Menu

Reader's Bench Menù PressDisclaimerReaders on tourLibri e...MagazineServiziRecensioniClickContattiChi Siamo Homepage

17 maggio 2012

Christopher Paolini Rock Star della scrittura



Sala del Bookstock village gremita alla Fiera del Libro, sopratutto da ragazzi in cerca dell’autografo da parte di Christopher Paolini. Il giovane autore americano, prodigio della letteratura per ragazzi (il primo libro della serie lo ha scritto a 17 anni), arriva puntuale sul palco, salutando il pubblico dei fan come una rock star ad un concerto.


Subito gli viene chiesto da Luca Crovi, scrittore e giornalista, qui nelle vesti di moderatore dell’incontro, di dire qualcosa in una delle lingue di Alagaesia. Paolini si fa prestare una copia del secondo libro da un fortunato bambino in prima fila, che vedrà autografato il suo libro prima di tutti. Dopo una frase in nanesco e una in elfico, l’autore, il suo interprete e Crovi, si siedono per iniziare l’incontro.

Gli vengono poste domande semplici, per cercare di farlo conoscere meglio ai suoi fan, senza dimenticare l’età media del pubblico piuttosto bassa.


Si parte da un parallelo fra la sua terra, il Montana, e Alagaesia. Paolini racconta di aver preso spunto dai suoi monti e boschi, riuscendo a carpirne l’essenza e trasferendola nei suoi libri. L’importanza di aver trasportato qualcosa di reale nelle sue descrizioni, è stato fondamentale nel rendere credibile il suo mondo

La curiosità di molti spinge Crovi a chiedere se Inheritance è stato l’ultimo libro della saga. Paolini spiega di aver voluto chiudere il cerchio delle avventure di Eragon con questo libro, ma di non voler abbandonare il mondo da lui creato, nel quale tornerà in futuro, partendo come inizio dai piccoli quesiti lasciati in sospeso alla fine del quarto libro.

L’autore però va oltre, raccontando che negli ultimi 10 anni, avendo fatto solo lo scrittore a tempo pieno, ha avuto modo di imbastire qualcosa come 30 trame diverse per possibili libri che vorrebbe scrivere. Le storie vanno dal fantasy alla fantascienza, passando per i thriller e gli horror. Assicura di esser diventato molto più veloce nella scrittura nell’ultimo anno e mezzo (il dubbio mi sorge spontaneo: ghostwriter?), e quindi non dovremo aspettare troppo prima di vedere il suo prossimo libro sugli scaffali. Al 90% sarà un libro di fantascienza, ma ancora non è sicuro.

Canovi vuol sentire da Paolini la storia della sua prima presentazione. Christopher ricorda di averla fatta in una scuola superiore del Montana.

Era la prima volta che gli capitava di entrare in una scuola, avendo fatto homeschooling con la madre ed essendosi diplomato all’età di 15 anni. La sua casa editrice ebbe la malsana idea di farlo vestire con un costume medioevale. Come entrò nella biblioteca della scuola, dal fondo della sala partì una voce “Hello Romeooo!”. Da allora non ha più usato quel costume.


Si passa a parlare dei vari personaggi, in particolare del rapporto stretto fra Eragon e Saphira. Per lo scrittore il loro rapporto è la base portante di tutta la serie, che senza di esso non avrebbe funzionato. L’idea è nata proprio da loro due, dalla voglia di creare un imprinting fra i due personaggi. In fondo, è il parere di Paolini, sarebbe bellissimo se nessuno fosse solo e avesse sempre un amico come Saphira.

I cattivi sono i personaggi che trova più interessanti e divertenti da scrivere. Sui Ra’zak racconta un aneddoto su come sono nati. Una sera era in casa e sentì un suono provenire dal salotto. Si alzò dal letto e andò verso il suono. Girandosi vide un ombra sinistra sulla parete con antenne e molte zampe. Era un “Jerusalem Cricket”, un particolare tipo di insetto. L’insieme dell’ombra con il suono sinistro di questo insetto, l’ha portato alla creazione dei Ra’zak.

Gli viene mossa qualche critica sul film, che per alzata di mano del pubblico, viene definito un vero flop. Paolini dice di esser contento anche solo del fatto che sia stato realizzato, perché non molti libri di genere fantasy vedono la luce sul grande schermo.

Ma alla fine dei conti, il progetto rifletteva la visione del suo mondo da parte del regista e dello sceneggiatore, come il libro riflette la sua. Chiede poi ai fan di inondare la Fox di lettere, qualora volessero un nuovo film della saga.

La valle Palancar, racconta lo scrittore, si chiama così per la sua grande stima nei confronti di John Jude Palencar. Illustratore di fama internazionale, Palencar venne contattato dalla Random House (casa editrice di Paolini), per disegnare le copertine dei libri della saga. Ovviamente Paolini approvò la scelta in pieno.

Prima di salutare il pubblico e iniziare a firmare autografi, Paolini racconta due aneddoti. Il primo è sul nome del protagonista, che viene semplicemente dalla sostituzione dell’iniziale alla parola Dragon.

La seconda molto più divertente riguarda la sua passione per i videogiochi. Prima dell’inizio del tour promozionale del secondo libro, Paolini stava giocando a Jedi Knight Academy 2, un videogame ambientato nel universo di guerre stellari. Facendo duelli on-line si trovò a sfidarsi con un ragazzo dal nick “Eragon”. Il ragazzo era molto più bravo di lui e lo sconfisse.

Sullo schermo comparve la scritta “Sei stato ucciso da Eragon”. 
A cura di Davide Restelli
Consigli alla lettura:

Il Ciclo dell’Eredità - Cofanetto di Christopher Paolini, Ed Rizzoli, 60 €

0 commenti:

Posta un commento

Lascia un commento!