Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

16 maggio 2012

YOGA TIME



Ogni promessa è un debito. Tre giorni di full immersion al Rimini Wellness sono serviti a schiarirmi le idee e a rafforzare la mia convinzione che la pratica costante e convinta dello yoga faccia dimagrire. Bene inteso non crediate che Budda faccia i miracoli meglio di nostro Signore, un po' di fatica e di sudore sono sempre da mettere in conto, ma l'obiettivo, qualsiasi esso sia, verrà raggiunto con il sorriso sulle labbra.


Innanzitutto va sfatata l'errata convinzione che si tratti di una disciplina esclusivamente statica e di meditazione. Il significato della parola YOGA è “unione ed equilibrio”: la mente svolge un ruolo importante, ma essendo l'uomo dotato anche di un corpo fisico l'equilibrio deve comprendere entrambi.

Ma la parola Yoga da sola non è sufficiente a definire il tipo di pratica. Ne esistono diverse varianti, alcune effettivamente improntate sulla meditazione, altre invece molto più dinamiche. In occidente la pratica più diffusa deriva dallo yoga ASHTANGA, antico metodo di allenamento per l'esercito dell'imperatore indiano: il soldato bene addestrato doveva avere un fisico forte e resistente, ma anche una mente equilibrata, capace di concentrarsi sull'obiettivo e mantenere la calma in ogni situazione. Questo concetto oggi è stato trasferito al mondo dello sport ed infatti sono molti gli atleti che si allenano con il power yoga, un esempio tra tutti: la squadra dei Los Angeles Lakers.

Senza porci obiettivi tanto ambiziosi, anche noi - povere ragazze che vorremmo solo evitare di vivere perennemente a dieta -  possiamo beneficiare della saggezza degli antichi yogi.

Innanzitutto dobbiamo imparare a respirare. Non solo il controllo del respiro permette il controllo del corpo, ma i muscoli per muoversi hanno bisogno di energia. Il nostro corpo può produrne in abbondanza bruciando i grassi, ma per farlo necessita di ossigeno. Ergo, correndo o pedalando per mezz'ora in semiapnea oltre a rischiare un attacco cardiaco si brucerà un'infima quantità di grasso, che probabilmente verrà istantaneamente recuperata all'uscita della palestra, con una barretta energetica apparentemente innocua e strameritata dopo tutta la fatica patita. Le Asana yoga, ossia le posizioni che si assumono durante la pratica, sono da eseguire sempre in abbinamento alla respirazione. Praticando con costanza e regolarità si ridurrà progressivamente il tempo di riposo tra le ripetizioni, aumentando il lavoro aerobico e di conseguenza il dispendio energetico. Chi vorrà eventualmente approfondire l'argomento potrà poi scoprire quali sono le posizioni più indicate nel suo caso: stimolare il metabolismo, risolvere problemi di dolori articolari, ecc. Una vera medicina alternativa.

Altro aspetto da non sottovalutare in tempo di crisi è l'estrema economicità della pratica: bastano una comoda tuta e un materassino. Niente abbigliamento tecnico o attrezzature sofisticate. Se frequentare una scuola almeno all'inizio sarebbe preferibile, la pratica individuale è sempre fattibile ed una cosa non esclude l'altra. Personalmente ritengo che lo yoga renda tutto possibile visto che è riuscito a spostare le lancette della mia sveglia sulle sei del mattino. E' stata proprio la pratica  mattutina del rito dei Cinque Tibetani ad avvicinarmi al mondo dello yoga. Lo spunto è stato un casuale articolo in cui veniva citato il libro di Peter Kelder “ I Cinque Tibetani. L'antico segreto della fonte della giovinezza”. 

La teoria mi ha incuriosito e ho deciso di provarci: la prima settimana 5 minuti sono stati sufficienti per ripetere cinque volte ogni posizione La seconda settimana ho aggiunto due ripetizioni e così via fino a raggiungere l'obiettivo di 21 ripetizioni, che si eseguono in circa 20 minuti. Il graduale miglioramento stimola la perseveranza, la flessibilità aumenta e ogni cm guadagnato è un piccolo traguardo. Nella mia teoria che lo yoga faccia dimagrire entra anche questo. In realtà si tratta più che altro di un circolo virtuoso: ad un maggior controllo e consapevolezza del proprio corpo segue una maggiore accettazione di se stessi, un migliore equilibrio e di conseguenza una minor necessità di cercare dolcezza e compensazione nel cibo.

La letteratura per approfondire l'argomento è molto vasta, tra i tanti propongo “La saggezza dello yoga” di Stephen Cope disponibile anche in versione digitale.
Namastè.

A cura di Claudia Peduzzi

1 commenti:

mammasuperabile ha detto...

da quando faccio yog ho degli addominali da PAURA!
e sudar si suda come delle bestie

Posta un commento

Lascia un commento!