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27 giugno 2012

CARTOLINE DAL KYUSHU



L'isola di Kyushu è l'ultima grande isola dell'arcipelago, ancora molto giovane dal punto di vista geologico e ricca di vulcani attivi come il Sakura-jima, il monte dei fiori di ciliegio, ma non la sciatevi ingannare dal suo romantico nome, è sempre pronto ad eruttare.


Prima di prendere il ponte che dall'isola di Honshu ci porta a quella di Kyushu, ci fermiamo al mercato del pesce locale ad assaggiare il famoso e temuto pesce palla. Per poterlo cucinare e lavorare bisogna essere chef patentati in quanto se il pesce viene eviscerato male, la tossina letale si propaga nelle carni; tutto questo preambolo potenzialmente letale mi crea un sacco di aspettative e di curiosità, lo assaggio!

La versione fritta del pesce palla è buona ma sinceramente una coda di rospo non ha nulla da invidiarle mentre la versione cruda-sushi è assolutamente deludente, carne dura e senza sapore se non fosse per il leggero pizzicorio che provoca sulle labbra. Pesce palla-bocciato.

Ci fermiamo a Fukuoka, città moderna e famosa per il "ramen contest", ossia una gara di ramen (il brodo con spaghetti e maiale) che si svolge ogni sera e dura tutta la notte. Consiste nel passare da un ristorante di ramen all'altro fino a scoppiare per assaggiare le diverse versioni del celebre piatto e poi nominare un vincitore.

Di solito si sviene per indigestione prima di poter decretare un campione. Ma il vincitore della mia personalissima gara è il ramen della coppia di nonni (lui ottantenne, lei pure ma con grossi bigodini) nella bettola più onta che ho trovato in Giappone.

NAGASAKI, LA CITTA' DEI GATTI 

La regione di Nagasaki è probabilmente la zona del Giappone che mi  è piaciuta di più. Il clima è mite, l'atmosfera rilassata, le coste ricche di fiordi frastagliati e verdi, il mare cristallino  e la città meravigliosa.

Nagasaki è meno famosa di Hiroshima, forse perché la bomba è stata meno distruttiva o forse solo perché i media si sono sempre concentrati di più sulla sua sorella di cattiva sorte, ma non va dimenticato che anche Nagasaki è una città che ha sofferto molto ed è riuscita a rinascere pure lei meravigliosamente.

Anche a Nagasaki c'è il parco della pace ed un museo della Memoria, ma questa città è famosa soprattutto per essere stata la prima ad incontrare i "gaijing", gli stranieri.

Gli olandesi arrivarono per primi, seguiti da portoghesi e cinesi e fondarono a Nagasaki una fiorente base commerciale, un ricco porto, l'unico luogo del Giappone dove era permesso soggiornare agli stranieri. Se osavano varcare i confini della città, la pena era la morte. Ed è così che Nagasaki è diventata un luogo ricco di culture diverse ancora oggi riscontrabili nel carattere gioviale dei suoi abitanti, dai tratti dei loro visi e nella cucina della città dove cibi di origine cinese, olandese, turca e portoghese si fondono con la cucina locale.

Il simbolo di Nagasaki è l'ortensia Hydrangea, una meravigliosa varietà detta "Otaksa" dal nome della moglie giapponese del medico tedesco Siebold, venerato in questa città come colui che portò in Giappone la medicina moderna occidentale e decise di rimanere a vivere in questo luogo così esotico e lontano.

SULLA STRADA VERSO TOKYO

Viaggiare lungo il Kyushu ti fa capire cosa significhi vivere in una terra fortemente sismica, sulla via del ritorno passiamo attraverso la regione di Takachiho e del grande Asa-san, il signor vulcano come lo chiamano tutti qui.

E' uno dei vulcani spenti più grandi del mondo che quando milioni di anni fa eruttò creò una regione ora verde e fertile, quello che un tempo era il cratere ha un diametro di più di dieci chilometri ed al suo interno sorgono strade, città e ferrovie mentre i versanti sono alti picchi dalle bizzarre forme con qualche piccolo vulcano ancora in attività e moltissime sorgenti termali., oltre al villaggio di Arita il centro di lavorazione della ceramica più antico del paese, dove ho speso ore ad osservare i magnifici pezzi della collezione del museo delle ceramiche del Kyushu. C'era una sala dedicata alle ceramiche della cerimonia del tè con una ricostruzione di una famosa stanza del tè, il direttore della biblioteca del museo vedendo che ero in ammirazione da ore inizia parlare e torna dopo poco con le fotocopie di un antico libro dedicato alla stanza del tè  ringraziandomi mille volte per aver parlato con lui. La gentilezza dei giapponesi non ha confini.

PILLOLE TELEVISIVE

Guardare la televisione in Giappone è un divertimento pazzesco, le trasmissioni sembrano tutte indirizzate ad un pubblico di bimbi di sei anni con programmi allucinanti dove i protagonisti si sfidano in gare  assurde del tipo: chi arriva prima al ristorante dl signor Pinko Palla e si mangia tutto il riso per primo oppure chi si traveste meglio da ninja e fa slalom in autostrada, ma la parte migliore è la pubblicità.

Nel paese dove i fiori non si recidono perché viene considerata una crudeltà, ma poi si cacciano le balene ed i cuccioli di suricato vengono tenuti in una gabbia di plastica sotto ad un neon in un negozio di animali, il modo migliore per darsi un tono sono le nuove pillole energizzanti alla tartaruga assassina!

Un lottatore di wrestling sessantenne pubblicizza questi integratori direttamente sul ring, saltando e ringhiando mentre una gentile signora descrive delle bellissime immagini di una tartarughina innocente che fa il bagno, subito dopo la tartaruga è diventata polvere di tartaruga essiccata e sminuzzata utilissima da utilizzare come rinvigorente.

Ti prepari per una serata importante? Sei indecisa sull'acconciatura? Usa il push up per capelli o la spallina da frangetta! Ebbene si, un ciambella che aumenta la misura dei vostri capelli (l'ho comprata pure io, mi scuso con tutti) o in alternativa una spallina che fa da rialzino a frangette poco voluminose e pettinature stile Elvis.

E per i soliti capelli ribelli che spuntano usa la cera da capelli, non il solito gel ma una vera e propria cera che tiene a bada i ciuffetti pù ribelli. Ma qui pensano a tutto!

Questa è la mia ultima cartolina, si sta avvicinando il momento della mia partenza, in questo bizzarro paese mi sono divertita e l'ho scoperto da un lato completamente diverso anche perché ospite da locali. Sono giunta alla conclusione che è molto più occidentale di quanto pensassi ma che la lontananza e l'isolamento abbiano creato  delle divisioni profonde fra il nostro modo di vedere il mondo e la vita ed il loro, e questo a volte crea imbarazzanti equivoci. E' un paese ricco di contraddizioni, modernissimo ed antichissimo contemporaneamente, davvero difficile da descrivere a parole, dovete visitarlo!

A cura di Nicoletta Tul

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