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19 giugno 2012

INTERMITTENZE




Sì vedi papà... è un disastro, ma non proprio, cioè... una bancarotta spirituale, o qualcosa che... no, no, non cerco scuse, è che io non so... sono al mondo ma non so perché... e come posso sperare di trovare una soluzione se non ho capito nemmeno qual è il problema? No, non è così semplice... ma cazzo, che tu vedi le cose lineari? No... le cose si aggrovigliano e si ammucchiano... sono un'orgia le cose... che cosa sono le cose? Ma tutto, no? Siamo noi... quelli che ci stanno intorno, sono i muri che cadono a pezzi... la tapparella rotta... e quella là che non mi richiama... e tu che sei sempre pronto a dirmi che sbaglio... e io che me ne fotto, insomma, sì... no, non ho un progetto... no, non mi drogo... ma che ca... vabbé, non serve a niente parlarne... perché ci diciamo tutti che serve parlarne? Non serve a niente... tanto si tengono tutti stretti alle loro idee, come alla sottana di una battona... è che sto male, ecco... no, non mi serve l'aspirina... mica vado a posto con le pillole... ma no, è nevrosi, non psicosi... e poi le pillole... pillole per tutto... anche per... anche per stare al mondo, e che pilla c'è che può fare questo? No, non mi piacciono le farmacie... ma che mi frega... per andare a fare cosa? Per rassegnarmi, andare a fare una vita del cazzo peggio di quella che faccio? No, non m interessa... non è tagliandomi un pezzo di anima che posso sperare di andare a posto... mi devo adattare dici? Devo lasciar perdere... rassegnarmi... eh, lo so... ma non con le pillole... e poi insomma qualcosa dovrà pur accadere... no eh? Allora me ne vado, tanto qui non servo a niente... non che da Rollo serva di più... ma insomma... guardo le gambe della segretaria almeno... eh, sì, la segretaria... ma io che ci sto a fare con questa gente? Che vuoi ancora? No, non ho progetti... ma io vorrei sapere: tu, quale progetto hai mai avuto? No, dico, anche l'esempio conterà qualcosa... tu, dico proprio tu: qual è il tuo stratosferico progetto? Non lo sai, dico bene? E che hai da guardare adesso? Sarà meglio che me ne vada... sì, me ne vado... ma no, lascia stare... la mamma? Fa niente, tornerò a trovarla... adesso devo... devo andare... sono stanco, sì, perché lavoro se non te ne sei accorto... anche se per te sono sempre in vacanza e lavoro è solo quello che fai tu... caldo... caldo... macchina rovente... lamiera... zanzare... vado nel mio buco... la tana di un animale... fosse per me starei sempre a letto... dormire... ma tanto non dormo... la macchina va anche da sé... se la lascio andare... ecco che va... tengo il volante con le ginocchia... la tengo dritta... prima, seconda... non ci si schioda... il traffico del tramonto... sapore di schifo in bocca... troppi caffè... la cistifellea brucia... o chissà che è... fa niente... riesco a litigare ogni volta, pazienza... ho saputo del matrimonio di Mauro... nessuno avrebbe detto che lui... sì, insomma... che sarebbe stato uno dei primi a sposarsi... importa sega, vabbé... zanzare sul cruscotto... la schiaccio... macchiolina di sangue... polvere e sangue... non lavo la macchina da... e qui è tutta una bolgia... questa strada... questo caldo... le zolle di asfalto che si sollevano, si incurvano... zolle... camion che mi taglia la strada... atro camion che non rispetta la precedenza... non riescono a rispettare un segnale stradale, figurarsi una persona... crash... sbam... e poi dicono degli incidenti... sì, per forza, ma guarda qua... per forza che poi due fanno crash e sbam... o tamponamento... Moneglia, due anni fa... un bel crash fuori dal tunnel, eh sì... ma fa niente... due curve e sono arrivato... casa... buco... tana... dovrò pur mangiare stasera... odore di fritto sulle scale... quella famigliola del secondo piano... vivono di fritti e grassi saturi... miasmi sulla tromba delle scale... mai un odore buono... che so, di pane... busta, bresaola... frigorifero quasi vuoto... oddio... la spesa... una mela vizza... è tutto pulito però... niente disordine... solo un ordine vuoto... questo niente è la massima forma di disordine... ho appena provato a parlare a mio padre degli scenari di senso... sono da ricovero... divano... mi sdraio... male anche alla testa... letterine, caratteri 12, Rollo... la segretaria... non è Tamara, non è Azzurra, ma... conato, bruciore che sale... stomaco messo maluccio eh? Ma sono tutti così... la consolazione di mio padre, che poi è la consolazione di tutti... vanno male le cose... vale per tutti... non hai voglia di fare niente... buono a nulla... divano... dormire... il latte, ecco! Il latte a lunga conservazione... in fondo, in basso nella credenza... il latte, i biscotti secchi, la bresaola, la mela vizza... la cena insomma... chiamala cena... televisore... giochini del preserale... ma come si fa? Rammollimento... sfattimento... sfinimento... ciò che resta... l'ammasso... la parola mancante, qual è? Eh, sì... RABDOMANTE... CUNEIFORME... adesso, giù un piede e poi un altro... di corsa a prendere la vaschetta... ESTENSIONE... ESTIMO... la bomba è esplosa nel mio linguaggio... mai provato? 

A cura di Ariberto Terragni

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