatte dagli altri che siamo costretti a subire.

Dieci fotografi italiani, ognuno dei quali ha ricevuto riconoscimenti e premi come ad esempio Pietro Masturzo, vincitore del World Press Photo 2011, oppure Simona Ghizzoni che vinse anch’essa un premio nel 2008, sempre per la categoria ritratti per il World Presso Photo.

Per ogni fotografo ci sono delle interviste in cui si scoprono le esperienze che hanno avuto i fotografi e li hanno portati a scattare proprio quelle foto. Una espressioni che ha spesso ripetuto Irene Alison, riguardava il sedimentarsi di esperienze e conoscenze sugli occhi di questi fotografi. Il che voleva dire che ogni foto, oltre a essere frutto di un attento lavoro di pianificazione, è anche un frutto di un’esperienza unica e personale che porta il fotografo a vedere dentro di sé quella foto prima ancora di vedere la scena attraverso il mirino.

Il secondo libro che viene presentato  è “Contatti” di Gianmaria de Gasperis. Un viaggio indietro nel tempo alla scoperta dei provini di contatto, ovvero dei fogli dove i fotografi stampavano i loro rullini e li presentavano ai redattori, evidenziando la loro scelta finale.

In questo libro, sorge un nuovo aspetto del lavoro del fotografo, ovvero la selezione delle foto da presentare ad un editore di una rivista di un libro, un lavoro occulto e spesso sottovalutato, a volte si pensa che ogni fotografo abbia la fortuna di scattare una foto fantastica una sola volta. 

Quindi è interessante per chi si avvicini al mondo della fotografia, capire aspetti del lavoro del fotografo che spesso sono sottovalutati. Aspetti che ora vengono a mancare nella dinamica del lavoro del fotografo poichè col digitale, le foto possono essere visualizzate già in tempo reale dopo lo scatto.

Il libro si chiude con l’unico lavoro in digitale fatto dal fotografo ufficiale di Barack Obama. Ed in questo caso si spiega la necessità di passare al digitale per un fatto di immediatezza e velocità, visti i tempi stretti tra impegni presidenziali e celerità nel preparare il nuovo numero del “Times”.
Le presentazioni sono entrambe corredate da dei filmati con alcune delle foto presenti sui due libri, e devo ammettere che sono stato colpito favorevolmente da entrambe le presentazioni. 

Consiglio vivamente questi due libri, per chiunque si avvicini alla fotografia oppure sia già patito e voglia approfondire questo hobby, leggendo le esperienze altrui.

A cura di Claudio Turetta


My generation di Irene Alison, Postcart, 192 pagg, 55 foto, 12.50 euro


Contatti di Gianmaria De Gasperis, Postcart, 212 pagg, 12.50 euro

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