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20 giugno 2012

CARTOLINE DA HIROSHIMA



Prima di arrivare a Hiroshima ci siamo fermati ad Osaka e nella zona di Izuma che si affaccia sul mare occidentale.


Osaka è una città moderna e completamente ricostruita dopo essere stata distrutta durante i bombardamenti della seconda guerra mondiale, ed a parte il museo di ceramiche orientali, l'acquario ed i buffet illimitati non ha molto da offrire al turista straniero.

Ma la conclusione alla quale sono arrivata dopo meditate osservazioni è che Osaka deve essere misteriosamente gemellata con Rovigo.


Ebbene si, i cittadini di Osaka possiedono molte delle caratteristiche degli abitanti del Polesine, una strana atmosfera di bonifiche , vongole e mais permea l'aria di questa città. Personaggi bizzarri, carrozze dei treni per sole donne (per evitare i maniaci palpeggiatori dell'ora di punta), culturisti che non perdono un minuto per pavoneggiare i loro nipponici muscoli ed estetiste completamente rifatte che ti corrono incontro urlando: "Che bel viso che hai, uhhh che bel naso, anche io vorrei avere un viso occidentale. Posso fotografare la tua fronte così la mostra al mio chirurgo?".

IL SACRO RITROVO DEGLI DEI

Izumo è probabilmente il Santuario Shinto più importante del Giappone e sicuramente il tempio più antico del paese, dedicato al dio della fortuna e del matrimonio, la cui storia affonda nelle lontane radici della storia nipponica. Secondo la leggenda il dio in questione rivelò al fondatore della prima dinastia di Imperatori, che se avesse fatto erigere in suo onore un tempio che avrebbe toccato il cielo, egli avrebbe donato all'Imperatore la sovranità di Izumo e di tutto il Giappone.

Fu così che nacque questo tempio, originariamente alto più di 48 metri, e che infatti crollò numerose volte mentre ora raggiunge la modesta altezza di 24 metri.

Il tempio centrale è la residenza divina e quindi non si può visitare ma è visitabile la "reception" e il resto del santuario che comprende anche un "hotel " ed un sala da cena/ballo per gli altri dei Shintoisti. Questo perché ogni anno a novembre tutti gli Dei del Giappone si ritrovano in questo santuario per festeggiare in compagnia in un'allegra riunione di famiglia.  

HIROSHIMA MON AMOUR

Hiroshima è una bellissima città, ricca di verde e di acqua, vibrante di cultura e multiculturalità e tristemente famosa per una sola cosa, quel maledetto giorno del 6 agosto 1945.

Le giornate ad Hiroshima sono state intense e emozionanti, un meraviglioso incontro con il Sindaco della città Matsui, la conoscenza di molti altri ambasciatori della Pace e di operatori di Mayors for Peace, l'associazione pacifista che ha come obiettivo il disarmo nucleare del pianeta. Ma soprattutto la scoperta di una città magica, rinata dalle sue ceneri come una splendida fenice. 

Nella zona della città dove scoppiò "little boy", una volta centro cittadino ora sorge il parco della Pace, dove ogni giorno migliaia di persone portano gru di carta in omaggio al monumento in ricordo ai bambini e suonano la campana della pace, il cui suono riempie l'aria della città. Nel parco c'è il Museo della Pace, dove una raccapricciante introduzione sulle testate nucleari possedute da alcuni paesi del mondo ci introduce all'inizio dell'esposizione che racconta di com'era Hiroshima prima del 6 agosto e le motivazioni dello sgancio della bomba (motivazioni inesistenti).

La seconda parte dell'esposizione è dedicata alla città subito dopo lo scoppio della bomba atomica, un modellino mostra la città subito dopo l'esplosione: la città di Hiroshima è una pianura circondata da montagne e l'onda distruttiva di propagazione ha incenerito completamente ogni cosa nel raggio di 2 chilometri con una forza pari a 19 tonnellate per metro quadrato. Il calore ha fuso ferro, pietra e cemento in masse indistinte e ha ridotto i civili a Ombre sui muri, schiacciati dalla forza e dal calore sulla pietra, di quelle persone ora rimane solo una macchia.

Della vecchia Hiroshima rimane solo un edificio, l'ex sede della Camera di Commercio, famoso per la sua cupola, rimasto abbastanza illeso nonostante fosse vicinissimo all'epicentro ed ora protetto dall'Unesco come simbolo di Pace e dove persone da ogni angolo del mondo si ritrovano per non dimenticare.

Alla prossima cartolina!

A cura di Nicoletta Tul, date un'occhiata anche alla sua Finestra sul té.

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