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4 giugno 2012

E l'ora dei demoni con Stirpe Infernale



Dopo la pubblicazione di “Stirpe Angelica” del 2010 per Edizioni della Sera, il progetto per il seguito dell'antologia, è trasmigrato con i due curatori della serie, Filomena Cecere e Alfonso Zarbo, cui si è aggiunto Roberto Carlo Deri, in GDS edizioni, e vede ora le stampe nella collana Nocturna.

Il progetto nasce con l'intento di unire più autori, anche abituati a generi letterari molto diversi, sotto un unico tema. Nel primo volume la fonte dell'ispirazione era la figura dell'angelo, in questo seguito si è passati alla loro controparte: i demoni.

Alla presentazione sono presenti, in rappresentanza dei quindici autori che hanno partecipato al progetto, Roberto Genovesi, Paolo Di Orazio e Filomena Cecere, nella doppia veste di autrice e curatrice dell'opera.


Genovesi, inizia parlando della sua passione per Lovecraft, uno dei suoi autori preferiti. Spesso nei suoi libri si è trovato a parlare di religione e quindi angeli e demoni fanno parte del suo bagaglio di autore. Per il suo racconto “Seme di Legione”, ambientato a Roma, ha seguito un consiglio di Gianfranco De Turris: “non fate gli americani”. Ovvero ambientare i propri romanzi nel proprio paese e non in altri paesi, basandosi sulle proprie conoscenze legate all'esperienza della vita.
La bozza del racconto è nata nella baia di Peschici mentre era li per una vacanza. I personaggi sono un pittore, chiamato Monocolo, che sta a trinità dei monti, e due turisti che lo incontreranno, scoprendo le peculiarità di questa figura.


666” il racconto di Paolo Di Orazio, parte dal presupposto che in passato lui, si sia dedicato poco al tema della possessione demoniaca, nonostante la sua passione per l'horror. Secondo l'autore questo tema a parte nel cinema è stato poco usato. Per l'idea del racconto, l'ha legato alla sua “abilità” di smarrire i guanti, creandone un storia originale. Nell'opera, la figura femminile spicca sulle altre, perché la location, il convitto nazionale di Prati, a Roma, ha una struttura massiccia con molti corridoi alla”Shining”, e il personaggio all'interno del racconto, è il ritratto della sua insegnante di matematica dell'epoca, che si divide a metà fra l'essere buona e l'essere cattiva.
Per lui l'horror è la grande metafora della vita quotidiana ed in questa storia, si è adagiato un po' sui cliché del genere, cercando di provare a giocare con la realtà, analizzando bene la dimensione umana.


Filomena Cecere, svela qualche retroscena del progetto. Dopo il successo di “Stirpe Angelica”, si è puntato su altri autori per portare avanti l'idea iniziale di un seguito dedicato ai demoni.
Il suo racconto "Il Tempo delle Concubine" è un Urban Fantasy, la cui protagonista è la figlia di una prostituta. Questa ragazza vive per la strada sin da piccola, imparando a rubare e incontrando alcuni personaggi poco raccomandabili. Crescendo diventerà autonoma, una mercenaria e nel racconto, le viene chiesto di salvare un ragazzo. Questo la porterà a scoprire un luogo molto pericoloso.

A cura di Davide Restelli

Consigli alla lettura:


Stirpe Angelica” di AA.VV., Ed Della Sera, 152 pagg, 10 euro


Stirpe Infernale” di AA.VV., Ed GDS/Nocturna, 266 pagg, 14 euro

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