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7 maggio 2012

CARTOLINE DA TOKYO



IMPREVISTI

Esattamente un giorno prima della partenza Francesco si ammala. Diagnosi: mal di gola e raffreddore con naso chiuso che in Giappone equivale ad una serie di figure imbarazzanti praticamente illimitate.


E' importante non soffiarsi mai il naso in pubblico, è consentito cercare di trattenere il moccolo, ma se proprio dovete soffiarvi il naso cercate di essere il più discreti possibile e sbarazzarsi subito del fazzoletto incriminato. La tensione sale in aereo perché siamo circondati da giapponesi e non sappiamo come comportarci, ci nascondiamo sotto il sedile per soffiarci il naso cercando di non essere notati, ma siamo davvero preoccupati, e se ci capita di starnutire come facciamo?

Poi come se nulla fosse un signore giapponese accanto a noi si soffia il naso, e poi anche il suo vicino e la moglie risponde con un sonoro starnuto la cosa ci crea un piccolo shock perché eravamo convinti fosse un disonore imperdonabile ed invece evidentemente anche i giapponesi hanno adattato le nostre usanze barbare in fatto di muco nasale.

Mi tranquillizzo bevendomi la mia tazza di infimo english breakfast addolcito con doppia dose di creamer President.

Arrivati all'aeroporto Narita, un poliziotto con mascherina antigermi e guanti di cotone bianco controlla che gli stranieri non rimangano chiusi troppo a lungo nei bagni, annota orari ed anomalie nel suo taccuino misterioso. Evidentemente teme che i barbari possano affezionarsi troppo ai bagni pubblici, ma come non farlo?

Una miriade di bottoni ti accoglie nel momento i cui metti piede nella toilette, puoi scegliere la musica da abbinare allo sciaquone , puoi scegliere fra lo spruzzo dissimulato, diretto, vaporizzato, di bassa, media o alta intensità e ci vogliono almeno dieci minuti per capire come funzionano questi innovativi sistemi igienici.

DALTONISMO NIPPONICO

Tokyo è una bellissima città, molto moderna ma con deliziosi scorci antichi. Qui ogni singolo edificio e grattacielo è frutto di progetto architettonico, è pensato, ideato, ponderato, insomma ogni singolo elemento è in perfetto equilibrio. Il verde è onnipresente, dai magnifici parchi (anche gli alberi sono posizionati in luoghi accuratamente studiati in modo da essere in equilibrio con i palazzi e con le altre piante) al verde verticale dei grattacieli, spesso ricoperti di edere o fitta vegetazione.

Si, il Giappone è un paese dall'estetica perfetta, la bellezza muove questo mondo così lontano. Dalla delicata e commovente bellezza dei pini giapponesi, ricurvi sopra i laghi alle confezioni dei prodotti alimentari, qui è davvero tutto bellissimo.


Ci sono molte contraddizioni ovviamente, il semaforo è verde e rosso in tutto il mondo ed è così anche qui, ma allora perché il verde lo chiamano blu? Insomma il semaforo blu, la foglia blu, il parco blu, non sarà una strana forma di daltonismo nipponico? No, è solo che "per abitudine" loro chiamano il verde, blu.
Non fatevi troppe domande.

SPINGITORI DI PASSEGGERI


La metropolitana di Tokyo sembra un infinito labirinto, ma dopo le prime volte che ti perdi in periferia inizi a capirci qualcosa. Durante l'orario di punta milioni di persone si riversano sui treni sotterranei, ma sempre con grande cortesia e gentilezza, infatti non è carino spingere le persone davanti a te per cercare di entrare. In questi casi ecco che arriva lui, lo Spingitore di passeggeri che spinge le persone che si ammassano cortesemente davanti alle porte e le schiaccia nel vagone. Così i passeggeri hanno la coscienza a posto e riescono a rientrare a casa ad un'ora decente.

OVERDOSE GASTRONOMICA


In Giappone si mangiano i cibi più buoni del mondo, dai favolosi ramen (spaghetti in brodo di pollo o pesce, denso o diluito, con maiale, verdure, bambù o altro), allo shabu shabu (una specie di fonduta con carpaccio di manzo), al magnifico sushi.
Ovunque vi fermiate a mangiare avrete la sicurezza di mangiare benissimo.



Ore 5:25: andiamo a vedere l'asta del pesce di Tsukiji, l'asta del pesce più grande del Giappone ed una delle maggiori del mondo. Ogni giorno arrivano in questi capannoni migliaia e migliaia di tonni giganteschi che vendono battuti all'asta per prezzi esorbitanti (anche 50 mila euro al pezzo).

Vedere tutti quei cadaveri di animali ancora congelati di prima mattina non è il massimo ed è un'altra delle grandi contraddizioni di questo paese; un paese che non strappa i fiori perché li rispetta e li ammira nel loro ambiente naturale ma che poi si mangia la balena e quintali di tonni.

Subito dopo la visita dell'asta si passa al mercato del pesce dove si posso comprare favolosi coltelli, alimentari, prodotti per la cucina, ceramiche, ma soprattutto alle 7:30 aprono le piccole bancarelle che vendono sushi e sashimi... e si comincia!
Ecco una piccola lista delle cose che io e Eva siamo riuscite  a mangiare in una giornata molto intensa.

ORE 3:05  COLAZIONE CON MUFFIN AL MATCHA, Tè, YOGURT (TIPO YOGURT "KEKEC", CHE PER CHI NON HA VISSUTO NELLA CARA VECCHIO JUGOSLAVIA SIGNIFICA CHE ERA UNO YUGURT DENSO)

ORE 4:15  BISCOTTI MATCHA

ORE 7:30  CIOTOLA DI RISO CON FILETTI DI SALMONE, UOVA DI SALMONE E TONNO, TUTTO CRUDO E FRESCHISSIMO, ZUPPA DI MISO, Tè

ORE 8:00  DOLCE  AFORMA DI TONNO CON RIPIENO DI FAGIOLI ADZUKI

ORE 9:00  MILK TEA CON GELATINE

ORE 12:00  COMBO PLATE: COTOLETTA DI MAIALE TONKATSU, RISO, CURRY GIAPPONESE, OVETTO FRITTO, SPAGHETTI KETCHUP.

ORE 14:30 BIGNE BOMBA CON DOPPIA DOSE DI CREMA AL CIOCCOLATO

ORE 17:00 CANNOLO DI SFOGLIA CON PANNA E FRAGOLA

ORE 19:30 PIATTO DI SOBA CALDI IN BRODO CON TEMPURA DI GAMBERI E VERDURE

PER UN TOTALE DI: 8000 CALORIE


Apro una piccola parentesi sulla pausa pranzo, abbiamo consumato il combo plate al Mampoku restaurant, l'anello di congiunzione fra USA e Giappone. Ci aspettavamo da un momento all'altro un gruppo di marines sbronzi uscire dal bagno, questo posto sembra davvero uscito dagli anni '50, così come il suo proprietario. Il ristorante è una piccolissima locando che si trova sotto ad un ponte, con ai muri antiche stampe e pubblicità cinematografiche del dopo guerra, fiori di ciliegi finti e altre diavolerie di plastica.

Il proprietario che faceva di tutto per sfoggiare il suo incomprensibile inglese, avrà all'incirca ottanta anni e non sta fermo un minuto. Pulisce, sbriga, taglia, corre, importuna la cameriera, e soprattutto è fissato con la zuppa di miso. Ordini un gelato e ti porta il miso, ordini l'insalata e ti porta il miso, e poi ti obbliga a finirlo tutto!

GLi chiediamo il suo nome e lui risponde: Shiazaki, shia like salt, zaki like pot.... salt-pot salt-pot...ok ok ok?
Ok, salt-pot, ok.

Nicoletta Tul è una tea tester, una gourmet e un'appassionata viaggiatrice che nelle prossime settimane ci accompagnerà il lungo e in largo per il Giappone. Seguitela anche affacciati alla sua Finestra sul Té

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